DUE TOPOLINI E IL FORMAGGIO

Londra e una delle sue Leggende Metropolitane legate ad un incidente sul lavoro

Storia di un incidente sul lavoro.

 

Vi voglio raccontare una storia che si ‘appoggia’ alla costruzione di un bel palazzo affacciato sulla Eastcheap, angolo Philpot Lane.

E’ probabile che lo abbiate già notato, non tanto per il suo stile gotico aggrazziato da gruppi di colonne alle finestre o per la cornice ‘tettoia’ di stucco che circonda il primo piano e i fregi sulle colonne portanti; o ancora per il gioco di colori e linee dato dai mattoni policromatici tanto cari all’architetto che costruì questa warehouse nel 1862, ma piuttosto  perchè rappresenta uno dei più fotografati esempi di come la storia e il futuro di Londra convivono piacevolmente e come i materiali e gli stili più ‘vecchi’ si sposano con quelli più innovativi ed un tempo inimmaginabili.

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Greenwich: The Painted Hall

La Cappella Sistina del Regno Unito

Siete mai stati nella Painted Room dell’Old Royal Naval College di Greenwich?
E’ una stanza magnifica interamente affrescata da Sir James Thornhill (suocero del molto più famoso William Hogarth) ed è sicuramente uno degli spazi dipinti più grandi del Regno Unito.
L’opera barocca più grande sul suolo Britannico, che celebra il potere della Marina Militare e della Monarchia, venne creata in poco più di 19 anni; precisamente negli anni che vanno dal 1708 al 1728.
Questo lavoro fu voluto fortemente dai Sovrani Mary II e William III d’Orange, sebbene nessuno dei due sia vissuto per vederne il completamento. Christopher Wren ebbe da loro l’appalto per trasformare quello che, da sempre, era un Palazzo Reale, in un Ospedale per i Marinai del Re.

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Defend the Fence

La storia di Londra è nascosta anche nelle semplici recinzioni

Alcuni dei grossi condomini popolari del sud e nell’est di Londra hanno una recinzione molto particolare.
Difficilmente salta agli occhi e, anche se qualcuno può notare qualche ‘stravaganza’ nella forma, lo sfido a immaginare a cosa realmente sono quei rettangoli di ferro.

Barelle!

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Proprio così! Delle barelle costruite in fretta e furia dalla ARP (Air Raid Precautions) subito prima che cominciasse la seconda guerra mondiale, in quanto il Regno Unito si aspettava pesanti raid aerei e pesanti perdite, sopratutto nella popolazione civile.

Le vollero appositamente in ferro per far si che fossero facilmente lavate e disinfettate, nell’eventualità ci fossero stati attacchi con i gas.

Ne hanno costruito circa 600.000 e, a parte quei pochi soggetti che sono stati dati in custodia ai musei, (ne potete ammirare una e conoscere nel dettaglio la storia, al museo dell’ Ordine di St. John) moltissimi sono finiti per un uso pratico nei numerosi boroughs di Londra.
Sono stati impiegate nelle recinzioni, posizionate in orizzontale una di seguito all’altra, saldate insieme perfettamente integre, con tanto di maniglie e di quella piccola curva che serviva a tenere sollevato da terra il ferito.

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Purtroppo dopo più di mezzo secolo hanno bisogno di manutenzione e restauro e sembra che molte siano andate perse, semplicemente rimosse o rimpiazzate da altri materiali.
Ne sono rimaste veramente poche, a rischio di estinzione anche quelle.

Al Kennington Park Estate di Oval ce n’è ancora qualche fila, come intorno alla Glebe Estate a Camberwell, sulla Peckham Rd.
Si trovano anche nella Mereton Mansions, sulla Brookmill Rd e nella East Dulwich Estate.

 

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Resistono altre piccole sezioni in varie parti del sud e nell’East End di Londra di cui non conosco la locazione esatta.
Per evitare che questo pezzo di storia, recuperato e utilizzato fino a oggi egregiamente, vada completamente perduto si è creata una associazione, il cui scopo è prendersi cura di quello che è rimasto di queste recinzioni-barelle ed evitare che i vari comuni ne facciano materiale di cui sbarazzarsi.

Speriamo che se la cavano!

Se volete saperne di più guardate questa pagina e sopratutto il loro profilo di twitter, dove potrete trovare le foto (di cui anche io ho usufruito) e scoprire posti dove si possono ancora vedere.

