Il festival delle Marionette a Covent Garden

Punch & Judy May Fayre 

Eventi del club

Questo festival, dedicato all’arte marionettistica, si svolge, ogni anno, nella seconda domenica di Maggio, nei giardini di St Paul Church di Covent Garden, e si fregia di una tradizione centenaria.
Le prime note scritte riguardanti questa festa appaiono, infatti, sul diario di Samuel Pepys
Esattamente il 9 Maggio del 1662 (data stabilita per essere il giorno del compleanno di Punch) raccontava della sua visita a Covent Garden: ”per vedere uno spettacolo di burattini all’Italiana, che è molto carino, il migliore che ho mai visto”
 
Come potete ben immaginare un tale retaggio storico ha creato un seguito di appassionati super esperti per riportare ai giorni nostri quest’arte, poco conosciuta e desueta.
Intenditori maniacali che hanno fondato il club che raccogliere le tradizioni e racconta gli eventi nazionali.

I personaggi, un tempo mossi da fili, oggi si sono trasformati in più pratiche marionette con guanto, uno stile che prese campo nel tardo 18° perchè permetteva di avere teatrino e materiali necessari, più facilmente trasportabili. 

Quelli che si vedono in Covent Carden sono lavorati a mano e arricchiti nei dettagli, delle meravigliose opere d’arte. Arrivano da tutto il paese e ce ne sono a decine esicuramente troverete interessante anche il mercatino composto da bancarelle che espongono e vendono materiali attinenti al mondo dei burattinai.

Le due marionette protagoniste sono Punch e sua moglie Judy, animate da un solo burattinaio chiamato professore, coadiuvato solo dall’imbottigliatore, che è colui che recinge il pubblico davanti al teatrino, fa il giro (con la bottiglia) per raccogliere i compensi e spesso collabora al sonoro della storia rumoreggiando, spesso aiutandosi con una chitarra o altro strumento musicale.

Le particolarità di Punch sono la sua voce acuta, quasi stridula provocata da uno strumento, un fischietto, chiamato swazzel e il suo caratteraccio che lo porta sempre a cercar lite; le sue storie sono piuttosto violente in quanto tende sempre a menar il suo immancabile bastone.
 
La festa di Covent Garden è piacevolmente godibile anche da chi non mastica molto la lingua Inglese. Inizia ufficialmente con un corteo, e tanto di banda, verso le 11. 
Poi ci sarà un rito religioso nella chiesa per le 12 mentre i teatrini racconteranno buffe storie fino alle 17. 
 

 

 
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Ci prendiamo un caffè …..

 

THE REGENCY CAFE

A due passi dalle Parliament Houses e dalla Tate Britain …..

 

Un po di tempo fa stavo leggendo con frivolezza un articolo del Telegraph su quelli che sono considerati i migliori ristoranti di Londra, quando l’occhio mi cadde sulla foto della 5° posizione.
Tendine a quadretti rossi e/o verdi non sono davvero appropriate per quelli che si immaginano essere locali eleganti e un poco, quando non troppo, expensive per i comuni mortali.
Questi sono due dei vari stereotipi che solitamente ci condizionano quando leggiamo queste classifiche. Figuriamoci poi leggere che il Regency detiene un doppio, mirabolante 5° posto. Infatti lo trovo così piazzato anche nella classifica dei ristoranti più a buon mercato della città; e di quest’ultimo ne parla, scusate se è poco, il Wall Street Journal!….

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Ci prendiamo un caffè ……

THE LISBOA PATISSERIE


La pasticceria in questione mi è stata decantata come un paradiso per i golosi in generale e, sopratutto, per gli amanti dei prodotti culinari Portoghesi
La Lisboa Patisserie non è solo pasticceria artigianale tipica, ma vanta anche uno spaccio gastronomico di fronte dove si vendono
prodotti portoghesi DOC.

