CHRISTMAS CRACKER

Un oggetto cult, una tradizione Natalizia che non può mancare sulle tavole Inglesi.

Il Cracker è una tradizione natalizia puramente British.

Non sto parlando del biscottino friabile, leggermente salato che si sgranocchia, a volte, al posto del pane, ma bensì di quell’oggetto cilindrico a forma di caramella incartata che si trova su ogni tavola imbandita del Regno Unito, soprattutto a Natale.

Credo che sia difficile trovare questo ornamento al di fuori della Gran Bretagna; forse in quei paesi che formano il Commonwealth ne conoscono l’utilizzo, puramente decorativo; o il significato giocoso che non è intriso nelle maglie della tradizione religiosa con un percorso che viene dai tempi dei tempi, ma bensì molto più superficiale e moderno … E’ solamente da, quasi, 170 anni che gli Inglesi si divertono con i Crackers.

L’ideatore fu tale Tom Smith, appassionato pasticcere e decoratore giramondo che s’innamorò del ‘bon bon’ Parigino, un dolcetto talmente famoso che il suo nome si è inserito nel gergo infantile di tutto il mondo.
Il ‘bon bob’ era semplicemente una mandorla confettata avvolta con un giro di carta velina stretto ai lati, la classica confezione per le caramelle, e veniva commercializzata durante le Festività.
Fu questa l’idea che importò e che da subito rese unica aggiungendo nell’involucro un pensiero scritto, una frase facendo si che diventasse un classico dono del Natale Londinese.

Ma voleva di più, voleva qualcosa che non si vendesse solo stagionalmente; ci studiò qualche anno prima che l’idea diventasse chiara e si potesse tramutare nell’oggetto cult di cui gli Inglesi vanno pazzi.

Trasformò il dolcetto in un manufatto cilindrico, adatto a contenere qualche articolo di varia natura e una piccola (ma davvero minuscola) carica esplosiva. L’involucro è quello di una caramella gigante, con i due ‘fiocchi’ di carta laterali che permettono un gioco di trazione tra due contendenti (tipo il tiro alla fune). Tirando da ambo i lati si attiva l’esplosione, il cartone si rompe e il contenuto esce fuori per il gaudio dei commensali.

Uno degli oggetti fissi che si trovano all’interno è un cappellino di carta, intagliato a mò di corona, con cui ci si deve adornare il capo (e questa si che è un’antichissima tradizione che arriva dagli Dei Romani).
E’ grazie a questo simbolo che si riconoscono facilmente le comitive festanti nei ristoranti. Vi è mai capitato di vederli? tavolate in cui tutti i commensali indossano colorate coroncine di carta. Questo vuol dire che stanno festeggiando qualcosa, eh si! perchè esistono Crackers per ogni occasione e in più possono essere personalizzati e resi funzionali per ogni tipo di celebrazione .
Oltre alla coroncina si trova fisso uno scritto che può essere un pensiero, un indovinello o una battuta che, se condivisa, unisce la comitiva in qualche minuto di conversazione giocosa. Poi c’è il regalino che può essere un giochino da fare insieme, un oggetto e, volendo, qualche dolcetto o leccornia varia.

Insomma un Cracker è un oggetto con molte funzioni attinenti alla convivialità e al gioco, ma è anche una decorazione per la tavola.
Non sarebbe Natale senza i Crackers sul tavolo per un British e questo grazie alla famiglia Smith.

Il commercio è ancora oggi florido, anche se le generazioni degli Smith si sono poi perse nelle varie multinazionali.

Una traccia di loro però si trova ancora in Finsbury Square; in un angolo della piazza si trova una fontana eretta a ricordo della moglie di Tom. E’ posizionata di fronte al luogo dove esisteva la loro fabbrica, dismessa nel 1953, data in cui si trasferì nella Est Anglia. Se guardate bene le decorazioni potrete vedere la forma di un cracker nella parte superiore.