St Dunstan and All Saints

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Questa chiesa, per lo più sconosciuta ai visitatori occasionali di Londra, venne eretta in questo suolo nel 972 circa e oggi si può dire con certezza che è l’edificio più vecchio in assoluto rimasto integro nella zona (Torre di Londra esclusa).
E’ davvero una gran bella chiesa e neanche tanto piccola come dimensioni, con la sua facciata in pietra dona una nota di carattere a questo quartiere di umile e decrepito passato.
St Dunstan è molto amato in Inghilterra. La letteratura riporta molte citazioni a questo personaggio, che fu  Arcivescovo di Canterbury e al suo nome sono legate leggende che superarono i confini della nazione ed entrarono nel credo popolare di molte altre.
Ve ne cito una per tutte, penso una delle più famose al mondo:

Si narra che da fabbro, St Dunstan, avesse ferrato gli zoccoli del diavolo provocandogli un dolore lancinante e insopportabile. Il diavolo gli chiese di toglierli, ma il santo prima gli strappò la promessa che mai più sarebbe entrato in case che avessero esposto il ferro di cavallo …

Ditemi che vi ricorda qualcosa? Continua a leggere “St Dunstan and All Saints”

I segreti delle mattonelle della Tube

Indovina la stazione

Potrebbe essere un nuovo gioco per rendere divertenti i viaggi in metro, cercando d’identificare la fermata prima di scorgerne il nome.

Ma rigorosamente senza barare eh! Non è concesso sbirciare le piantine esposte sui convogli.
Non crediate sia impossibile!
Nella progettazione della Metropolitana di Londra (1863) avevano considerato questo aspetto fin nei minimi dettagli.

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Il giardino di Cannon Street e la London Stone

Gli architetti che hanno costruito questo enorme palazzo di vetro volevano riprendere l’ansa che il sottostante fiume: il Walbrook, (ancora vivo pur snaturato) percorre sotto terra; un’ansa che toccava le sponde di un terreno dove sorgeva una tra le più vecchie chiese di Londra che non esiste più, ma il suo ricordo è ancora vivo nascosto nel cuore di questo ammasso di vetro

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Curiosità di Londra: I Fire Mark

E’ difficile vederli, sopratutto se non si sa che esistono.
Parlo di questi piccoli stemmi, per lo più placche metalliche, di piombo od ottone, applicati sulle facciate delle case a segnalare che il proprietario pagava un’assicurazione sugli incendi e quindi per l’intervento di salvaguardia. Infatti ogni compagnia assicurativa aveva la propri squadra addetta agli incendi e questi ‘segni di riconoscimento’ permettevano gli interventi mirati.
A contraddistinguerli avevano un disegno, un simbolo, differente per ogni compagnia ed un numero di serie inciso.
L’usanza prese campo, a Londra, dopo il Grande Incendio (1666) e prima che si incominciasse a costruire il complesso sistema di numerazione delle abitazioni (1760).
Però era una lotta spesso impari, con le case così attaccate i pagatori si vedevano spesso non riconoscere i propri diritti e tutto questo, piano piano, portò alla costituzione dei Vigili del Fuoco (intorno alla metà del 1800) con il comune consenso di tutte le assicurazioni, per far si che si potesse operare sia sui fuochi ‘assicurati’ sia su quelli che non avevano protezioni alcune, ma che potevano coinvolgere e danneggiare quelli che pagavano.

Dicevo che non è facile trovarli sulle case, perchè non ne esistono più moltissimi e quei pochi potrebbero non essere originali, in quanto i collezionisti hanno creato un mercato parallelo di contraffazioni, ma a cercare bene se ne possono trovare alcuni di cui cercherò di darvi indicazioni:

Il primo stemma che cito lo trovate su Wikipedia, appartiene alla The Hand in Hand Fire & Life Insurance Society ed è la compagnia più antica della città, nata subito dopo il Grande Incendio.

Un suo stemma è ancora su di una casa a Dulwich, ma non si specifica dove, mentre il London Museum ne conserva il calco, sia di questa compagnia che di quella del Royal Sun Alliance, tutt’ora operante nel settore come RSA Insurance Group
Se andate in King Edwards Row, due passi da Lambeth North Station, potrete ammirarne alcuni sulle 9 case dei primi dell’800 che formano la Terrace. Si vedono bene in questa foto, sono quelle formine bianche tra le finestre del secondo piano
 

Un altro posto dove trovarli sono le case che corrono lungo il Green di Richmond, sulla Maids of Honour Row.
Il sito è storico di suo, qui infatti sorgeva uno dei Palazzi Reali di Enrico VIII poi demolito.

Deve il suo nome a Giorgio II, il quale (1724) diede direttive per erigere un nuovo edificio che servisse da alloggio per le damigelle d’onore della principessa del Galles.
Le ‘cameriere’ hanno ricevuto uno stipendio di £ 200 all’anno in aggiunta al vitto e alloggio in queste splendide case.

 

A Londra centro se ne intravede uno della Royal Exchange Assurance, sopra l’arcata di una finestra posizionata proprio sull’uscita ad est di Goodwins Court.

