Mulled Wine

Tradizionale bevanda servita nel periodo delle feste natalizie a Londra

 

Il profumo del Natale

Io lo chiamo così perché è proprio durante il periodo di queste celebrazioni che nelle strade di Londra si sente questo piacevole aroma di spezie zuccherate, di agrumi.
Si inizia a Novembre a trovarlo nei Pub e nei Caffè che lo porteranno a menù per tutto l’inverno.
Ma è quando inizia il carosello Natalizio che ha il suo maggio consumo. Non c’è mercato, mercatino, pista di pattinaggio, Carol organizzati in piazza,  grotte di Babbo Natale e quant’altro di simile, che non abbia un banchetto dove poter bere questa pozione ristoratrice servita sempre bella calda e, se ci mettete anche una Mince Pie, allora l’atmosfera è proprio festosa.
Il Mulled Wine è il nostro Vin Brulè con un tocco di magia che da noi non esiste e il perché ve lo spiego dopo.

Lasciatemi specificare che si tratta di una bevanda servita calda, a base di vino, zucchero e spezie.
Si fece conoscere come Vino di Ippocrate e la sua storia racconta come fu proprio il grande filosofo, il primo a scoprire che macerando il vino con erbe, quali la ruta e l’assenzio, si otteneva una bevanda digestiva e tonificante.
Questo metodo fu esportato nel mondo dai Romani che l’aricchirono di spezie e lasciarono traccia di questa bevanda praticamente in tutti i paesi conquistati, prima di arrivare al Nord, a Londra dove si strutturò nel tessuto delle usanze locali.

Nel Regno Unito sono state trovate tracce di una ricetta, di questo vino speziato, nel suo più vecchio libro di cucina intitolato The Former of Cury, che porta una data incredibile: 1390. La ricetta descrive questi ingredienti:’‘ macinare insieme cannella, zenzero, galanga, chiodi di garofano, pepe lungo, noce moscata, maggiorana, cardamomo e granelli di paradiso e mescolare il tutto con vino rosso e zucchero”.
Un’altra menzione, sotto mentite spoglie, in quanto la bevanda  in questione si faceva chiamare Smoking Bishop, la troviamo nella Londra Vittoriana, sulla bocca di  Ebenezer Scrooge. Oppure chiamata Negus, una versione allungata con acqua, servita ai bambini non solo durante le feste di Natale, ma anche nelle loro feste di compleanno.

 

Comunque si facesse chiamare la ricetta non è molto cambiata da allora.
Ai giorni nostri le spezie possono variare di combinazioni ma la base è solitamente la stessa: vino, a volte mischiato con Brandy o Sherry, arancia o mandarino, limone, cannella, noce moscata, semi di finocchio o anice stellato, chiodi di garofano, cardamomo e zenzero e per i bambini ci sono i Mulled analcolici con succhi di frutta o sciroppi.

Come dicevo prima, per i Britannici questa è una tradizione acquisita che ha preso molto campo e si è inserita vittoriosamente fra le preferenze di questi isolani, rispetto alle proprie. Durante le festività è particolarmente ‘sentita’ e magica perché, pur non essendo considerata una bevanda augurale, in certi casi si usa come sua sostituta.
Per farvi capire meglio vi devo raccontare del Wassailing: un modo antichissimo con cui la Gran Bretagna brindava, nelle varie occasioni annuali, (raccolti, guerre, matrimoni) per augurarsi buona salute, buon raccolto, buona sorte etc.
Il più tradizionale dei brindisi veniva fatto con una bevanda a base di quello che poi sarà chiamato birra, servita in enormi ciotole, spesso d’argento o di peltro, che potevano contenere oltre i 30 litri.

Tutti attingevano da queste coppone di ‘birra’ augurale, condita con panna rappresa, mele arrostite, uova, chiodi di garofano, zenzero, noce moscata e zucchero.

Il Wassail veniva chiamato “lana di agnello”, perché la polpa delle mele arrostite spumava un po ‘come la lana di agnello!
A questo punto consentitemi una smorfia di disgusto, forse a torto?
Spesso durante le rappresentazioni che richiamano queste vecchie usanze ( a Londra ce n’è una importante il giorno dell’Epifania) dentro il ciotolone non c’è altro che Mulled wine … E io aggiungo: Per fortuna!

Diversa è la storia del Sidro, un vino di mele in uso e produzione molto comune nel Regno Unito, tanto che (in altre epoche) veniva usato come contante per i pagamenti e i salari degli operai.
Veniva usato anch’esso per il Wassailing, infatti a lui si riconoscono poteri augurali, sopratutto per i raccolti e, spessissimo, lo potete trovare a fianco del contenitore del Mulled Wine come Spiced o Mulled Cider.
E’ ottimo! D’altronde potete comprare ottimi sidri prodotti in Gran Bretagna, loro ci sanno fare con le mele.