Un’altra traccia, nonostante le varie affiliazioni, sta nel Royal Warrant; gli Smith sono fornitori di Crackers, per ogni occasione, della Famiglia Reale dal 1911.

Ecco quindi un’altro souvenir che potreste portarvi a casa.

Se siete a Londra durante le feste di Natale lo potete trovare facilmente in ogni Grande Magazzino; sono un classico nella vendita di prodotti natalizi sia da Fortnum&Manson che da Liberty o Selfridges, per nominarne solo tre. Poi ci sono i negozi, molti confezionano Crackers con le loro merci, ma ci sono anche i pop-up a tema natalizio; per esempio King’s Rd ne ospita uno ogni anno.

Diversamente provate on-line: sant’Amazon è sempre ben fornita.

I fiorellini di Kath

Kath Kidston
http://www.cathkidston.com/

Uno fra i tanti negozi che mi fanno luccicare gli occhi a Londra è quello di Kath Kidston.
Il suo è il tipico ”British Stile”, almeno per quel che riguarda le fantasie floreali che lei disegna per carte da parati, tovaglie, lenzuoli, accappatoi, servizi da te e ceramiche varie; valige, borse, shopper, portamonete …. Insomma tutto quello che ha una superficie su cui si può piazzare un disegno.

Il suo Flag Store lo trovate a Piccadilly, la via, non lontano da Fortnum & Manson.

Due piani colorati e simpatici pieni di cose inutili con cui regalarci un ricordino, oppure comprarci qualcosa di utile e in uno stile unico da regalare alla nostra casa.

La signora in questione dovrebbe avere circa 60 anni, è nata in Hampshire e si è trasferita a Londra a 18 anni, subito dopo il college. Ha aperto il suo primo negozio in Holland Park Rd poco prima di compiere 40 anni e da lì i suoi disegni floreali, un pò malinconici, sbocciarono con un successo grandioso, tanto che in pochi anni il marchio aveva più di 100 punti vendita nel paese e all’estero. I suoi manufatti sono venduti anche negli store più importanti e persino il principino George ha indossato i suoi capi, che sono andati subito esauriti.

Oggi Kath ha venduto la maggioranza della società; ho notato che negli ultimi tempi  ci sono state innovazioni più moderne sui disegni, sia rivisitazioni dei vecchi disegni, sia nuove forme che vanno oltre il fiore, e appaiono stampe sempre più ‘londinesi’ da turista.
Gli stores sono aumentati e attualmente, rispetto a soli 5 anni fa, è inflazionata almeno quanto Harrods per quel che riguarda tazze, shoppers e portamonete

Diciamo che finchè la signora gode di buona salute e rimane dirigente per il designer, il marchio potrà mantenere un suo fascino British *_*

 

Shepherd’s Bush Market.

 

Shepherd’s Bush Market

Ho capito che avrei amato questo posto dalla prima occhiata.
Non appena me lo sono trovata davanti, uscendo dalla Circle Line, mi sono ritrovata in un vero bazar multietnico, coloratissimo e allegro, un arcobaleno nel cielo grigio di quella giornata.

Wikipedia

Questo è un mercato rionale vero. Non ha nulla a che vedere con quello di Portobello o Camden, decisamente più turistici, dove si trova si molto artigianato, ma anche molte merci fatte con lo stampino, ad uso e consumo turistico.
A Shepherd’s Bush Market, se si è un poco curiosi, sopratutto nei confronti di etnie differenti, si trovano tantissime sorprese e mille curiosità….

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Cosa comprare a Londra: Knomo

 

https://www.knomobags.com/eu/

Anche questo è un prodotto Londinese, ma talmente famoso che si trova in tutto il mondo e si può avere senza muoversi da casa, comprando direttamente sul loro sito.

Nasce nel 2004 e l’idea iniziale è basata su creare prodotti adatti sia a uomini che donne che lavorano e vogliono la praticità, con un occhio anche al tempo libero.