Dal Ristorante Da Giovanni, per capirci

A Fulham, in Church Gate precisamente al n 5, ce n’è uno della The Hand in Hand.

E ancora …  tra i civici 12 e 14 di Ballast Quay.
Un angolo storico di Greenwich, dove accanto al Cutty Sark Tavern sorgono ancora elegantissime queste abitazioni del 700.

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Onestamente su Internet ne ho trovate altre, che però non riesco a localizzare con precisione, Belsize Park, Spitalfield… e chissà in quanti altri posti.

Se vi capita di trovarvi in un sito dove le abitazioni sono abbastanza ‘vecchie’ alzate bene gli occhi e guardate tra i mattoni del secondo piano e magari segnalatelo.

La Pietra di Londra

The London Stone.
So long as the Stone of Brutus is safe, so long shall London flourish.

Il destino di questa città pare sia legato ad una pietra, un masso di calcare di dubbia provenienza ma che porta con se una storia che parte da molto lontano, sin dalla fondazione di Londinium o forse ancora prima.

Non ci sono precise informazioni della sua origine, ne tanto meno del perchè sia diventata una leggenda.
Si racconta che potrebbe essere il masso dove Re Artù liberò Exalibur.
Si pensa possa essere una pietra di un tempio Druido.
Ma forse la spiegazione più logica è che fosse una pietra componente il muro del Palazzo del Governatore di Londra: il romano Bruto, il quale si fece trasportare fin qui i materiali per costruirlo, dalla città di Troia.
A consolidare questa ultima teoria è l’accertata presenza di questo palazzo, di cui esiste ancora l’ingresso e qualche altro angolo, ma ben nascosti sotto terra; mentre per la maggior parte delle sue altre parti le ruspe ne hanno decretato la scomparsa totale, facendo spazio alle fondamenta dei nuovi palazzi.
Un’altra conferma che la pietra in origine fosse parte dei pilasti di entrata del palazzo viene dal detto:
“Fino a quando la pietra di Bruto è al suo posto, Londra prospererà”
E questo è accaduto!

La pietra risiede in Cannon Street da sempre, anche quando Cannon Street non c’era.

Un’altra teoria della sua esistenza è basata sul pensiero che potesse essere una romana Milliarium, una pietra centrale da cui tutte le distanze della Britannia romana sono state misurate e anche questa è una versione piuttosto logica, pur mancando prove concrete a supporto.
Ma il fatto principale resta, la London Stone è originaria di questo angolo di Londra da millenni e qui è restata, anche se in sedi differenti, fino ad oggi.
Fu sempre tenuta come reliquia e messa in vista con molte attenzioni. Già dai tempi di Elisabetta I era un’attrazione turistica
Rimase al centro della strada, in quella che era chiamata Candlewick Street,  fino a che (per motivi logistici) non divenne un problema.
Si deve considerare il fatto che fosse usurata dal passaggio dei carri e dei cavalli, dal fatto che essendo un simbolo veniva usata spesso dal popolo e dopo il Grande Incendio di Londra fu ”messa in sicurezza” con una cupola in pietra.

Quando divenne troppo ingombrante per una strada che doveva crescere, fu trasferita addossandola al muro della chiesa adiacente: la St. Swithin.

Quando le bombe del Bliz distrussero il tempio cristiano la pietra, protetta dal suo involucro di pietra, era ancora lì. Fu spostata nel muro del palazzo adiacente perchè si decise che la chiesa, ferita troppo profondamente, doveva essere demolita.
Questo a parer mio è il posto più brutto e inappropriato mai visto per conservare una reliquia, vera o falsa non ha importanza, visto che indubbiamente il passa parola millenario arriva ancora vigoroso nell’oggi miscredente.
Una protuberanza insignificante nella parete di un palazzo (decisamente antiestetico) che prima ospitava una banca e poi un negozio il quale l’aveva praticamente in vetrina.
http://buff.ly/2oCYe9R
Quando si dice: ” è per fortuna e per disgrazia”

Per la fortuna: sono previsti piani di ammodernamento della via e dei suoi edifici. Per il purtroppo: è una zona con moltissima storia che andrà perduta.

Di John O’London – Opera propria, CC BY-SA 3.0,
https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=25664002 
Nel periodo dei lavori la pietra sarà spostata nel non lontano Museum of London per essere custodita nell’attesa che le trovino una locazione degna della sua fama.
Ahimè! Sperando che nel frattempo Londra resti in piedi!!

Chiese cattoliche

                   

Questo è l’elenco di quelle poche che conosco e che penso possano valere anche una visita, a prescindere dai riti religiosi.

