Curiosità di Londra: I Fire Mark

E’ difficile vederli, sopratutto se non si sa che esistono.
Parlo di questi piccoli stemmi, per lo più placche metalliche, di piombo od ottone, applicati sulle facciate delle case a segnalare che il proprietario pagava un’assicurazione sugli incendi e quindi per l’intervento di salvaguardia. Infatti ogni compagnia assicurativa aveva la propri squadra addetta agli incendi e questi ‘segni di riconoscimento’ permettevano gli interventi mirati.
A contraddistinguerli avevano un disegno, un simbolo, differente per ogni compagnia ed un numero di serie inciso.
L’usanza prese campo, a Londra, dopo il Grande Incendio (1666) e prima che si incominciasse a costruire il complesso sistema di numerazione delle abitazioni (1760).
Però era una lotta spesso impari, con le case così attaccate i pagatori si vedevano spesso non riconoscere i propri diritti e tutto questo, piano piano, portò alla costituzione dei Vigili del Fuoco (intorno alla metà del 1800) con il comune consenso di tutte le assicurazioni, per far si che si potesse operare sia sui fuochi ‘assicurati’ sia su quelli che non avevano protezioni alcune, ma che potevano coinvolgere e danneggiare quelli che pagavano.

Dicevo che non è facile trovarli sulle case, perchè non ne esistono più moltissimi e quei pochi potrebbero non essere originali, in quanto i collezionisti hanno creato un mercato parallelo di contraffazioni, ma a cercare bene se ne possono trovare alcuni di cui cercherò di darvi indicazioni:

Il primo stemma che cito lo trovate su Wikipedia, appartiene alla The Hand in Hand Fire & Life Insurance Society ed è la compagnia più antica della città, nata subito dopo il Grande Incendio.

Un suo stemma è ancora su di una casa a Dulwich, ma non si specifica dove, mentre il London Museum ne conserva il calco, sia di questa compagnia che di quella del Royal Sun Alliance, tutt’ora operante nel settore come RSA Insurance Group
Se andate in King Edwards Row, due passi da Lambeth North Station, potrete ammirarne alcuni sulle 9 case dei primi dell’800 che formano la Terrace. Si vedono bene in questa foto, sono quelle formine bianche tra le finestre del secondo piano
 

Un altro posto dove trovarli sono le case che corrono lungo il Green di Richmond, sulla Maids of Honour Row.
Il sito è storico di suo, qui infatti sorgeva uno dei Palazzi Reali di Enrico VIII poi demolito.

Deve il suo nome a Giorgio II, il quale (1724) diede direttive per erigere un nuovo edificio che servisse da alloggio per le damigelle d’onore della principessa del Galles.
Le ‘cameriere’ hanno ricevuto uno stipendio di £ 200 all’anno in aggiunta al vitto e alloggio in queste splendide case.

 

A Londra centro se ne intravede uno della Royal Exchange Assurance, sopra l’arcata di una finestra posizionata proprio sull’uscita ad est di Goodwins Court.

Dal Ristorante Da Giovanni, per capirci

A Fulham, in Church Gate precisamente al n 5, ce n’è uno della The Hand in Hand.

E ancora …  tra i civici 12 e 14 di Ballast Quay.
Un angolo storico di Greenwich, dove accanto al Cutty Sark Tavern sorgono ancora elegantissime queste abitazioni del 700.

DSC_0329_5567

Onestamente su Internet ne ho trovate altre, che però non riesco a localizzare con precisione, Belsize Park, Spitalfield… e chissà in quanti altri posti.