Sono piuttosto costose ma sono ‘costruite’ con un altissimo livello, quasi maniacale incentrato in primis sui materiali e nelle rifiniture. Tutti i modelli sono curati fino a raggiungere la perfezione. Sono usate pelli di qualità che si plasmano sui laptops come guanti, morbide che quasi non le devi togliere per lavorare. Un occhio è attento ai materiali innovativi, ecologici, che resistono alle intemperie con un gentile tocco di eleganza.

Sono prodotti adatti sopratutto a chi, con la tecnologia ci lavora e ci viaggia.

Questo brand si occupa principalmente di borse o zaini che possano contenere tutti i dispositivi tecnologici, con scomparti specifici per ognuno, dotati di rifiniture imbottite, capaci di proteggere l’elettronica da ogni evento. Sono dotate anche di un ID TRACKER

Inoltre c’è la possibilità di  accessoriare i  modelli con dei carica batterie potentissimi che permettono l’uso continuo dei propri devices.

I modelli non sono tantissimi, molto sobri, voluti per resistere nel tempo e nelle mode, modelli classici da collezione.

 

Maltby Street Market



C’e una strada nascosta ….. Sotto la ferrovia!

La ferrovia corre spesso per la città su vecchi viadotti, costruiti in mattoni, una volta belli rossi oggi del colore più rappresentativo della città: il famoso grigio “Fumo di Londra”.
Gli archi che li sorreggono formano degli spazi chiusi, quando non sono usati come sottopassaggi per attraversarli vengono usati, dai tempi dei tempi, come magazzini di merci, per lo più alimentari, che trovano dentro queste gallerie un naturale clima di conservazione.
Intorno a queste dispense spesso hanno vita i mercati rionali, per gli ovvi motivi di comodo stoccaggio e reperibilità delle merci. Possiamo ritrovare queste architetture, per esempio, anche al Market di Borough o a quello di Shepherd’s Bush.

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Cosa comprare a Londra: Occhiali

Una marca di montatura ottica nata a Londra

Spesso quando si va all’estero si pensa di portare un regalo unico dai posti che si visitano.
Qualcosa che diversamente sarebbe difficile se non impossibile avere.
Prodotti tipici, marchi unici ed estremamente legati al territorio.
Trovare qualcosa del genere a Londra, e in ogni altra parte del mondo, è oggi estremamente difficile. Grazie al network ogni cosa arriva dovunque da ovunque eppure se si guarda bene, ci sono prodotti che, anche se non si trovano solo a Londra, diciamo che a Londra nascono e si fanno solo qui.

Uno di questi viene prodotto in una fabbrica che si può definire unica, decisamente l’unica rimasta in Gran Bretagna che produce a mano le cornici degli occhiali, le montature.

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Cosa comprare a Londra … Gioielli fatti a mano!

Tatty Devine e l’acrilico

1997.
In una scuola d’arte di Londra due ragazze giocano con l’acrilico e nascono figure di oggetti, suoni onomatopeici, animali, segni zodiacali abbinati a colori fluorescenti:
Un pastrocchio?
Affatto!
Con la possibilità che Londra offre di creare e vendere i propri prodotti le due vengono subito notate e nel 1999 nasce il marchio TATTY DEVINE che crea gioielli unici per chi ama giocare con il proprio look ed essere ORIGINALE

Da Portobello arrivano nel loro studio dell’ East End di Londra dove creano le loro collezioni eclettiche, creando oggetti per il merchandise di band musicali famose.
Hanno lavorato per la Tate Modern e per il Victoria&Albert Museum e naturalmente usano altri materiali quali, l’argento, il peltro, etc che potrete ammirare e comprare nel negozio di Brick Lane al n. 236.
L’altro negozio è al 44 di Monmouth Street a Covent Garden .
Sicuramente non sono gioielli ‘di valore’ ma indiscutibilmente ‘preziosi’

Gin Gin! …. salute a tutti

Il Gin & Tonic è bevanda nazionale, ma lo sapete che il Gin ha una cupa storia di sfacelo sociale a Londra?