 

Pertanto se vi trovate in un mercatino … Anzi no! Vi do un chiaro suggerimento: Columbia Rd Late Night Shopping, tutti i Mercoledì di dicembre fino a Natale, dalle 5 alle 9 di sera.
Columbia Road in queste pre-serate è molto accogliente, si illumina con tutti i negozietti (e sono per lo più ‘atelier’ di giovani promesse del designer) aperti, ci sono i Carol davanti al Pub a cui unirsi, l’albero, le decorazioni e tanta gente, intenta nella ricerca dei suoi regali, che si incontra, si scambia gli auguri, creando quell’atmosfera di famiglia tanto giusta per il Natale.
Adatta per gustarsi il Mulled Wine e augurarsi un

Waes Hael!
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I fiorellini di Kath

Kath Kidston
http://www.cathkidston.com/

Uno fra i tanti negozi che mi fanno luccicare gli occhi a Londra è quello di Kath Kidston.
Il suo è il tipico ”British Stile”, almeno per quel che riguarda le fantasie floreali che lei disegna per carte da parati, tovaglie, lenzuoli, accappatoi, servizi da te e ceramiche varie; valige, borse, shopper, portamonete …. Insomma tutto quello che ha una superficie su cui si può piazzare un disegno.

Il suo Flag Store lo trovate a Piccadilly, la via, non lontano da Fortnum & Manson.

Due piani colorati e simpatici pieni di cose inutili con cui regalarci un ricordino, oppure comprarci qualcosa di utile e in uno stile unico da regalare alla nostra casa.

La signora in questione dovrebbe avere circa 60 anni, è nata in Hampshire e si è trasferita a Londra a 18 anni, subito dopo il college. Ha aperto il suo primo negozio in Holland Park Rd poco prima di compiere 40 anni e da lì i suoi disegni floreali, un pò malinconici, sbocciarono con un successo grandioso, tanto che in pochi anni il marchio aveva più di 100 punti vendita nel paese e all’estero. I suoi manufatti sono venduti anche negli store più importanti e persino il principino George ha indossato i suoi capi, che sono andati subito esauriti.

Oggi Kath ha venduto la maggioranza della società; ho notato che negli ultimi tempi  ci sono state innovazioni più moderne sui disegni, sia rivisitazioni dei vecchi disegni, sia nuove forme che vanno oltre il fiore, e appaiono stampe sempre più ‘londinesi’ da turista.
Gli stores sono aumentati e attualmente, rispetto a soli 5 anni fa, è inflazionata almeno quanto Harrods per quel che riguarda tazze, shoppers e portamonete

Diciamo che finchè la signora gode di buona salute e rimane dirigente per il designer, il marchio potrà mantenere un suo fascino British *_*

 

Gin Gin! …. salute a tutti

Il Gin & Tonic è bevanda nazionale, ma lo sapete che il Gin ha una cupa storia di sfacelo sociale a Londra?

Il Gin è una bevanda che se pur non nata a Londra, è riuscita a inserirsi piuttosto profondamente nel tessuto genetico della sua gente e delle sue abitudini, rendendola succube dalle sue lusinghe, appropriandosi dello spirito dei più deboli per secoli, creando una situazione di grave pericolo non solo per il collettivo della città ma anche per il paese.
Wikipedia recita che è un semplice fermentato dell’orzo e frumento nei quali veniva messa a macerare una miscela di erbe e spezie, radici e bacche, a discrezione della distilleria e della propria ricetta.
Tra questi ingredienti spiccano le bacche di ginepro, che sono l’ingrediente fondamentale, sopratutto per il Gin in stile Inglese. Il famoso ‘stile Londinese’, infatti, aveva modificato l’originale ricetta Olandese (ancor oggi c’è un distinguo netto di base tra i due prodotti) mettendo in infusione direttamente le bacche con: coriandolo, scorza di arancia e altri vegetali per arrotondarne il profumo e il sapore. Questa fu ed è ancora la ricetta del “London dry gin” e fu proprio dal ginepro che si originò il suo nome.

L’Inghilterra lo conobbe nel 1585 quando tentò di salvare Anversa mentre veniva abbandonata dalla sua stessa popolazione in fuga dal nemico. Non c’era cittadino che non portasse via con se le proprie scorte di Gin, all’epoca conosciuto come il Dutch Courage: il goccetto che dava coraggio ai soldati olandesi i quali lo portavano in una fiaschetta legata alla cintura della divisa.