Se vi capita di trovarvi in un sito dove le abitazioni sono abbastanza ‘vecchie’ alzate bene gli occhi e guardate tra i mattoni del secondo piano e magari segnalatelo.
Annunci

Marzo a Londra

Immagine 119

Climaticamente parlando, possiamo associare questo mese a quasi tutte le giornate di Londra nel corso dell’anno.
Capita spesso che in un giorno londinese si verifichino diverse situazioni meteorologiche. Giornate pazze, come si usa da sempre definire il mese di Marzo per via del suo umore sempre … Variabile.
E’ anche il mese dei narcisi, come ci ricorda San David la prima festa del mese …
Bellissima e dolce la poesia di William Wordsworth di cui ho trovato un brano che voglio condividere:

<< Ho vagato solo
come nube che galleggia su valli e colline
quando d’un tratto ho visto una folla 
un reggimento di narcisi dorati sulla sponda del lago
sotto gli alberi
che ondeggiava e ballava nella brezza>>

Continua a leggere “Marzo a Londra”

La Pietra di Londra

The London Stone.
So long as the Stone of Brutus is safe, so long shall London flourish.

Il destino di questa città pare sia legato ad una pietra, un masso di calcare di dubbia provenienza ma che porta con se una storia che parte da molto lontano, sin dalla fondazione di Londinium o forse ancora prima.

Non ci sono precise informazioni della sua origine, ne tanto meno del perchè sia diventata una leggenda.
Si racconta che potrebbe essere il masso dove Re Artù liberò Exalibur.
Si pensa possa essere una pietra di un tempio Druido.
Ma forse la spiegazione più logica è che fosse una pietra componente il muro del Palazzo del Governatore di Londra: il romano Bruto, il quale si fece trasportare fin qui i materiali per costruirlo, dalla città di Troia.
A consolidare questa ultima teoria è l’accertata presenza di questo palazzo, di cui esiste ancora l’ingresso e qualche altro angolo, ma ben nascosti sotto terra; mentre per la maggior parte delle sue altre parti le ruspe ne hanno decretato la scomparsa totale, facendo spazio alle fondamenta dei nuovi palazzi.
Un’altra conferma che la pietra in origine fosse parte dei pilasti di entrata del palazzo viene dal detto:
“Fino a quando la pietra di Bruto è al suo posto, Londra prospererà”
E questo è accaduto!

La pietra risiede in Cannon Street da sempre, anche quando Cannon Street non c’era.

Un’altra teoria della sua esistenza è basata sul pensiero che potesse essere una romana Milliarium, una pietra centrale da cui tutte le distanze della Britannia romana sono state misurate e anche questa è una versione piuttosto logica, pur mancando prove concrete a supporto.
Ma il fatto principale resta, la London Stone è originaria di questo angolo di Londra da millenni e qui è restata, anche se in sedi differenti, fino ad oggi.
Fu sempre tenuta come reliquia e messa in vista con molte attenzioni. Già dai tempi di Elisabetta I era un’attrazione turistica
Rimase al centro della strada, in quella che era chiamata Candlewick Street,  fino a che (per motivi logistici) non divenne un problema.
Si deve considerare il fatto che fosse usurata dal passaggio dei carri e dei cavalli, dal fatto che essendo un simbolo veniva usata spesso dal popolo e dopo il Grande Incendio di Londra fu ”messa in sicurezza” con una cupola in pietra.

Quando divenne troppo ingombrante per una strada che doveva crescere, fu trasferita addossandola al muro della chiesa adiacente: la St. Swithin.

Quando le bombe del Bliz distrussero il tempio cristiano la pietra, protetta dal suo involucro di pietra, era ancora lì. Fu spostata nel muro del palazzo adiacente perchè si decise che la chiesa, ferita troppo profondamente, doveva essere demolita.
Questo a parer mio è il posto più brutto e inappropriato mai visto per conservare una reliquia, vera o falsa non ha importanza, visto che indubbiamente il passa parola millenario arriva ancora vigoroso nell’oggi miscredente.
Una protuberanza insignificante nella parete di un palazzo (decisamente antiestetico) che prima ospitava una banca e poi un negozio il quale l’aveva praticamente in vetrina.
http://buff.ly/2oCYe9R
Quando si dice: ” è per fortuna e per disgrazia”

Per la fortuna: sono previsti piani di ammodernamento della via e dei suoi edifici. Per il purtroppo: è una zona con moltissima storia che andrà perduta.