Il Gin è una bevanda che se pur non nata a Londra, è riuscita a inserirsi piuttosto profondamente nel tessuto genetico della sua gente e delle sue abitudini, rendendola succube dalle sue lusinghe, appropriandosi dello spirito dei più deboli per secoli, creando una situazione di grave pericolo non solo per il collettivo della città ma anche per il paese.
Wikipedia recita che è un semplice fermentato dell’orzo e frumento nei quali veniva messa a macerare una miscela di erbe e spezie, radici e bacche, a discrezione della distilleria e della propria ricetta.
Tra questi ingredienti spiccano le bacche di ginepro, che sono l’ingrediente fondamentale, sopratutto per il Gin in stile Inglese. Il famoso ‘stile Londinese’, infatti, aveva modificato l’originale ricetta Olandese (ancor oggi c’è un distinguo netto di base tra i due prodotti) mettendo in infusione direttamente le bacche con: coriandolo, scorza di arancia e altri vegetali per arrotondarne il profumo e il sapore. Questa fu ed è ancora la ricetta del “London dry gin” e fu proprio dal ginepro che si originò il suo nome.

L’Inghilterra lo conobbe nel 1585 quando tentò di salvare Anversa mentre veniva abbandonata dalla sua stessa popolazione in fuga dal nemico. Non c’era cittadino che non portasse via con se le proprie scorte di Gin, all’epoca conosciuto come il Dutch Courage: il goccetto che dava coraggio ai soldati olandesi i quali lo portavano in una fiaschetta legata alla cintura della divisa.

Ma fu Guglielmo III di Orange, nel 1690, che instradò nettamente la sua produzione promulgando l’embargo sui distillati stranieri. Pur se il motivo principale era quello di favorire il consumo dei cereali autoctoni, si può dire che è questa la data che vide la popolare ascesa del Gin, sopratutto tra i meno fortunati. Iniziare un’attività di distilleria era tremendamente facile ed economico per cui ne nascevano più dei funghi nell’umidità, persino la gente più povera ne poteva produrre in casa e lo si usava come merce di scambio, anche per pagare i miseri salari.
Era una bevanda che si poteva avere a pochi scellini, ben più economica della più salutare Birra e presto divenne un vero flagello, abbruttendo un’intera popolazione. Se tutti a Londra potevano produrre, la qualità lasciava a desiderare e i controlli non esistevano. C’erano personaggi senza scrupoli che usavano trementina, acido solforico e chissà che altre diavolerie mortali pur di allungare il distillato e ricavarne il più possibile. Le persone: donne, uomini e bambini erano dipendenti da questa bevanda che fu una vera e propria piaga per la mente e per il corpo di intere generazioni
Nel 1730 le cifre recitavano: 10 milioni di litri di gin all’anno venivano distillate a Londra, con una stima di 14 litri per ogni Londinese. Ha distrutto la salute delle persone, ha creato una scia di miseria con conseguente alto tasso di criminalità e prostituzione nonché l’aumento di mortalità sopratutto infantile …. Un vero disastro.
Gin Lane
Le persone escluse da questo raptus suicida, nei ceti più abbienti, vedevano il pericolo e ci furono molti comitati che sostenevano la lotta contro l’alcolismo. Uno dei paladini più convinti fu il famoso artista William Hogarth. Egli dipinse un vero e proprio manifesto che rappresentava lo sfacelo della comunità londinese a causa del Gin. Si intitola Gin Lane ed è ancora considerato uno tra i più ineguagliabili e potenti messaggi ”anti droga” di tutti i tempi.
Fu grazie a lui che il governo si decise a intervenire con pugno di ferro emanando una legge che regolasse e controllasse la produzione. Nacque la Gin Act nel 1751 che aumentò consistentemente i controlli, ma anche il valore delle licenze e delle accise ponendo già così una naturale regolamentazione; il controllo fiscale fece si che ci fosse una maggiore attenzione alla qualità da parte dei produttori che facendosi concorrenza affinarono sempre più le tecniche di distillazione. ma ci vollero decenni prima di riportare la situazione alla normalità
Avreste mai immaginato ci potesse essere una storia così intrigante dietro una semplice bottiglia di Gin Londinese?

