St Pancras Station… il Punto d’Incontro

The Meeting Place

La stazione di St Pancras è una struttura magnifica in tutta la sua interezza.

Un enorme palazzo in mattoncini di terracotta costruito in stile neogotico, con tante guglie che spiccano dall’imponente tetto e con la sua bella torre dell’orologio.
Ispira maestosità, potenza e grandezza proprio come vuole il suo nome che deriva dalle parole greche «Pan» (tutto) e «Kratos» (potenza)

Il recente restauro, l’annessione di un Hotel a 5 stelle e il collegamento diretto con Parigi, fanno di questo terminal uno dei più importanti e moderni del paese se non d’Europa.

Spesso si trasforma anche in una galleria d’arte e ospita installazioni rimarchevoli come questa ‘Nuvole’ che ho potuto ammirare nel 2013

Continua a leggere “St Pancras Station… il Punto d’Incontro”

Annunci

Il profumo della Lavanda

Se pensiamo alla lavanda ci ritroviamo immediatamente a pensare ai lunghi filari lilla degli immensi campi della Provenza.
Ma la lavanda fiorisce anche in Gran Bretagna, una nazione che ha fatto della sua essenza e fiore un simbolo, sempre presente nelle vecchie storie dei romanzi che nella vita reale.

La lavanda è considerata un profumo molto British, anche se in verità le radici di questa pianta provengono dal Mediterraneo.
Furono i Romani ad importarla, la usavano come sapone, per lavarsi ed è da questo gesto che nacque il nome.
E così si trovano campi di lavanda anche in Inghilterra!

Ma ciò che sorprende è che ne esiste uno anche ai confini di una città come Londra e che si può raggiungere con i mezzi pubblici, infatti Mayfield Lavender Field è proprio poco più a sud di Croydon.

Una vera fattoria dove si può camminare lungo le file di lavanda e immergersi nel loro profumo naturale.
E’ un posto molto popolare e  nel periodo di fioritura, che va da metà aprile a fine agosto, i ‘fattori’ organizzano di tutto: da l’Afternoon Tea ai workshop per crearsi il proprio profumo o per fare foto meravigliose. Visitate il loro sito e resterete a bocca aperta!

IMG_0485-1
Vi assicuro che i WE di quel periodo possono essere davvero molto affollati per cui sarebbe meglio fare una gita infrasettimanale.

Prendetelo come un vero e proprio viaggio urbano e anche se il tempo da spendere sul bus è notevole, vi divertirete a scoprirete molti nuovi scorci di una Londra che neppure
immaginavate.

Ecco come, con un paio di bus e un paio di ore abbondanti, si arriva in questa zona:
Da Elephant &Castle parte il 468 che dopo 53 fermate approda a Coombe Road dove, dalla stessa fermata, si aspetta il 166 per arrivare a Woodmansterne Post Office.

Il viaggio è di circa 30′ ma dove ci vuole la pazienza è nell’aspettare il 166 che passa ogni 25′.
Woodmansterne è proprio all’imbocco di Carshalton Rd, basta percorrerla per la sua lunghezza e arriverete in questa fattoria.

Per accelerare si può prendere il treno: Troverete sul sito alcuni itinerari suggeriti che si concludono sempre con il 166.

Porterete a casa un bel ricordo!

 

Angoli nascosti di Londra: Il Villaggio Perduto

Trinity Buoy Wharf 

 
 
Mi intrigava questo angoletto sperduto nell’Est, lungo la costa a nord del Tamigi. 
Avevo visto delle foto bellissime fatte da dei naviganti che risalivano il Bow Creek, che altro non è che il Lea River prima di buttarsi dentro il Grande Fiume; infatti la zona è conosciuta anche come Leemouth.
 
E’ davvero un angolo dimenticato delle Docklands ma carico di carattere e di storia. Si racconta che, per colpa della sua configurazione geografica, inasprita ancor di più dalla costruzione del bacino della East India Company, fosse una zona di Londra difficile da collegare se non a piedi. 
Inoltre era una zona facilmente allagabile, per cui la piccola comunità che lo abitava si dovette attivare parecchio per rendersi indipendente il più possibile, riuscendo nell’intento.

Ma per quanto divenne uno dei più grandi Cantieri Navali della città (sapete che fu la sua comunità a dare vita alla squadra di calcio che oggi chiamiamo West Ham United?) ancora nel 1930 era conosciuto come: Il Villaggio Perduto di Londra.