P.S.
Per chiunque abbia visto ‘Love Actually’: quella accanto allo spaccio è la porta dell’appartamento di Tony alla quale Colin Frissel bussa per chiedere ospitalità nell’ultima sua notte Londinese, prima di recarsi in America.

E’ decisamente l’angolo nascosto di uno dei quartieri più famosi di Londra: Notting Hill.

Sapete quella cosa … Quel detto, quello che dice di come le cose belle la vita rende difficili da raggiungere…
E’ un po troppo poetico, lo ammetto, ma in questo frangente ci può stare.
Perché?
Perché nonostante sia adiacente alla strada più famosa di Londra: Portobello Road, bisogna camminare un po, fino a raggiungere la sua parte più a nord. Bisogna andare oltre il cavalcavia, e lì è dove difficilmente il turista arriva …

Non c’è da stupirsi che siano ancora poche le persone a superare il cavalcavia della Westway; in pratica nessuna guida segnala alcunché di interessante, inoltre io per prima avevo delle remore, dei pregiudizi.
Manco da diversi anni di andarci e sapevo che non vi tirava un’aria molto salubre fino a pochi decenni fa, senza contare che l’unica esperienza negativa che Londra mi ha dato in tanti anni, me la fece vivere proprio in questo distretto.
Ricordo che, negli anni 80, persino Portobello Rd suggerivano di visitarla solo il giorno di mercato e la zona a nord della Westbourne Grove era un postaccio pericoloso, plumbeo. Un agglomerato di case scrostate e maltenute, appollaiato intorno al canale, all’ombra di uno degli esempi di Brutalismo popolare, forse il più ”in-famoso” di Londra.

Ma la terribile Trellick Tower, emblema di rivolte sociali e anche solo di mal costume, oggi non fa più paura, anzi, stagliata nel panorama in fondo alla via è anche ‘bella’ a vedersi, trasformata in alloggi quasi tutti privati.

Non molto tempo fa trovai un articolo che parlava di uno di questi appartamenti all’ultimo piano, da dove si vede sia sorgere che tramontare il sole per capirci, in vendita per quasi 400.000 sterline …

Una delle cose che mi piacerebbe fare è proprio quella di prendere l’ascensore e salire fino in cima, per godermi il panorama, ma ci sono dei portieri che non lasciano passare neppure una mosca ^_^

Anche il mercato, una volta superato il cavalcavia, perdeva di attrattiva; si riduceva a banchi di frutta e verdura, qualche cianfrusaglia per la casa e articoli di seconda se non di 4° mano.
Oggi invece è più organizzato, predilige sempre gli articoli alimentari ma biologici e di qualità, senza contare che ci si può trovare peculiarità anche artistiche, in mostra temporanea.

 

Ma tutto il quartiere è bellissimo!
Quello che oggi puoi vedere, passeggiando tra le sue vie, è un percorso contornato da belle abitazioni ordinate.
Le classiche case a schiera, quelle che fanno tanto ‘village’ …

Ce ne sono di colorate e alcune sono palesemente lussuose.


 

Comunque, tornando a parlare del fattore distanza, la realtà non è poi così terribile; si potrebbe più giustamente definire ”leggermente fuori mano”.
Pensare a metterla in lista per una visita, nelle cose da fare, può essere una scusa validissima proprio per scoprire una zona davvero poco turistica, ma non per questo meno interessante.

La mia personale marcia verso il’ paradiso dei golosi’ di Notting Hill incomincia davanti alla stazione di Paddington con l’autobus n.23
Lo stesso che, volendo, parte dalla stazione di Liverpool Street.
La fermata dove scendere è a 3 stop dal capolinea e a pochi passi dalla stessa pasticceria.

E’ stato divertente zigzagare tra le stradine di Notting Hill guardando fuori dal finestrino rigato di pioggia.