Di John O’London – Opera propria, CC BY-SA 3.0,
https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=25664002 
Nel periodo dei lavori la pietra sarà spostata nel non lontano Museum of London per essere custodita nell’attesa che le trovino una locazione degna della sua fama.
Ahimè! Sperando che nel frattempo Londra resti in piedi!!

C’era una volta …. Un panino

 

La storia della vedova e di suo figlio perso in mare…..

Quando la zona era solo una brulla landa acquitrinosa. Quando la città era ancora lontana. Quando la campagna apriva le sue porte ai primi pendolari cittadini, nasceva quello che oggi è il quartiere di Bow, decentramento della città di Londra.

Un destino segnato già nel lontanissimo anno mille, quando vi si creò una delle prime strade lastricate, ingegnosamente rialzata, per permettere il passaggio tra i vari fiumi e rii che si incrociavano in questa laguna.

Con lo sviluppo della città queste zone sono state sacrificate per lo più al porto. Infatti, nella parte più a sud, c’è l’immenso reticolo di bacini, gli scali da dove merci e persone si muovevano in andata o in arrivo, da tutte le parti del mondo…..

L’aria del quartiere paludoso era malsana, umida e afflitta da dense nebbie che avvolgevano frequentemente la zona.
La nebbia perlopiù era smog, eruttato dalle numerose ciminiere delle fabbriche. Queste zone del East Side di Londra sono state famose per le Fabbriche di sapone, di cerini e altre merci pronte per il commercio, create appositamente vicine agli sbocchi portuali.
Era piuttosto normale che i lavoratori di queste fabbriche e quelli del porto, abitassero vicini al luogo di lavoro.
Anche chi riempiva le righe dell’esercito del mare spesso si stabiliva qui con la famiglia.

Potevano avvalersi della reciproca condivisione, di gioie e di dolori, dello stesso stile di vita.

Tra queste case, in prossimità di dove oggi c’è la fermata DLR di Devons Rd, abitava una vedova del mare che aveva allevato un figlio, anche lui dedito al mestiere di marinaio, diventando un marinaio del Re.
La donna attendeva sempre il suo giovine marinaio al rientro dei suoi viaggi e aveva cuore di preparargli i piatti cari di casa.
Aspettandolo di rientro da un suo viaggio per le feste della Pasqua, ebbe cura di preparare quei dolci panini che riempiono di profumi le case Inglesi in occasione del Good Friday.

Ma i suoi hot cross buns non ebbero modo di essere consumati quell’anno, il figlio non torno mai più.
Come capitava spesso in quelle epoche, pur sapendolo morto affogato, senza il corpo non c’era certezza alcuna. Fu così che la donna iniziò il rituale,  continuando ad aspettare, preparò dei hot cross buns tutti i Good Friday a venire.

Non si sa se per morte o altre vicissitudini, ma la sua casa venne venduta e al suo posto venne costruito quello che è ancora oggi l’edificio che ospita uno dei più vecchi, quanto anonimi, pub di Londra.

Nel 1848 nacque The Widow’s Son, in onore della povera donna e il proprietario decise di tenere fede a quella che era oramai una consolidata usanza. Tutti gli abitanti del quartiere e dei dintorni la conoscevano, e il pub continuò a preparare dei cross buns ogni Good Friday e a metterne via uno, simbolicamente, per ricordare il giovane marinaio mai tornato.

Siamo passati attraverso un bombardamento pesantissimo, regalo della Luftwaffe, che si può dire, ha distrutto il porto di Londra e la zona antistante.
Poi è venuta la ricostruzione con quella che chiamano arte brutale, ovvero materiali e forme poco costose e orribili nella loro grigia semplicità; ma il pub è ancora là!
Passato di mano in mano, non sempre di bravi professionisti pare, in quanto gli esperti lo reputano un po’ trasandato e al di sotto delle sue potenzialità, ma sempre imperterrito nel suo rito, complice anche una clausola centenaria nel contratto di affitto.