Questa ultima data segna anche il momento storico in cui finì ‘l’epoca del ferro’ (era un posto dove se ne stivava e lavorava quantità enormi ed è ancora oggi un elemento importante, trasformato in arte… Vedremo più avanti) e la Trinity House (una sorta di associazione vitale, che opera per il soccorso e il lavoro in mare) dopo tanti anni di residenza traslocò.
Questo portò al declino lavorativo del Dock e di conseguenza rese difficile anche alla popolazione di questo lembo di terra, abbandonato sul Tamigi, di rimanere.
Negli ultimi decenni il recupero delle Docklands è arrivato fino a qui. Si è raso al suolo quasi tutto, almeno in termini di costruzioni residenziali, per far posto a industrie e raffinerie … Il panorama la dice lunga! 
 
 
Pensare che prima dell’arrivo della East India Company questo era un grande frutteto.
Ma a ricordo di quei tempi rimane solo il nome di una strada: Orchard Place
 
 
quella che porta dritta al molo in questione.
 
Decisi che era il posto giusto dove volevo andare a ficcare il naso … 
E’ o non è una zona in piena espansione e zeppa di progetti residenziali e di  riqualificazione?
Avevo la sensazione di entrare in un grande mercatino dell’ usato, sicura di trovare nel mucchio il pezzo autentico.
E ho avuto ragione.
Il mezzo più comodo e veloce per arrivare è sicuramente la DLR.
Salita in carrozza di testa, per godermi il panorama sulle rotaie, sono arrivata a East India (ancora in zona 2) senza avere la più pallida idea di cosa mi aspettava.
Per fortuna, appena fuori dalla stazione, ho trovato le indicazioni per il Thames Path, decisamente il tragitto a me preferito, che non mi delude mai. Neanche stavolta. Infatti mi ha fatto scoprire una bella terrazza con vista in direttissima sul ‘Dome’ o meglio conosciuto come O2 Arena.
Da qui sembra davvero vicino, si riescono a distinguere le persone intente a dare la scalata al tendone. E’ la nuova attrazione turistica.
La scalata della cima del Dome: meta panoramica.
Un bel monumento in mezzo alla via mi dice che mi trovo in Virginia Quay, così nominata in ricordo, più di 400 ani fa, della partenza dei coloni verso quello che poi diventerà lo Stato della Virginia
Subito dopo la terrazza si trovano i cancelli di un  piccolo parco.

Quelle che erano le East India Docks sono oggi il rifugio di una grande varietà di uccelli. Il luogo è anche molto didattico perchè fornisce un’ampia spiegazione sul tipo di volatili che si possono trovare in questo piccolo giardino paludoso. Ci sono molti pannelli corredati di disegni e foto lungo i margini del bacino, attrezzato anche per il birdwatching.

 E’ un mix di acque dolci e salate che creano un habitat di particolare richiamo per certe specie e quello che può sembrare un terreno melmoso a fior d’acqua, in estate regala delle fioriture davvero suggestive.
Fa parte di questo piccolo parco anche un altro tratto più a nord. Una lingua di terra e acquitrini che corre accanto alle rotaie della DLR tra le due fermate di Est India e Canning Town (già zona 3).
Si tratta del Bow Creek & East India Dock Basin
Ma non ci si arriva direttamente da qui, bisogna uscire, attraversare la rotonda e cercare l’entrata al di là della strada. Dal treno ho potuto constatare che non è completamente transitabile, almeno per ora.
Ma torniamo al nostro percorso.

Avevo letto che questa penisola era stata ‘sacrificata’ all’arte, e che era divenuta sede di laboratori e nuovi centri espositivi.

Che è vero te ne accorgi già vedendo il cancello di uscita dal parco, una scultura in ferro scolpito e saldato insieme

 

Per lo più sempre in ferro, sono le opere d’arte che si trovano negli spazi esterni, sono esposte tra le varie costruzioni, creando un vero e proprio ‘Parco Sculture
Come centro per le arti e attività culturali The Trinity Buoy Wharf attira artisti e imprese creative che vanno dalle belle arti alla fotografia, tra cui l’Opera Nazionale Inglese e il Festival Internazionale di Teatro di Londra.
Anche la University of East London ha aperto due studi di danza e uno studio, Il Fine Art, al molo.
E’ sede anche di un ‘esperimento’ abitativo fatto di                      case container … Riuscito direi!
Ci abitano e c’è anche un portiere all’entrata!

Contengono anche degli uffici di varie nature e interessi.
Il Thames Clipper per esempio, il veloce River Bus di Londra, ha la sua sede amministrativa proprio in questo molo

La cosa più importante però arriva dalla storia, la storia della marina.
Qui nasce un’associazione di vitale importanza per la vita di mare: la Trinity House fondata sotto il regno di Enrico VIII, che ufficializò così un lavoro antichissimo, esistente fin da quando l’uomo scoprì come solcare il mare.