Prendere il bus e fare un’escursione a tema (gastronomico, culturale, etc..) nei giorni di pioggia è un modo gradevolissimo per andare alla scoperta della Città

Ho scelto la fermata in Ladbroke Grove per poter camminare un pò nel quartiere, ma la fermata è proprio di fronte alla Golborne Rd e arrivare alla pasticceria è roba di poche centinaia di piacevolissimi metri … in più la pioggia aveva smesso di cadere ^_^

In quella mattina di un mercoledì qualunque, la zona era molto tranquilla, nel pezzo di Portobello Road che ho attraversato non ho visto traccia di nessun banco.
Il tendone rosso della pasticceria si vede subito e di fronte c’è il negozio alimentare, con gli stessi colori.

Il locale è piccolo ma anche in un giorno di Maggio uggioso come questo, si poteva usufruire dello spazio fuori. Erano disponibili tavoli e sedie sotto la tenda, e si potevano usare quelli abbarbicati alla vetrina, riparati dalla pioggia e anche un poco dal vento.

Già sedute ci sono delle persone che chiacchierano tra loro, interrompendosi spesso per salutare i passanti, si capisce subito che sono del luogo.
Sono stati gentilissimi ad alzarsi per permettermi di raggiungere un angolino riparato; così mi ascolto le ultime su Jason, che ha comprato la moto nuova, mentre mi riempio la bocca con la mia pasta alla crema.

Dentro è arredato solo con 4, forse 5, tavoli di cui non ho un gran ricordo perché erano gremiti di persone intente a sbafarsi brioche e caffè, conversando tra loro. Sembravano abituate a dividersi qualche centimetro quadrato del tavolino e anche della sedia.

Meno male  che era una zona tranquilla? Possibile che le persone fossero tutte qui!
In quella mezz’oretta in cui sono stata seduta fuori c’è stato un viavai degno della più caotica delle High Street. Può darsi che sia più facile trovare un po di calma nelle ore pomeridiane!
For Square

Il bancone è invece molto grande, un prolungamento dell’ampia vetrina che mostra moltissimi vassoi traboccanti di dolci, molti dei quali tipici di un Portogallo che qui sembra non molto lontano, tutto rigorosamente artigianale e prodotto nel laboratorio adiacente.
Nella parte superiore ci sono i prodotti salati, come i cornetti farciti di prosciutto e formaggio. Sotto un vero trionfo di brioches, paste secche o di pan di spagna, sfogliatelle, tortine, decisamente la crema all’uovo la fa da padrone.

C’era molta gente che faceva colazione anche al banco, le commesse parlavano con confidenza ai clienti, un’ennesima conferma che questo è un posto frequentato da gente che qui abita o ci lavora….. per un momento mi ha piacevolmente ricordato il bar sotto casa.


4Square

 

Potevo lanciarmi ad assaggiare qualche dolcezza a me sconosciuta, come la famosa Pastel de Nata. 
A detta del web qui si trova la riproduzione più autentica di quella che si mangia in Portogallo, se non più buona.
Ne parla anche la popolare rivista Time Out, raccontando che la produzione giornaliera di queste delizie sparisce quasi sempre entro le 2 del pomeriggio …. tenetene conto!

Io sono stata davvero contenta di aver rinunciato a fare colazione per aspettare di arrivare fino a qui.
Un posto ‘alla buona’, semplice, con prodotti che prediligono la qualità all’apparenza e per ultimo, ma non perché meno importante, è davvero, credetemi, davvero economico.
Sopratutto se si pensa di essere a pochi passi da Portobello Road.

Finito il mio caffè e raschiato il piatto dove c’era la torta mi era venuta la tentazione di fare il bis, ma poi ho dato un’occhiata alla gente che era in coda. E inoltre se mi alzavo chissà se avrei ritrovato posto!
Ho preferito allontanarmi proseguendo fino al ponte che attraversa il canale.
Per il mio gaudio c’è un piccolo parco, grazioso, con una piccola pista per lo skate.