Oggi il Gin non è più una bevanda ad alto rischio e le tecniche di distillazione si sono raffinate e perfezionate tanto da creare mercanzie eccellenti

Londra sopratutto vanta ancora parecchia produzione, in stabilimenti che offrono assaggi e visite guidate … La storia come avete letto non manca

Ve ne elenco alcune tra le più ‘cittadine’ e famose:
La più antica: si trova a Kennington
Beefeater Distillery, 20 Montford Place London SE11 5DE
L’antenato del ‘London Gin’ per eccellenza, nato nel 1829 è stato distillato in questa struttura dal 1958.
La più nuova: si trova a Chiswick
Sipsmith Distillery, The Distillery 83 Cranbrook Rd London W4 2LJ
Nasce nel 2009 ma gli alambicchi: Prudenza, Pazienza e Costanza hanno già un sacco di cose da raccontare
La più Gourmet: si trova a Bermondsey
Bermondsey Distillery, 55 Stanworth St London SE1 3NY
Vicinissima al Malty St. Market, mercatino gastronomico del sabato.
Proprio nel giorno del mercato la distilleria è aperta per degustazioni e si può portare il cibo del mercato
La più culturale: si trova a Portobello Rd

The Portobello Rd N 171, 171 Portobello Road a Notting Hill, Londra, W11 2DY.

Non è una distilleria, non lo è più, gli impianti di produzione sono stati trasferiti a Clapham, ma mantiene sopra al Portobello Star un piccolo centro dove insegnano a conoscere il Gin, a produrlo e a dosarlo
Il Bar stesso è un portento per assaggiare un Tom Collins

Il negozio più selettivo: Berry Bros. & Rudd, si trova il
No.3 London Dry Gin, N3 St. James Street. Creato su ricetta originale di questi ‘mercanti di spirito’ che operano a Londra dal 1698, e credetemi … il loro negozio li dimostra tutti! Da vedere assolutamente

Naturalmente ce ne sono moltissimi altri, vi basterà fare una piccola ricerca per scoprire il Gin di Hackney, della City, quello di Hilgate ecct.
Non dimenticate che per fare un ottimo Gin Tonic ci vuole anche un’ottima Acqua Tonica.
Londra ha una buona tradizione e tra le migliori, che potete trovare sugli scaffali di Harvey Nichols o Fortnum & Mason (oppure su internet), svetta la Tonica di The London Essence C. seguita dal marchio Franklin & Sons.
Ma anche per questo prodotto c’è solo da cercare e scegliere
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Insomma, che riusciate a berlo a Londra o a casa vostra …
Buon Gin Tonic a tutti!

Cosa comprare a Londra: Il formaggio

Winston Churchill diceva: “Un signore compra i suoi cappelli da Locks, le sue scarpe da Lobbs, le sue camicie da Harvey e Hudson, i suoi abiti da Huntsman e il suo formaggio da Paxton & Whitfield”.
https://www.paxtonandwhitfield.co.uk/

Naturalmente questi sono tutti negozi che si trovano nell’esclusivo quartiere di St. James e il formaggiaio più antico della Gran Bretagna si mischia bene tra queste eccellenze. 
Fu fondato al 19 di Jermyn Street nel 1797, anche se nasce come semplice mercante con il suo carretto nel Alwych Maeket nel 1742. Il negozio fu poi spostato nella sua attuale posizione sul finire del diciannovesimo secolo