Questa lingua di terra è stata la sede del The Corporation of Trinity House per oltre un secolo, ha impiegato moltissime persone creando posti di lavoro per la comunità (la stessa di cui parlavamo prima)
Grazie anche al cantiere navale aveva tra le sue fila la più alta presenza d’ingegneri, metallurgici, fabbri, falegnami e operai specializzati di tutta Londra.
Una grande energia usata per lo studio su come preservare gli scafi delle navi, sulla costruzione delle boe e il loro impiego.
Ha sperimentato a lungo e con successo l’uso dei fari dedicandosi anche alla progettazione e all’installazione.
Diede vita a una vera flotta di Navi Faro. Le navi faro sono importantissime tutt’oggi, vengono utilizzate per le operazioni di manutenzione di segnali marittimi, ma anche per una vasta gamma d’impieghi tecnici che la Corporazione svolge per conto di terzi.
Un’esemplare d’epoca è ancorato al molo, trasformato in uno studio fotografico.

Ma sono ricoverate qui altre navi che fanno parte della storia del fiume. Ci sono velieri e vetusti rimorchiatori, che vengono rispolverate nelle occasioni importanti come il Thames Festival  o le varie gare che si svolgono sul fiume.

Nel corso dell’anno ci sono parecchie di queste sfide alle maree e alle correnti del fiume.
Da poco residente in Trinity Buoy la sede di Barge Driving. Un’associazione sportiva di veri e propri barcaioli che si allenano e partecipano alle manifestazioni, tenendo in vita la tradizione secolare del solo uso dei remi.
Qui si trova l’unico faro di Londra costruito nel 1864.
In origine erano due, ma uno è andato demolito per far spazio alle crescenti attività, d’altronde l’uso dei fari stava cambiando radicalmente.

Arrivando qui mi immaginavo una slanciata costruzione innalzata sulla baia, in pieno dominio sul fiume, invece ho trovato una tozza e anche bassa costruzione. Scoprii così che la funzione primaria del Trinity Buoy Lighthouse, conosciuto anche come Bow Creek Lighthouse, non è mai stata quella che invece rivestono altri suoi simili lungo le coste del mondo, ma bensì il suo uso era più per scopi didattici. In pratica serviva per istruire i guardiani e per fare esperimenti, nell’intento di migliorare le funzionalità dei veri fari.

E’ possibile visitarne l’interno ma solo in determinati orari e solamente per permettere di vedere e sentire l’installazione musicale chiamata Longpayer.

Non sono molto ferrata in queste cose, ma pare che sia una sinfonia di campane tibetane (strumenti predisposti ad un suono lungo e sensibile con molteplici variazioni) e che sia predisposta meccanicamente a suonare ininterrottamente per 1.000 anni.
Ha infatti iniziato il suo concerto proprio qui, il 31 Dicembre del 1999 e terminerà alla stessa data del 2999 … Fa impressione solo a leggerla, la data!

Il faro è parte integrante di un edificio altrettanto vecchio che forma un magazzino open space molto ampio.
Il suo tetto è stato rinforzato perché potesse reggere attrezzature complesse e pesanti durante gli studi di uno dei più importanti consulenti scientifici che lavorò qui: Michael Faraday
Furono aggiunte delle travi per sorreggere il grande tetto, travi che gli conferiscono un’aria solenne, da cattedrale.
Per questo è molto gettonato come location per cerimonie, mostre o eventi.

Lo chiamano Chainstore visto che qui venivano stivate le boe, le ancore e le loro catene.
Michael Faraday ha speso enormi quantità di tempo in questa sede. Il suo laboratorio si trova ancora al Trinity Buoy Wharf, in un capanno di legno sotto al faro, si chiama: The Faraday Effect e pare sia uno dei più piccoli musei di Londra.
Proprio all’entrata del Wharf c’è anche una scuola che lo ricorda portando il suo nome. Mentre passeggio riesco a sentire gli schiamazzi dei bambini che si godono la ricreazione nella terrazza in alto.

Sempre accanto al faro, ma dall’altro lato, si trova un’altra costruzione datata, il vecchio magazzino dell’olio.
Si chiama Electric House ed è anch’esso, oggi, disponibile per eventi.

Potrete leggere la storia e l’evoluzione di tutto quanto detto, e molto di più, nei numerosi pannelli che sono posizionati lungo Orchard Place, prima di entrare nel molo, e in quelli che sono esposti nei vari angoli.
Sono molto dettagliati con illustrazioni davvero belle ed esplicative.

Difficilmente in un luogo d’interesse storico e culturale si trovano così tante, chiare ed esaurienti informazioni esposte.

Il sito ospita altre curiosità come l’orologio che misura la marea in base alle fasi lunari …
Alunatime è un marchingegno fascinoso ma io non ho assolutamente capito come funziona.