Ma fu Guglielmo III di Orange, nel 1690, che instradò nettamente la sua produzione promulgando l’embargo sui distillati stranieri. Pur se il motivo principale era quello di favorire il consumo dei cereali autoctoni, si può dire che è questa la data che vide la popolare ascesa del Gin, sopratutto tra i meno fortunati. Iniziare un’attività di distilleria era tremendamente facile ed economico per cui ne nascevano più dei funghi nell’umidità, persino la gente più povera ne poteva produrre in casa e lo si usava come merce di scambio, anche per pagare i miseri salari.
Era una bevanda che si poteva avere a pochi scellini, ben più economica della più salutare Birra e presto divenne un vero flagello, abbruttendo un’intera popolazione. Se tutti a Londra potevano produrre, la qualità lasciava a desiderare e i controlli non esistevano. C’erano personaggi senza scrupoli che usavano trementina, acido solforico e chissà che altre diavolerie mortali pur di allungare il distillato e ricavarne il più possibile. Le persone: donne, uomini e bambini erano dipendenti da questa bevanda che fu una vera e propria piaga per la mente e per il corpo di intere generazioni
Nel 1730 le cifre recitavano: 10 milioni di litri di gin all’anno venivano distillate a Londra, con una stima di 14 litri per ogni Londinese. Ha distrutto la salute delle persone, ha creato una scia di miseria con conseguente alto tasso di criminalità e prostituzione nonché l’aumento di mortalità sopratutto infantile …. Un vero disastro.
Gin Lane
Le persone escluse da questo raptus suicida, nei ceti più abbienti, vedevano il pericolo e ci furono molti comitati che sostenevano la lotta contro l’alcolismo. Uno dei paladini più convinti fu il famoso artista William Hogarth. Egli dipinse un vero e proprio manifesto che rappresentava lo sfacelo della comunità londinese a causa del Gin. Si intitola Gin Lane ed è ancora considerato uno tra i più ineguagliabili e potenti messaggi ”anti droga” di tutti i tempi.
Fu grazie a lui che il governo si decise a intervenire con pugno di ferro emanando una legge che regolasse e controllasse la produzione. Nacque la Gin Act nel 1751 che aumentò consistentemente i controlli, ma anche il valore delle licenze e delle accise ponendo già così una naturale regolamentazione; il controllo fiscale fece si che ci fosse una maggiore attenzione alla qualità da parte dei produttori che facendosi concorrenza affinarono sempre più le tecniche di distillazione. ma ci vollero decenni prima di riportare la situazione alla normalità
Avreste mai immaginato ci potesse essere una storia così intrigante dietro una semplice bottiglia di Gin Londinese?

Oggi il Gin non è più una bevanda ad alto rischio e le tecniche di distillazione si sono raffinate e perfezionate tanto da creare mercanzie eccellenti

Londra sopratutto vanta ancora parecchia produzione, in stabilimenti che offrono assaggi e visite guidate … La storia come avete letto non manca

Ve ne elenco alcune tra le più ‘cittadine’ e famose:
La più antica: si trova a Kennington
Beefeater Distillery, 20 Montford Place London SE11 5DE
L’antenato del ‘London Gin’ per eccellenza, nato nel 1829 è stato distillato in questa struttura dal 1958.
La più nuova: si trova a Chiswick
Sipsmith Distillery, The Distillery 83 Cranbrook Rd London W4 2LJ
Nasce nel 2009 ma gli alambicchi: Prudenza, Pazienza e Costanza hanno già un sacco di cose da raccontare
La più Gourmet: si trova a Bermondsey
Bermondsey Distillery, 55 Stanworth St London SE1 3NY
Vicinissima al Malty St. Market, mercatino gastronomico del sabato.
Proprio nel giorno del mercato la distilleria è aperta per degustazioni e si può portare il cibo del mercato
La più culturale: si trova a Portobello Rd

The Portobello Rd N 171, 171 Portobello Road a Notting Hill, Londra, W11 2DY.

Non è una distilleria, non lo è più, gli impianti di produzione sono stati trasferiti a Clapham, ma mantiene sopra al Portobello Star un piccolo centro dove insegnano a conoscere il Gin, a produrlo e a dosarlo
Il Bar stesso è un portento per assaggiare un Tom Collins

Il negozio più selettivo: Berry Bros. & Rudd, si trova il
No.3 London Dry Gin, N3 St. James Street. Creato su ricetta originale di questi ‘mercanti di spirito’ che operano a Londra dal 1698, e credetemi … il loro negozio li dimostra tutti! Da vedere assolutamente

Naturalmente ce ne sono moltissimi altri, vi basterà fare una piccola ricerca per scoprire il Gin di Hackney, della City, quello di Hilgate ecct.
Non dimenticate che per fare un ottimo Gin Tonic ci vuole anche un’ottima Acqua Tonica.
Londra ha una buona tradizione e tra le migliori, che potete trovare sugli scaffali di Harvey Nichols o Fortnum & Mason (oppure su internet), svetta la Tonica di The London Essence C. seguita dal marchio Franklin & Sons.
Ma anche per questo prodotto c’è solo da cercare e scegliere
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Insomma, che riusciate a berlo a Londra o a casa vostra …
Buon Gin Tonic a tutti!