E’ fornitore della corona sin dagli anni della Regina Vittoria e continua la sua tradizione ancor oggi nei suoi due negozi Londinesi. Si perchè ne esiste anche uno dislocato nella Chelsea Green, nominata tra i ricchi per essere un’area dedicata al cibo di qualità, dove trovate altre eccellenze in fatto di frutte e verdure, carni, pesci e altre leccornie
La capacità di questo cheesemonger è sempre stata quella di scovare i migliori produttori di formaggi del paese e dell’Europa, farne maturare i loro prodotti migliori e metterli in vendita con una grande varietà di ‘prodotti spalla’ che troverete negli scaffali come cracker salati, biscotti, grissini di tutte le forme e farine, confetture e chutneys vari da abbinare e anche un bel reparto di utensileria, per servire al meglio il vostro formaggio.
L’odore è forte nel negozio, che quasi si sente dalla strada, vende oltre 150 tipologie di formaggi, spaziando dal latte di capra a quello bovino, scendendo nel Mediterraneo fino alle Alpi.
Per quel che riguarda i prodotti anglosassoni sono presenti artigiani di tutto il ‘Countryside’ Britannico tra cui non può mancare lo Blue Stilton, il quale deve molto a Paxton & Whirfield che lo ha largamente spinto come formaggio Nazionale; nel negozio ne trovate confezioni regalo che vanno dalle poche sterline in su. Poi trovate il gallese Caerphilly e naturalmente c’è il Cheddar, famoso quello del Somerset, a marca Monthys.

Lo sapevate che esiste il Cheddar farcito? per esempio quello di Natale … con i frutti di bosco, yummy!!

 





Può esserci storia in un pezzo di formaggio? beh si! la storia della sua stagionatura, se poi ci mettete anche la storia del negozio eccovi serviti di un bel pezzo di souvenir…dipende da quanti etti ne comprate ^_^

Cosa Comprare a Londra: Un Ombrello

Anche quando il cielo è bello … tieni pronto l’ombrello!!

Questa frase e perfettamente adatta Alla maggior parte dei giorni londinesi e non è difficile credere che uno dei migliori amici di una persona che vive in quest città (naturalmente vale per tutto il Regno Unito) è proprio questo oggetto.

Si desume che non possa esserci posto migliore dove trovarne di buona qualità e fattura ed effettivamente è una verità.
E’ riconosciuto che Londra, per tradizione, ha la miglior produzione artigianale di ombrelli, parasoli e bastoni da passeggio della Nazione e questa tradizione viene largamente protratta anche ai giorni nostri, anche se alcune aziende storiche producono le varie sezioni che compongono l’oggetto in Cina.

E il caso della Fulton Umbrellas, azienda che non ha antichissimi natali, ma è sicuramente la più illustre e famosa del Regno Unito, grazie alla Regina Madre che gli concesse il Mandato Reale, il Royal Warrant, per rifornire la Casa Reale di ombrelli, mandato confermato anche dalla Regina Elisabetta II
L’azienda nasce a Whitechaple nel 1952 e grazie al suo fondatore Arnold Fulton (inventore e ingegnere meccanico) diventa presto una delle aziende più fiorenti del paese.
Oggi i suoi ombrelli sono venduti nei migliori negozi di Londra e allo stesso tempo riparano le teste di tutto il pianeta.
Cercano di stare al passo con i tempi studiando di dotare gli ombrelli con funzioni di paracadute e tessuti antiproiettile.
Questo è quanto dice l’articolo del Evening Standard del 2016
I designers più ‘British’ disegnano temi per decorare le falde degli ombrelli di questo brand e il suo modello più conosciuto è il Birdcage ‘una gabbia’ trasparente che permette alla Regina e ai componenti della Royal Family di non nascondersi ai sudditi negli eventi pubblici. (purtroppo sembra che neppure questo sia fatto in UK e neppure i materiali usati sono Nazionali)
Si racconta che venga spedito al laboratorio, mesi prima di un evento importante, un campionario da Buckingham Palace con i colori che la regina indosserà, così che l’ombrello sia perfettamente abbinato.