Vicino c’è un’altra installazione, la Time and Tide Bell, che però non ho potuto ne vedere, ne sentire, in quanto sotto restauri.
Si tratta di una campana che annuncia la marea suonando dolci note con l’affluire delle onde … Anche io mi sono dovuta accontentare d’internet per ascoltarla.
In compenso mi sono goduta una bellissima vista sulla nuova linea di collegamento, la Cable Car
Se poi vi viene fame potete contare su un ristorante davvero unico, tutto in stile americano.
Fat Boy’s Dinner ricorda vagamente quelle enormi tavole calde che si vedono nei film americani, quelle che sono sempre posizionate lungo grandi strade con un grande parcheggio. In effetti è un container di discrete dimensioni, unico in città, con l’arredo molto particolare.
Nel menù ci trovate tutte quelle cose che fanno tanto male al fegato ma che regalano attimi di vera delizia al palato, inoltre ho notato che i prezzi non sono male.
Onestamente ho provato solo un milk-shake, cremosissimo! Per un attimo mi sono tuffata nell’atmosfera del film ‘Sliding Doors‘. Ricordate la scena dove si incontrano per un milk-shake? venne girata proprio qui…wow!!
Nel caso decideste di venire da queste parti, visto che è un posto dove non si passa per caso ma si ci viene appositamente, consiglio di verificare l’apertura ed eventuali eventi e variazioni.
Ci sono dei cancelli che lo rendono impraticabile fuori  dagli orari segnalati … Sarebbe un peccato trovarli chiusi!
Trinity Buoy Wharf 

The Jerusalem Tavern

L’osteria dei Crociati

Solo il nome del Pub è molto antico, rivendica la sua nascita intorno al 1300 e prende spunto dal Priorato di San Giovanni di Gerusalemme che esisteva, nel territorio dell’attuale Clerckenwell, sin dai tempi delle Crociate.
 Questo priorato era il ramo locale di un ordine internazionale chiamato ‘Cavalieri Ospitalieri’ nato, ancor prima delle guerre sante, come supporto ai viaggiatori cristiani che si recavano in Terra Santa.
Se vi trovate a passare da qui troverete ancora la porta dell’ingresso sud e alcune sezioni del muro di cinta.
Purtroppo il tutto è stato totalmente ristrutturato nel corso degli anni e mantiene ben poco dell’originale, però è molto imponente e, nel suo interno, potete trovare il
Tornando alla Jerusalem Tavern, si potrebbe sicuramente dire che in questo nome c’è rappresentato uno dei Pub più longevi di Londra e la storia di un quartiere e dei suoi abitanti

Continua a leggere “The Jerusalem Tavern”

The Well a Clerckenwell

Il pozzo in vetrina

Non distante dalla stazione metro-ferroviaria di Farringdon potrete trovare un palazzo con della ‘strana merce’ in vetrina.

La merce esposta non è in vendita, fa parte della storia di Londra ed è un tesoro scoperto appena nel 1924. Un tesoro chiaramente legato all’etimologia del quartiere.

Clerckenwell era una volta un priorato e il suo pozzo d’acqua veniva chiamato clerk’ well. La storia lo individua menzionato nel 1174 e ne perse le tracce nel 1850 fino al suo ritrovamento, grazie alla costruzione delle fondamenta di questo palazzo in Farringdom Lane che gli ha dedicato il piano a terra.

Il Fleet River, che scorreva in queste zone, era chiamato il ‘fiume dei pozzi’ grazie allo formarsi di piccole sorgenti che eruttavano numerose intorno a esso.
Si diceva che le acque avessero qualità curative e alcune di queste sorgenti vennero trasformate in terme o stabilimenti balneari; il più famoso era il Sadler’s Wells, nome che oggi indica il noto teatro di zona. Ma se guardate la mappa del borough non farete fatica a trovare, nei nomi di alcune strade, il ricordo di questi impianti.

Continua a leggere “The Well a Clerckenwell”

Edoardo Paolozzi a Londra


Edoardo Paolozzi era un artista, più di altro uno scultore, che nasce in Scozia da genitori Italiani. 
Purtroppo è scomparso di recente (2005) all’età di 81 anni, ma ha lasciato moltissimo a Londra, città dove ha studiato, vissuto e insegnato e dove si possono ammirare alcuni dei suoi lavori che gli hanno valso un’importante merito: quello di essere considerato il fondatore e primo attore della Pop Art del Regno Unito.
Le sue sculture si dice che fossero assemblate con pezzi trovati per caso, già definiti nelle forme e funzioni, ma che lui riusciva ad unire creando così le sue creature meccaniche, feticci dell’era moderna!

