St Pancras Station… il Punto d’Incontro

The Meeting Place

La stazione di St Pancras è una struttura magnifica in tutta la sua interezza.

Un enorme palazzo in mattoncini di terracotta costruito in stile neogotico, con tante guglie che spiccano dall’imponente tetto e con la sua bella torre dell’orologio.
Ispira maestosità, potenza e grandezza proprio come vuole il suo nome che deriva dalle parole greche «Pan» (tutto) e «Kratos» (potenza)

Il recente restauro, l’annessione di un Hotel a 5 stelle e il collegamento diretto con Parigi, fanno di questo terminal uno dei più importanti e moderni del paese se non d’Europa.

Spesso si trasforma anche in una galleria d’arte e ospita installazioni rimarchevoli come questa ‘Nuvole’ che ho potuto ammirare nel 2013

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The Well a Clerckenwell

Il pozzo in vetrina

Non distante dalla stazione metro-ferroviaria di Farringdon potrete trovare un palazzo con della ‘strana merce’ in vetrina.

La merce esposta non è in vendita, fa parte della storia di Londra ed è un tesoro scoperto appena nel 1924. Un tesoro chiaramente legato all’etimologia del quartiere.

Clerckenwell era una volta un priorato e il suo pozzo d’acqua veniva chiamato clerk’ well. La storia lo individua menzionato nel 1174 e ne perse le tracce nel 1850 fino al suo ritrovamento, grazie alla costruzione delle fondamenta di questo palazzo in Farringdom Lane che gli ha dedicato il piano a terra.

Il Fleet River, che scorreva in queste zone, era chiamato il ‘fiume dei pozzi’ grazie allo formarsi di piccole sorgenti che eruttavano numerose intorno a esso.
Si diceva che le acque avessero qualità curative e alcune di queste sorgenti vennero trasformate in terme o stabilimenti balneari; il più famoso era il Sadler’s Wells, nome che oggi indica il noto teatro di zona. Ma se guardate la mappa del borough non farete fatica a trovare, nei nomi di alcune strade, il ricordo di questi impianti.

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Edoardo Paolozzi a Londra


Edoardo Paolozzi era un artista, più di altro uno scultore, che nasce in Scozia da genitori Italiani. 
Purtroppo è scomparso di recente (2005) all’età di 81 anni, ma ha lasciato moltissimo a Londra, città dove ha studiato, vissuto e insegnato e dove si possono ammirare alcuni dei suoi lavori che gli hanno valso un’importante merito: quello di essere considerato il fondatore e primo attore della Pop Art del Regno Unito.
Le sue sculture si dice che fossero assemblate con pezzi trovati per caso, già definiti nelle forme e funzioni, ma che lui riusciva ad unire creando così le sue creature meccaniche, feticci dell’era moderna!

I più di noi, compresi quelli che come me digiunano di arte, hanno conosciuto questo artista grazie al meraviglioso lavoro che si trovava sui muri delle banchine e lungo i corridoi della stazione metro di Tottenham Court Rd. 
Chi non ha mai visto i murales dell’artista che adornavano questa stazione?
Io … purtroppo me li sono persi! con vergogna lo ammetto, ma ho sempre evitato questa stazione come la peste perchè è sempre stata molto caotica, la più trafficata di tutte. 
Poi quando sono arrivati i lavori per la Crossline è stato troppo tardi.

Quelli sopra le arcate delle scale mobili, all’ingresso sono stati tolti per sempre ma, pare, possano essere ammirati nuovamente nelle sale dell’università di Edimburgo, dove sono stati sapientemente ricostruiti,  mentre i restanti mosaici, quelli che corrono lungo le pareti delle piattaforme, resteranno intatti, per fortuna!

Paolozzi a Londra non abbellì solamente la grande stazione metro,  di suo potete ammirare molti lavori che sono sparsi per la città. 
Per esempio  l’Isaac Newton mentre compie equazioni nel cortile della British Library.

Anche se hanno spostato il Museo del Design a Kensington, sulle rive del Tamigi all’altezza di Butler’s Wharf ci dovrebbe sempre essere la grande testa, intitolata ‘Head of Invention’.
All’uscita della stazione metro di Pimlico (Bessborough Street) invece c’è un condotto di areazione camuffato con una scultura dell’artista.


Poi c’è ‘The Piscator’ nei giardini di fronte alla stazione di Euston.

https://en.wikipedia.org/wiki/Erwin_Piscator

La ‘A Maximis Ad Minima’ che si trova nei  Kew Garden e non per ultimo, naturalmente, l’opera che lo consacrò come alfiere della Pop Art: ‘I was a Rich Man’s Plaything’, un collage custodito alla Tate Modern.