Non da meno la partecipazione della Marina Militare che ogni Pasqua, con una rappresentanza, va a rimpinguare il bottino dei panini conservati in una rete appesa ad una trave.
Un rito per una buona sorte che in mare si ha sempre bisogno.
Un panino per la memoria di un marinaio.
Non ci sono tutti i panini raccolti dal 1800, si dice che la prima, e cospicua parte dei primi anni, sia andata persa in un incendio.
Ma anche se dicono che gli hot cross buns cucinati il venerdì santo non ammuffiscono, è lecito pensare che molti siano divenuti polvere!

E visto che si crede che porti fortuna, si spera che ci possa contare. Ne servirà molta, di fortuna, alla recente querelle a cui sono stati chiamati i nuovi proprietari. 
Purtroppo nella zona sono stati decisi dei piani di ‘sviluppo’ che prevedono nuove costruzioni, pertanto è prevista la vendita dell’immobile.

Un vero peccato che si vada a perdere questa bella usanza durata quasi duecento anni.
Si, sicuramente è di poco rilievo e negli anni ha decisamente perso molto del suo significato iniziale.
Ma racconta, come spesso accade più a Londra che in altre città, la storia attraverso le cose appartenute alle persone che l’hanno vissuta davvero.
Il pub è
Widow’s Son, 75 Devons Road, Bromley e lo potete trovare nel solito posto, pare che la tradizione lo abbia salvato … almeno per ora!
Fa ottimi hamburger e per pane usa l’Hot Cross Bun

http://widowsson.co.uk/

Chiese cattoliche

                   

Questo è l’elenco di quelle poche che conosco e che penso possano valere anche una visita, a prescindere dai riti religiosi.

36654-100_0040

The London Oratory                                                                               

Si trova proprio accanto al V&A, ed è un magnifico esempio di stile rinascimentale/barocco.
E’ conosciuto molto di più con il nome di Brompton Oratory e non si può dire che sia esattamente un oratorio, troppo maestoso e ricco.
All’interno ci sono molte decorazioni interessanti, meritevoli di stare in un Duomo; prendo ad esempio le dodici statue degli apostoli e le colonne doriche che contornano la navata.
Il suo nome per intero infatti è Church of the Immaculate Heart of Mary.
La comunità cristiana a Londra può seguire ogni domenica una messa solenne in latino. Il suo, con un altro paio, è uno dei più famosi e quotati cori professionali, con concerti trasmessi anche dalla BBC.
Molto caratteristico anche il suo cortile posteriore in cui vi consiglio di addentravi.

Westminster Cathedral

Sede della Chiesa Cattolica Romana.
c48b7-dsc_10010
Ha avuto l’onore di ricevere la visita del Papa, esattamente nel 2010.

Fu costruita tra il 1893 e il 1903 in stile bizantino, sul modello della basilica di Santa Sofia a Istanbul.
L’interno è caratterizzato da un’ampia navata centrale che è per ampiezza la più grande dell’Inghilterra. E’ allocata tra la sua omonima Abbey e la stazione Victoria.

DSC_0667

La sua torre campanaria si può scalare, con un comodo ascensore; una volta in cima si gode di una buona vista sulla zona.
Anche qui la messa solenne della domenica è in latino.

St Peter Italian Church

Questa chiesa è la Parrocchia della comunità Italiana a Londra. La chiesa cattolica italiana per eccellenza, quella che ogni Italiano a Londra conosce. Forse vuoi perchè è situata in quello che era il quartiere italiano:  la Little Italy inglese a Clerkenwell.