I più di noi, compresi quelli che come me digiunano di arte, hanno conosciuto questo artista grazie al meraviglioso lavoro che si trovava sui muri delle banchine e lungo i corridoi della stazione metro di Tottenham Court Rd. 
Chi non ha mai visto i murales dell’artista che adornavano questa stazione?
Io … purtroppo me li sono persi! con vergogna lo ammetto, ma ho sempre evitato questa stazione come la peste perchè è sempre stata molto caotica, la più trafficata di tutte. 
Poi quando sono arrivati i lavori per la Crossline è stato troppo tardi.

Quelli sopra le arcate delle scale mobili, all’ingresso sono stati tolti per sempre ma, pare, possano essere ammirati nuovamente nelle sale dell’università di Edimburgo, dove sono stati sapientemente ricostruiti,  mentre i restanti mosaici, quelli che corrono lungo le pareti delle piattaforme, resteranno intatti, per fortuna!

Paolozzi a Londra non abbellì solamente la grande stazione metro,  di suo potete ammirare molti lavori che sono sparsi per la città. 
Per esempio  l’Isaac Newton mentre compie equazioni nel cortile della British Library.

Anche se hanno spostato il Museo del Design a Kensington, sulle rive del Tamigi all’altezza di Butler’s Wharf ci dovrebbe sempre essere la grande testa, intitolata ‘Head of Invention’.
All’uscita della stazione metro di Pimlico (Bessborough Street) invece c’è un condotto di areazione camuffato con una scultura dell’artista.


Poi c’è ‘The Piscator’ nei giardini di fronte alla stazione di Euston.

https://en.wikipedia.org/wiki/Erwin_Piscator

La ‘A Maximis Ad Minima’ che si trova nei  Kew Garden e non per ultimo, naturalmente, l’opera che lo consacrò come alfiere della Pop Art: ‘I was a Rich Man’s Plaything’, un collage custodito alla Tate Modern.

 

The Department Store

Posh Brixton

La storia dei grandi palazzi, le cui stanze erano botteghe di varie mercanzie che davano vita a competizioni e conseguenti buoni affari, per Londra nasce proprio a Brixton.
Uno Smith qualunque, forte di una buona vincita ai cavalli, diede a Londra il suo primo ‘Department Store’ (e la sua prima architettura con intelaiatura d’acciaio) nel 1876 chiamandola Bon Marché; il nome è ispirato dal suo omonimo parigino, onorato del primato mondiale settoriale.
Sulla sua scia presto ne vennero altri (tra la fine dell’800 e gli anni 30 del 900) che letteralmente edificarono Brixton a ‘Shopping District’
 ds8_reference
La recente riqualificazione (o gentrificazione, comunque si preferisca definirla) ha portato al recupero di molta architettura e una fra le tante è proprio il Bon Marché oggi ribattezzato The Department Store in onore del suo passato.
Per qualunque appassionato, ma anche per chi solo ama guardare belle cose, è una meraviglia visitarlo nelle aree pubbliche. Si perchè oggi The Department Store non è più un Grande Magazzino, ma è la sede di una delle più grandi società di Architettura del paese: la Squire e Partners che si è occupata del restauro.
department-store-londra-squire-and-partners_oggetto_editoriale_800x600
Il recupero dei molti arredi e decori, abbandonati a loro stessi quando il negozio chiuse nel 1975, è sopraffino. Artistico il mix tra la vera decadenza passata con quella moderna costruita; si vede la maestria nell’accostare i colori verderame, gli antichi mattoni, le ceramiche Art Noveau e nel nascondere tutte le comodità moderne con un tocco di quella che viene chiamata ‘Steampunk’.
All’angolo del palazzo svetta la forma di quello che sembra un faro, oggi la sua cupola è stata ricostruita con pannelli di vetro che, come potrete immaginare, concede un’atmosfera fantastica nel ristorante e nel bar che l’abitano.
Nel frattempo all’ultimo piano, c’è un’area ricreativa chiamata immeritatamente Bar che contiene vari passatempi e uno spazio all’aperto per le belle stagioni, mentre al piano terra tiene banco un ampio spazio espositivo per artisti o aspiranti tali.
 ds1_reference
Questo palazzo è una tappa da aggiungere nella visita di Brixton e per saperne un poco di più vi lascio all’articolo gli è stato dedicato, e da cui io ho attinto per le foto, su Elle Decor Italia.

Erith Pier

 

Il molo più lungo di Londra

Sentire il profumo del mare a Londra sembra improbabile, il più scettico potrebbe suggerire di annusare profondamente durante un’alta marea.
Eppure basta raggiungere l’estremo sudest cittadino per poter passeggiare su un Pier lungo 450mt. circa, e farsi accarezzare da una fievole ma tenace brezza marina.
Questi 450mt fanno di questa passerella curva il Pier più lungo di Londra ….

Londra che da qui sembra talmente lontana!