 

 

Il parco è a bordo acqua, c’è un sentiero piuttosto largo e da qui si può arrivare fino alla Little Venice di Paddington con una piacevole passeggiata di circa 20 minuti
Un bel percorso poco turistico.

Opto però per la metropolitana.
Adesso che mi sono rifocillata non vedo l’ora di rimettermi in movimento e di andare alla scoperta di altre cose che questa meravigliosa città nasconde.
Cara tube, dove mi porterai ora?

 

Riassumendo:

La Lisboa Patisserie si trova al 57 di Golborne Road.
E’ aperta anche la domenica, dalle 7 del mattino fino alle 7 di sera.
La stazione metro più vicina è la Westbourne Park, ci passano la Hammersmith&City Line e la Circle Line.
Ci sono anche molte linee di bus.

Oltre al 23, di cui ho già parlato, c’è il 52 che parte da Victoria e il 70 che parte da South Kensington che lasciano alla stessa fermata a cui sono scesa io.
Invece, se passate il ponte, al di là del canale c’è la fermata del 31 che collega con Camden.

 

Ci prendiamo un caffè? …… Cafè Pellicci però!!!!

 

La Belle Epoque di gusto Italiano si trova tra i Cockney

Se vi chiedete quali sono i locali più tipici di Londra allora dovete per forza andare a cercare i Cafe.

Non sono Bar.
Anche se volendo puoi entrare e consumare solo un caffè, o una bibita, o magari prenderti una ciambella mentre leggi il giornale e fai due chiacchiere con il tuo vicino di casa.
Si assomigliano, ma non sono neppure quelle che noi chiamiamo tavola calda o trattoria.
Certo è che non si possono paragonare, al limite possiamo dire che sono un mix delle due cose.

Il Cafe, quello con solo una effe, o il Caff, chiamato confidenzialmente dai frequentatori, è un posto tradizionalmente Inglese, inimitabile.

Quelli VERI, ancora originali, conservano l’impronta, il “carattere” prevalente della via dove risiedono.
Gli viene facile!
Perché stavano già lì, da molti anni prima di quanti possa averne una nonna; per molti dei lettori anche molti di più di una bisnonna. Di sicuro hanno visto la 1° Guerra. Sono locali di rione, frequentati da tutta la famiglia e dove tutte le famiglie intrecciano le proprie vite. Sono quei posti che trasformano un pezzo di Londra in un Paese di provincia.
Un posto così fa sentire parte della comunità anche il passante capitato lì per caso, giusto per il lasso di tempo che serve a una sosta.
Generalmente si affacciano sulle vie principali o di mercato, dove c’è rumore e folla; hanno una finestra-vetrina un po logora, che prende tutta la facciata. Sono quelle ancora con la boiserie, magari colorata e scrostata, e c’è la tenda dove, nella bella stagione, ci puoi trovare un paio di tavolini riparati.
Uno di questi si chiama E Pellicci

Lo troviamo al 332 di Bethnal Green Rd, in un East End ancora oggi molto bistrattato.
Pensate che negli anni in cui lo scoprii (79/80), gli stessi amici, residenti a Londra da anni, mi indicarono l’East End proprio come zona off limit.
Mi fu sconsigliato di oltrepassare quell’invisibile confine che partiva dalla Torre di Londra e seguiva un po il perimetro delle vecchie mura Romane.
Era come un’immaginaria recinzione da non varcare, ”il recinto degli uomini neri”. E lo stesso consiglio valeva per le zone a sud del Tamigi, tranne quelle raggiunte dalla District Line.
Ma l’East End non era altro che una zona periferica in cui operavano parecchie fabbriche, colpevoli di rendere l’area e l’aria inospitale e deprimente. Per questo non attirava residenti facoltosi, tanto meno le imprese, quelle grandi, internazionali. Quelle che potevano portare tanto lavoro ma che avevano bisogno di uffici o vetrine di rappresentanza, belle facciate per farsi conoscere al meglio e per attirare i clienti.
Inoltre c’era il Porto, e chiunque abiti o ha vissuto in una città di mare sa cosa comporta.
Ma il grosso del East End era, ed è ancora, composto da gente onesta. Lavoratori il cui unico difetto è quello di essere dei sottopagati in una città esosa da sempre.