1b961-fotocell020

La sua facciata ricorda il portale principale di una qualsiasi chiesa di paese, ma per accorgertene devi guardare molto attentamente perchè è difficile distinguerla, inglobata totalmente nella schiera di palazzi comuni che si affacciano sulla strada.
L’occhi cade sulla vistosa bandiera italiana posta su quello che sembra un vecchio negozio, ma in verità si tratta del Circolo Italiano che porta il nome del suo fondatore Vincenzo Pallotti.
Suggestiva e ancora molto sentita la processione che si tiene a luglio in commemorazione della Madonna del Carmine.
Questo articolo l’ho trovato molto interessante, racconta molto bene le vicissitudini in cui è stata creata.

 

La chiesa è in Warwick Street, stretta via dietro a Piccadilly. Sorge sul sito di un’antica chiesa cattolica ed è stata aggregazione cattolica di portoghesi e tedeschi sin dall’VIII secolo.Oggi è il punto di ritrovo eucaristico di tutto lo stravagante, trasgressivo e pittoresco mondo, comunque cristiano, di Soho.

St George Cathedral 

La troviamo non molto lontano dall’Imperial War Museum di Londra.

Divenne la prima chiesa cattolica di Londra dopo la riforma, nel 1852.
Era un bel gioiellino, una vera e propria cattedrale capiente, utile a raccogliere quello che ormai era un vero popolo di cristiani residenti, oltre la riva sud del Tamigi.

indexmainimage2
Le bombe tedesche la rasero al suolo e quella che possiamo vedere noi oggi è il risultato di una non troppo riuscita ricostruzione del 1958.
Ha una nutrita confraternita di latini, infatti si celebra una messa domenicale in lingua spagnola alle 13.00.
Questa parrocchia ha potuto godere della visita di Giovanni Paolo II nel lontano 1982. Anche il suo coro vanta concerti trasmessi dalla rete nazionale e ha una bella attività che va oltre la Messa Solenne domenicale, grazie al coro delle Girl, di recente costituzione, ma già molto quotato.

The Holy Ghost and Stephen

Si trova a Shepherd’s Bush ed è di recente costruzione: stile gotico del 1904. Ha una facciata triplice, in mattoni rossi e pietra di Portland, molto graziosa ed è situata in una graziosa via.
L’ho voluta citare solo perché ne conservo un caro ricordo della mia memoria.

 

 

 

 

 

 

 

Gesù a Trafalgar Square

 

Il Venerdì Santo di Londra

A Londra la Pasqua, intesa come festività lavorativa e scolastica, inizia già dal Venerdì.
E’ considerato infatti, come primo Bank Holiday dell’anno.
In questo giorno i negozi, i locali e le attrazioni, funzionano come sempre per il turismo, e Trafalgar Square si trasforma in un enorme teatro a cielo aperto per mettere in scena una realistica e drammatica Passione di Cristo

Un recital dal vivo in quello che è considerato il cuore di Londra: Trafalgar Square.
Due spettacoli, veramente coinvolgenti, saranno rappresentati uno a mezzogiorno e uno alle 15,30 circa.

Continua a leggere “Gesù a Trafalgar Square”

Tutti a tavola … oggi si mangia?

Hot Cross Buns

Dolci panini da mangiare caldi, possibilmente spalmati di burro e marmellata, a merenda come a colazione, per ritemprarsi dai sacrifici della quaresima.
Si tratta di un panino caldo fatto con: farina, spezie e uvetta, anche qualche candito se gradito.

La croce incisa nella pasta, o riprodotta con della glassa di zucchero, simboleggia la crocifissione. Ma c’è chi riporta questo dolce ai tempi ancora più antichi, quando i sassoni, popolo pagano, dedicavano questo cibo alla dea Eoste,  dea della primavera, da cui si dice derivi Easter …..

Continua a leggere “Tutti a tavola … oggi si mangia?”