Continua a leggere “Erith Pier”

The Postal Museum

Dedicato alla storia della Royal Mail.

https://www.postalmuseum.org/

Questo museo di Londra è stato aperto il 28 Luglio del 2017.
Esisteva già una struttura simile, conosciuta come British Postal Museum & Archive, vicino alla Cattedrale di San Paul. Veniva usata per lo più come fonte di ricerche mentre gli oggetti erano esposti in poco spazio e molti dovevano restare in magazzino

Oggi la nuova sede si trova dove avveniva lo smistamento della posta, pratica assottigliatasi sempre di più nel corso degli ultimi tempi, grazie al consolidamento delle e-mail e delle nuove tecnologie virtuali.
Sia le tematiche affrontate dal museo che l’esposizione degli innumerevoli oggetti, sono totalmente rielaborate per permettere una migliore fruibilità per un vasto pubblico che potrà essere trasportato ‘letteralmente’ indietro nel tempo.
Ben 500 anni di storie come quelle che potrete leggere attraverso i telegrammi spediti la notte che il Titanic affondò, oppure l’intercettazione della prima versione dell’Ulysses di Joyce o ancora il francobollo che si sarebbe usato se la Scozia avesse vinto i mondiali del 1978

Come queste ci sono moltissime altre storie che ricostruiscono il cammino di generazioni grazie ad un francobollo; si potranno vivere anche interattivamente, seguendo le 5 sezioni in cui il museo sarà diviso.
Tra queste sezioni ne spicca una studiata per essere l’attrazione principale: La Rail Mail, prima rete ferroviaria elettrica senza conducente del mondo che attraversa un km circa di tunnel nel sottosuolo di Londra.
Ha iniziato a operare nel 1927, collegando gli uffici di smistamento da Paddington a Whitechapel ed è stata chiusa nel 2003.

L’ingresso al museo renderà possibile fare un viaggio su un treno, appositamente realizzato, che attraverserà i tunnel originali usando i marciapiedi della stazione sotto Mount Pleasant.
 
Due parole sulla zona.
Phoenix Place si trova nel gradevolissimo quartiere di Clerkenwell, nella zona conosciuta come Mount Pleasant; un nome preso da una storia di acque termali del 1800 che però non ebbero modo di svilupparsi propriamente e ben presto il luogo divenne sede di una delle più dure case di detenzione di Londra e i suoi paraggi malfamati.

Esiste una stradina proprio nei pressi della struttura: Exmouth Market che attinge la sua storia dalle terme, dalla comunità italiana e da un mercato fondato più di 120 anni di cui mantiene ancora qualche retaggio, un bel posto da visitare e conoscere!


 

 


 

Harry Potter e Londra

Il personaggio di Harry Potter ha molto da condividere con Londra, in quanto vi si svolgono molte attività dei film e la città viene menzionata molto spesso.
Vi sono tour che ne esplorano i siti che appaiono nei film e oggi c’è anche un meraviglioso parco a tema che si trova appena fuori dalla cinta della città, negli Leavesden Studios.
La Warner Bross Studio stessa ha creato: The Making of Harry Potter.
Si tratta di una riconversione curatissima dei set più significativi visti nei film: la sala Grande, l’ufficio di Silente, la Sala Comune di Grifondoro, l’ufficio di Dolores Umbridge, Diagon Alley, Privet Lane, la capanna di Hagrid, il Ministero della Magia. C’è persino il castello di Hogwarts, un modellino di 15 mt. Potrete scoprire i trucchi del film e ammirare i costumi originali
Insomma è pura magia; costa un botto (anche se chi c’è andato dice che son soldi ben spesi) ma bisogna prenotare per tempo (mesi prima) i biglietti d’ingresso che vanno via come il pane. Una volta che li avete in tasca potrete prendere un treno della linea London Midland dalla stazione di Euston, in 20 minuti sarete a Watford Junction dove vi aspetterà un bus navetta apposito che porta diretto agli studios.
Il tour completo può portar via oltre le tre ore.
Poi ci sono i tour dedicati, come già vi accennavo, sono a pagamento; basta fare una piccola ricerca su internet e ne troverete anche in lingua Italiana

Se invece volete fare da voi ci sono alcuni punti facilmente individuabili che ci portano nei luoghi che hanno ispirato il film.

Nel nuovissimo atrio della stazione di King’s Cross trovate il mitico Binario 9 e 3/4, ricreato a puntino, con tanto di carrello e bagagli incastrati nel muro e un fotografo pronto a vendervi, a caro prezzo, la foto di voi con l’effetto risucchiamento (e c’è sempre coda per farla … Ma ammetto! la farei anche io).