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The London Oratory                                                                               

Si trova proprio accanto al V&A, ed è un magnifico esempio di stile rinascimentale/barocco.
E’ conosciuto molto di più con il nome di Brompton Oratory e non si può dire che sia esattamente un oratorio, troppo maestoso e ricco.
All’interno ci sono molte decorazioni interessanti, meritevoli di stare in un Duomo; prendo ad esempio le dodici statue degli apostoli e le colonne doriche che contornano la navata.
Il suo nome per intero infatti è Church of the Immaculate Heart of Mary.
La comunità cristiana a Londra può seguire ogni domenica una messa solenne in latino. Il suo, con un altro paio, è uno dei più famosi e quotati cori professionali, con concerti trasmessi anche dalla BBC.
Molto caratteristico anche il suo cortile posteriore in cui vi consiglio di addentravi.

Westminster Cathedral

Sede della Chiesa Cattolica Romana.
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Ha avuto l’onore di ricevere la visita del Papa, esattamente nel 2010.

Fu costruita tra il 1893 e il 1903 in stile bizantino, sul modello della basilica di Santa Sofia a Istanbul.
L’interno è caratterizzato da un’ampia navata centrale che è per ampiezza la più grande dell’Inghilterra. E’ allocata tra la sua omonima Abbey e la stazione Victoria.

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La sua torre campanaria si può scalare, con un comodo ascensore; una volta in cima si gode di una buona vista sulla zona.
Anche qui la messa solenne della domenica è in latino.

St Peter Italian Church

Questa chiesa è la Parrocchia della comunità Italiana a Londra. La chiesa cattolica italiana per eccellenza, quella che ogni Italiano a Londra conosce. Forse vuoi perchè è situata in quello che era il quartiere italiano:  la Little Italy inglese a Clerkenwell.

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La sua facciata ricorda il portale principale di una qualsiasi chiesa di paese, ma per accorgertene devi guardare molto attentamente perchè è difficile distinguerla, inglobata totalmente nella schiera di palazzi comuni che si affacciano sulla strada.
L’occhi cade sulla vistosa bandiera italiana posta su quello che sembra un vecchio negozio, ma in verità si tratta del Circolo Italiano che porta il nome del suo fondatore Vincenzo Pallotti.
Suggestiva e ancora molto sentita la processione che si tiene a luglio in commemorazione della Madonna del Carmine.
Questo articolo l’ho trovato molto interessante, racconta molto bene le vicissitudini in cui è stata creata.

 

La chiesa è in Warwick Street, stretta via dietro a Piccadilly. Sorge sul sito di un’antica chiesa cattolica ed è stata aggregazione cattolica di portoghesi e tedeschi sin dall’VIII secolo.Oggi è il punto di ritrovo eucaristico di tutto lo stravagante, trasgressivo e pittoresco mondo, comunque cristiano, di Soho.

St George Cathedral 

La troviamo non molto lontano dall’Imperial War Museum di Londra.

Divenne la prima chiesa cattolica di Londra dopo la riforma, nel 1852.
Era un bel gioiellino, una vera e propria cattedrale capiente, utile a raccogliere quello che ormai era un vero popolo di cristiani residenti, oltre la riva sud del Tamigi.

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Le bombe tedesche la rasero al suolo e quella che possiamo vedere noi oggi è il risultato di una non troppo riuscita ricostruzione del 1958.
Ha una nutrita confraternita di latini, infatti si celebra una messa domenicale in lingua spagnola alle 13.00.
Questa parrocchia ha potuto godere della visita di Giovanni Paolo II nel lontano 1982. Anche il suo coro vanta concerti trasmessi dalla rete nazionale e ha una bella attività che va oltre la Messa Solenne domenicale, grazie al coro delle Girl, di recente costituzione, ma già molto quotato.

The Holy Ghost and Stephen

Si trova a Shepherd’s Bush ed è di recente costruzione: stile gotico del 1904. Ha una facciata triplice, in mattoni rossi e pietra di Portland, molto graziosa ed è situata in una graziosa via.
L’ho voluta citare solo perché ne conservo un caro ricordo della mia memoria.

 

 

 

 

 

 

 

The Dead Man’s Hole

La camera mortuaria del Tower Bridge

A volte si passa davanti alle cose, si notano per un attimo perché d’istinto appaiono curiose, ma per la fretta o la stanchezza tiri dritto senza sapere cosa perdi.
Quante volte sarò passata spedita davanti a quel cartello che indicava un ‘Dead Man’s Hole‘, senza altre spiegazioni se non la via da seguire per raggiungere la Tower Bridge Exhibition.
Avrei dovuto fermarmi a riflettere sapendo che ogni via, angolo, cunicolo, passaggio di Londra ha nel suo nome un riferimento storico e una storia da raccontare …
Una storia …

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