The Dead Man’s Hole

La camera mortuaria del Tower Bridge

A volte si passa davanti alle cose, si notano per un attimo perché d’istinto appaiono curiose, ma per la fretta o la stanchezza tiri dritto senza sapere cosa perdi.
Quante volte sarò passata spedita davanti a quel cartello che indicava un ‘Dead Man’s Hole‘, senza altre spiegazioni se non la via da seguire per raggiungere la Tower Bridge Exhibition.
Avrei dovuto fermarmi a riflettere sapendo che ogni via, angolo, cunicolo, passaggio di Londra ha nel suo nome un riferimento storico e una storia da raccontare …
Una storia …

Continua a leggere “The Dead Man’s Hole”

St Pancras Station… il Punto d’Incontro

The Meeting Place

La stazione di St Pancras è una struttura magnifica in tutta la sua interezza.

Un enorme palazzo in mattoncini di terracotta costruito in stile neogotico, con tante guglie che spiccano dall’imponente tetto e con la sua bella torre dell’orologio.
Ispira maestosità, potenza e grandezza proprio come vuole il suo nome che deriva dalle parole greche «Pan» (tutto) e «Kratos» (potenza)

Il recente restauro, l’annessione di un Hotel a 5 stelle e il collegamento diretto con Parigi, fanno di questo terminal uno dei più importanti e moderni del paese se non d’Europa.

Spesso si trasforma anche in una galleria d’arte e ospita installazioni rimarchevoli come questa ‘Nuvole’ che ho potuto ammirare nel 2013

Continua a leggere “St Pancras Station… il Punto d’Incontro”

Il profumo della Lavanda

Se pensiamo alla lavanda ci ritroviamo immediatamente a pensare ai lunghi filari lilla degli immensi campi della Provenza.
Ma la lavanda fiorisce anche in Gran Bretagna, una nazione che ha fatto della sua essenza e fiore un simbolo, sempre presente nelle vecchie storie dei romanzi che nella vita reale.

La lavanda è considerata un profumo molto British, anche se in verità le radici di questa pianta provengono dal Mediterraneo.
Furono i Romani ad importarla, la usavano come sapone, per lavarsi ed è da questo gesto che nacque il nome.
E così si trovano campi di lavanda anche in Inghilterra!

Ma ciò che sorprende è che ne esiste uno anche ai confini di una città come Londra e che si può raggiungere con i mezzi pubblici, infatti Mayfield Lavender Field è proprio poco più a sud di Croydon.

Una vera fattoria dove si può camminare lungo le file di lavanda e immergersi nel loro profumo naturale.
E’ un posto molto popolare e  nel periodo di fioritura, che va da metà aprile a fine agosto, i ‘fattori’ organizzano di tutto: da l’Afternoon Tea ai workshop per crearsi il proprio profumo o per fare foto meravigliose. Visitate il loro sito e resterete a bocca aperta!

IMG_0485-1
Vi assicuro che i WE di quel periodo possono essere davvero molto affollati per cui sarebbe meglio fare una gita infrasettimanale.

Prendetelo come un vero e proprio viaggio urbano e anche se il tempo da spendere sul bus è notevole, vi divertirete a scoprirete molti nuovi scorci di una Londra che neppure
immaginavate.

Ecco come, con un paio di bus e un paio di ore abbondanti, si arriva in questa zona:
Da Elephant &Castle parte il 468 che dopo 53 fermate approda a Coombe Road dove, dalla stessa fermata, si aspetta il 166 per arrivare a Woodmansterne Post Office.

Il viaggio è di circa 30′ ma dove ci vuole la pazienza è nell’aspettare il 166 che passa ogni 25′.
Woodmansterne è proprio all’imbocco di Carshalton Rd, basta percorrerla per la sua lunghezza e arriverete in questa fattoria.

Per accelerare si può prendere il treno: Troverete sul sito alcuni itinerari suggeriti che si concludono sempre con il 166.

Porterete a casa un bel ricordo!