 

Accanto c’è il negozietto di souvenir.
Questo io l’ho trovato deludente; non ci trovai molto, rispetto al vasto mondo della magia visto e letto nella saga, e i gadget erano davvero molto cari.
Non dimenticate, ma non vi passerà sicuramente inosservata, di dare un’occhiata anche all’adiacente stazione di St Pancrass.
Molto scenografica con il suo aspetto di castello delle fiabe, tutta guglie e mattoni rossi. La ricordiamo anch’essa in alcune apparizioni nei film

Altre apparizioni classiche sono:
L’attuale comune di Londra, che trovate nella sponda sud del Tamigi, proprio di fronte alla Torre di Londra.

Il Rettilario che si trova nello Zoo di Londra. Cercate e troverete una targhetta dietro il vetro dove si trovava il serpentone che parlava con Herry.

Parliamo della Diagon Halley, che pare sia stata ispirata da almeno tre vie di Londra.
La più somigliante, per me, la troviamo in un vicolo che si trova in Covent Garden.
Basta camminare sulla St. Martin Lane stando sulla destra e infilare Goodwin’s Court.

Qui vi troverete catapultati nel 18° secolo. Le sue bow-windows sono la testimonianza autentica della presenza di negozi settecenteschi. Le case che le ospitano sono degli anni intorno al 1690, ma queste vetrine in legno un po sporgenti sono tipiche degli anni intorno al 1770, mentre i lampioni a gas sono stati introdotti nel 19° secolo.

 

La seconda si trova vicino a Liverpool Street Station e la trovate nella reale Cecil Court, un tratto pedonale molto caratteristico che vale la pena visitare

Così mi dite quale tra le due vi sembra la più ispirante.

Molti pensano che Diagon Halley sia ispirata dalla Leatherhall Market; un antico mercato coperto nella City of London, oggi sede di negozi molto chic e costosi e anche di un mercatino culinario, frequentato dagli uomini d’affari della City per l’ora di pranzo.
In verità c’è solo un angolo che si riconosce, precisamente al 42 di Bull’s Head Passage, dove oggi dovrebbe esserci un negozio di ottica.
Nel film: La pietra filosofare, è l’ingresso del Paiolo Magico, luogo di transito tra il mondo babbano e quello magico

C’è anche un’altra entrata, che si vede nel Prigioniero di Azkaban. 
Questa la potevate immaginare nel caratteristico negozio di fiori Cez Michèle di fronte al Borough Market. Oggi il negozio si è spostato un po più su, all’inizio della strada, lasciando il posto ad un altro esercizio, mentre il vecchio negozio di libri verde non esiste più (o meglio esiste una serranda moderna).
Per amor di precisione sono al 7 e 8 di Stoney St.
Lasciatevi immaginare che era dalle finestre di questo stabile che Harry, dalla camera del Paiolo Magico, vedeva il treno passare e le guglie della Southwark Cathedral.
In effetti le riprese sono state effettuate da qui, poi trasferite sullo sfondo delle scene che invece furono girate negli studio.
Potete anche immaginare che il Pub d’angolo: The Market Porter fosse la locanda del film, anche se così non è.
I proprietari del pub, fino a qualche tempo fa, facevano salire nelle stanze superiori, che nulla avevano a che vedere con la location del film, ma permettono la stessa vista dalla finestra che si vede nella pellicola, un surrogato dato che la finestra in questione si trova solo nello stabile N.8
Ora … Onestamente non so se dal pub sia ancora possibile salire, ci sono stati dei lavori e dei cambiamenti. Bisognerebbe chiedere, ma sappiate che nel sito del pub non ne parlano e che i prezzi del cibo di questo pub sono esagerati.

Sempre a proposito di immaginazione e ispirazione … ricordate il Salice picchiatore? la sua complessa e nodosa corteccia pare sia stata ispirata da un castagno, anzi … non proprio ispirata, ma bensì modellata (con tanto di stampo di gesso).

Il castagno gode di ottima salute, è un tripudio di foglie e frutti (quando è il momento) e lo potete ammirare nei Kew Gardens 
In questa foto invernale si può facilmente constatarne la somiglianza.

Il numero 12 di Grimmauld Place invece lo trovate in una delle tante porte che formano Claremont Square, a voi immaginare quale sia.

E’ l’unica piazza a Londra che ha nel centro un serbatoio per l’acqua tumulato, a formare come una collinetta dalla cima piatta. E’ completamente cintato e inaccessibile.