Ma torniamo al mio Cafe … Il Cafe Pellicci.
L’ho ritrovato intatto … e son passati decenni. Il piccolo edificio di soli due piani, che pare schiacciato tra gli altri edifici di poco più alti, esiste ancora. Immortale. Come la maggior parte delle case che si affacciano su Bethnal Green Rd e la cosa mi piace.
Ancor oggi la sua insegna colorata al neon sporge dal muro, sopra alla facciata/vetrina in Art Déco, una Vitrolite color primula … Unica! Perché è un materiale d’epoca che non credo si faccia più.

La famiglia Pellicci è di origini toscane e ha comprato questo negozio e l’appartamento di sopra proprio agli inizi del 900.
Nel 1946 la signora Elide decise di rinnovare l’arredamento e per farlo chiamò uno dei carpentieri più bravi della zona, uno dei tanti suoi clienti: Achille Capocci.
Nessuno dei due poteva immaginare che quel lavoro di restauro avrebbe portato il locale nella storia di Londra … Oltre alle sue patatine fritte naturalmente ^_^
Capocci ideò la facciata con questo materiale sintetico e anche gli interni che, se pur dello stesso colore e stile, furono fatti in legno, con intarsi bellissimi e inserimenti di specchi colorati.
Nel centro di un bancone c’è ancora l’incisione con le iniziali della padrona di casa.
Divenne un vero gioiellino e i lavori effettuati furono menzionati come esempio di artigianato britannico del dopoguerra, in una mostra a tema al V&A Museum.
Così:
– A parte la popolarità acquisita da subito tra i residenti e che ancora oggi ben resiste. Ovvero quella di un cafe che portò nel cuore di questa comunità povera l’Italia. L’Italia ma quella bella! Fatta di sapori succulenti, buone abitudini, educazione e tanta, tanta cordialità.
– A parte la popolarità, non richiesta, dovuta a clienti abituali divenuti tristemente famosi, come furono i fratelli Kray (se pur il signor Nevio -figlio della signora Elide- racconta come fossero due bambini molto beneducati. E li conosceva bene, perché abitavano due strade dietro al negozio).
Ma anche a quella dovuta a tutti gli altri frequentatori assidui, molto più per bene (Robbie Williams, un esempio) che sono conservati in un album fotografico e appesi alle pareti.
– A parte il cibo, rigorosamente cucinato in loco dalle sapienti mani della signora Elide prima e dalla signora Maria poi, che viene servito con abbondanti porzioni sin dalle 07 del mattino ad arrivare alle 16 del pomeriggio di tutti i giorni feriali (sappiate che la signora Maria ha vinto, con le sue chips giganti, rigorosamente pelate e tagliate a mano, l’onorificenza delle migliori di tutta Londra).
– A parte che il locale si tramanda di generazione in generazione, e questo permette di mantenere vive non solo le tradizioni famigliari dei Pellicci, ma anche ben solide le basi della vecchia cucina tradizionale Italiana d’esportazione (ecco il perchè ‘lasagna’ e ‘spaghetti bolones’ sono ormai cittadini ad honorem nei paesi anglosassoni).

A parte tutto questo … e scusate se è poco, furono proprio questi interni originali, che fecero ottenere al Cafe Pellicci, nel 2005,  lo status di edificio storico.
Precisamente un Grade II listing Building, che forse lo salvaguarderà dalla concorrenza agguerrita dei vari Starbucks &C.
E. Pellicci è un vero Cafe d’epoca.
Non perdetevelo se vi trovate da quelle parti, magari in mattinata o dopo le 14, per evitare l’ora di punta.