Un’altro ombrellaio di tutto rispetto, decisamente più antico e indubbiamente il più caratteristico è James Ince & Son 
Ufficialmente riconosciuto come il più vecchio di tutta la Gran Bretagna.
L’azienda incomincia a tracciare il suo percorso nel East London, grazie ad un Ince sarto nel 1805. Egli diede i mezzi al figlio per aprire una piccola azienda a White Row di Shoreditch nel 1824 che crebbe e divenne fiorente, servendo anche in tempi di guerra manufatti per l’esercito e fu solo per una normativa fiscale del governo Thatcheriano che la fabbrica perse potere finanziario e da un migliaio di operai oggi ne troviamo solo 4 tra cui il discendente della famiglia Inch che lavora manualmente e produce ancora (sempre nel East London) finissimi lavori di artigianato con materiali per lo più made in UK.


La sua produzione è meno civettuola, più lineare ed essenziale, a meno che non si tratti di fare spettacolo per il qual caso è in grado di realizzare qualsiasi ‘stranezza’ necessaria

(ha fornito gli ombrelli per gli spettacoli dei giochi olimpici del 2012).

Fa ombrelli per portieri d’albergo, per campi da golf, per lavori all’aperto e serve una nota marca Inglese di prodotti e accessori prettamente maschili: la Murdock 
Direi che se volete un prodotto Inglese puro questo è il top!

Ed ecco il più caratteristico negozio di ombrelli, parasoli e bastoni da passeggio di Londra:
James Smith & Sons.

Penso che ognuno di noi, London addicts, lo avrà fotografato almeno una volta, per la sua apparenza decisamente ‘old fashion’  che è quella di un vero negozio vittoriano con insegne e decori ancora originali del 1876.

Il negozio possiede ancora, al piano interrato, un laboratorio dove produce i suoi prodotti classici, sopratutto per chi li richiede su misura; ma c’è da fare attenzione perchè per quanto sia originale il marchio e sicuramente il negozio non tutta la merce che vende oggi è prodotta in loco ne tanto meno in UK, anzi direi che la maggior parte è di materiali e manifattura estera con prezzi da art&craft.
Peccato è così pittoresco! ma non lo consiglio a chi si vuole portare a casa un piccolo pegno di Londra

Fox Umbrellas Ltd è una fabbrica di ombrelli che ha sede in Croydon.
Il primo negozio lo aprì Thomas Fox, nella via oggi conosciuta come The Wall, nel 1868 e ebbe subito un grande successo avendo adottato il sistema Paragon con il telaio in acciaio, più robusto e leggero, brevettato dall’omonimo Fox Samuel.
Poi venne il nailon e gli ombrelli della Fox fecero bella mostra di se come oggetti innovativi nella “Britain Can Make It”, la fiera del 1947 all’ Old Crystal Palace.
Li trovate nei migliori negozi e anche sotto l’etichetta di molti brand della moda internazionale, deliziosi e perfetti!

L’ultimo della mia piccola lista è un ombrellaio veramente lussuoso.
Il marchio Swaine Adeney – Brigg & Sons comprende molti articoli differenti, la prima parte (Swaine Adeney) è oggi simbolo di oggetti in pelle creati con fattezze e particolari il più fedelmente possibile a quelli che si usavano nei secoli passati mentre Brigg si occupa di ombrelli dal 1836 e fu il primo ombrellaio ad essere chiamato a corte per i suoi servigi.

I suoi ombrelli sono dei veri gioielli fatti con tessuti pregiati quali la seta, legni quali quercia, ciliegio, acero piegati a mano con il vapore e impreziositi di piccoli dettagli come per l’ombrello da ippodromo, che ha una matita inserita per poter prendere appunti sulle corse; o di puro ornamento come i collari d’oro.
Cari! carissimi, impensabile che si possano spendere più di 300 sterline per un paracqua ma nel negozio di St James l’odore della crisi non lo sentono.