L’aula di Hogwards, dove si insegnano incantesimi, si trova in un vero college di Londra: l’Harrow Scool
Questa risale al XVI secolo; sia il giardino che lo stabile sono stupendi ed è possibile fare un tour della scuola.
La stazione della ferrovia dove Harry si incontra con Silente la trovate a Surbidon, nel sud di Londra. E’ un po lontana, ma l’altra stazione che appare nei film è quella di Westminster, molto più a portata di mano e sicuramente, visitando Londra, potrete aver occasione di usarla
Nei film si vedono volare i personaggi sulle scope magiche e le scene raccolgono spot del Tamigi e dei suoi ponti: il Southwark Bridge, il London Bridge, il Tower Bridge che si vede spesso in lontananza. Per esempio mentre le scope sfrecciano accanto alla Nave Museo HMS Belfast, o mentre, nella Seconda Guerra Magica, va in pezzi il Millenium Bridge carico di babbani per opera dei Mangiamorte.
Va in scena  anche il Lambet Bridge quando c’è la scena notturna dei bus. Potete attraversarlo per andare al di là del fiume e tornare verso il Westminster Bridge avendo una magnifica visuale sul Parlamento
Dov’è la Banca Gringott dei film? Si dovrebbe trovare in Diagon Alley ma le sue fattezze immortalate su pellicola sono quelle della Australia House.
E’ la sede dell’ Ambasciata Australiana, dove non è possibile entrare senza una buona ragione, ma ne potete ammirare gli esterni sullo Strand, ad Aldwych. Come dicevo non è possibile entrare ma se fate un giro in tondo e andate verso Melbourne Place vi troverete davanti le enormi finestre d’ingresso che affacciano sulla Hall che si vede nel film: Purtroppo, grazie ai numerosi fan che curiosavano, c’è l’ordine di tenere le grosse tende rosse chiuse, ma se pensate di essere fortunati … non costa nulla provare.
Se volete vedere la magnifica Geometric Staircase ( o forse meglio dire Scala della Divinazione?) dovrete prenotare un tour guidato nella Cattedrale di St Paul. Il tour è per non meno di 5 persone e si può usare come ingresso così, oltre alle zone inaccessibili diversamente, potrete godervi la chiesa da cima a fondo.

Vi ricordate la scacchiera magica con la quale giocavano Herry e il suo amico Ron? Hermione quando la vide la considerò: ”Una totale barbarie” Beh! è ispirata ad un pezzo storico esistente.
Le forme degli scacchi infatti ricordano moltissimo la scacchiera trovata in Scozia nel 1831. I Lewis Chessmen portano il nome della baia dove furono trovati e voi li potete vedere in mostra al British Museum e al National Museum of Scotland

 

Quando Harry doveva andare alla sede del Ministero della Magia, lo vedevamo gironzolare in Whitehall, precisamente in Scothland Place, che non è molto distante dalle guardie a cavallo della Regina. Ma scordatevi di trovare la cabina telefonica per poter entrare.

La casa di Hermione sitrova ad Hampstead Heath, riconoscerete il luogo se vi posizionate all’incrocio con Heathgate e Meadway.

La casa degli zii di Harry invece non si trova a Londra, ma bensì a Bracknell, nel Berkshire.

Privet Drive si chiama in realtà Picket Post Close, e la casa è al n.12.

Una ordinaria casa in un ordinario quartiere, solo che i proprietari si son visti triplicare il valore delle loro abitazioni grazie al pellegrinaggio dei fans e alla notorietà che il film ha dato al posto.

Questo è quanto io ho raccolto sulle vicissitudini del maghetto a Londra, ma le location di Harry Potter spaziano per tutto il Regno Unito.
Un esempio che si può trasformare in una bellissima gita da fare fuori Londra è Lacock, nelle Cotswolds. E’ un po lontana ma la destinazione merita in quanto sede di molte scene dei film della saga. In questo villaggio caratteristico del XVIII secolo, che è sotto l’ala protettrice della National Trust, trovate l’Abbazia, usata tantissimo nei films. Nei suoi interni riconoscerete la sede della classe di Pozioni del professor Piton (sacrestia) e di quella di Difesa contro le Arti Oscure del professor Raptor (Warming Room). Inoltre è qui che Harry incontra lo Specchio delle Emarb (Chapter House).
Il villaggio custodisce anche la casa dei genitori di Harry, riconoscibile in quella che chiamano Godric’s Hollow.
In Church Street Harry si materializza insieme a Silente per andare a trovare Lumacorno. La casa di Lumacorno è Cantax House. E poi c’è il cimitero e le caratteristiche case con l’esterno a graticcio.
Inoltre c’è da dire che questo paesello è stato protagonista nelle serie televisive di Robin Hood e Orgoglio e pregiudizio. Nei film: L’altra donna del Re, L’erba del vicino è sempre più verde ed altri … Si può dire che è una vecchia star?
La gita è faticosamente fattibile in giornata prendendo un treno da Paddington e scendendo a Chippenham (il viaggio è di circa 75 minuti) Da qui si prende il bus X34.
Potete progettare il viaggio con questo aiuto