Maltby Street Market



C’e una strada nascosta ….. Sotto la ferrovia!

La ferrovia corre spesso per la città su vecchi viadotti, costruiti in mattoni, una volta belli rossi oggi del colore più rappresentativo della città: il famoso grigio “Fumo di Londra”.
Gli archi che li sorreggono formano degli spazi chiusi, quando non sono usati come sottopassaggi per attraversarli vengono usati, dai tempi dei tempi, come magazzini di merci, per lo più alimentari, che trovano dentro queste gallerie un naturale clima di conservazione.
Intorno a queste dispense spesso hanno vita i mercati rionali, per gli ovvi motivi di comodo stoccaggio e reperibilità delle merci. Possiamo ritrovare queste architetture, per esempio, anche al Market di Borough o a quello di Shepherd’s Bush.

In verità il mercato di cui andiamo a parlare prese vita in questa zona giusto perché alcuni commercianti hanno, proprio in queste gallerie, i depositi o il proprio laboratorio artigianale. 
La pensata geniale è stata quella di iniziare a vendere direttamente sul posto dove si produce o si stocca, e sembra che tragga spunto da una querelle con il vicino e famoso Borough Market, basata sulla mancanza di parcheggi e sulla discutibile facilità di accesso alle strutture espositive. 
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Aggiungiamoci anche una certa frustrazione portata dalla troppa fama di quest’ultimo. 
Una fama che porta orde di turisti curiosi, motivati non tanto dall’acquisto, quanto dal rendere immortali prodotti e produttori, succubi degli obiettivi, intralciando e infastidendo pesantemente il normale percorso di chi invece va lì solo per fare i propri acquisti, con il conseguente suo allontanamento e ridimensionamento degli affari.

I promotori del Maltby Market  sono stati tra i più conosciuti dimoranti del Borough Market, e alcuni ancora lo sono, quindi parliamo di produttori di merci di alta qualità. Nomi famosi tra i gastronomi e i ristoratori di Londra, che si sono conquistati fama e notorietà, in campo alimentare, vendendo prelibatezze nei propri negozi o rifornendone i migliori.
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Esempio lampante di quanto appena detto è la torrefazione Monmouth Coffee Company … Dicono il miglior caffè della città! Responsabile, nel 2009, della decisione di aprire al pubblico le porte del suo magazzino. Anche se solamente per alcune ore, durante la mattinata, offre la possibilità di potersi bere un buon caffè appena tostato senza fare le lunghe code, abituali al negozio di Borough o a quello di Covent Garden.
L’esempio è seguito senza indugio dalla Neal’s Yard Diary, che da sempre prepara i suoi freschi e stagiona in questi ambienti, e subito ecco che si aggregano altri irriducibili, convinti che la qualità fa il prodotto vincente e va di pari passo con parole quali: organico, naturale, biologico …
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E’ così che nasce – si può proprio dire quasi spontaneamente, ma fortemente voluto dai consumatori che hanno subito aderito al richiamo – il Maltby Street Market 
Una chicca ancora sconosciuta e ancora ignorata dai più, ma che ha già vinto un premio giornalistico: The Observer Food Monthly Awards nel 2011, come mercato esordiente.
Apre al pubblico solamente il Sabato dalle 09.00 alle 16.00 e la Domenica dalle 11.00 alle 16.00. 
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Non la considererei tanto una meta turistica, in quanto la zona in se non ha particolari attrattive, ma la sua vicinanza alla Torre di Londra e al Tower Bridge lo potrebbe mettere nella lista dei posti dove eventualmente poter fare colazione o prima o dopo la visita ad uno di questi monumenti, assaporando un poco della quotidianità di un vero London foodie.
Il fatto che te lo devi proprio cercare, lo rende ai miei occhi ancora più interessante e lo vela di quel alone romantico, sul genere”tesoro nascosto”.
Il suo nome infatti è piuttosto fuorviante, non ha la sede proprio in Maltby Street, e non vi aspettate di trovarvi in quei classici mercati fatti di bancarelle al lato strada.
Le sedi dei vari stores sono dentro il cavalcavia, da ambo i lati dello stesso, e coinvolgono più tratti delle seguenti strade: Maltby Street, Rope Walk, Stanworth Street e Druid Street che rimangono nascoste tra aree condominiali, e poi si estende un poco nel tratto più discosto che incrocia la Spa Road e la Rouel Road.
Un’indicazione direzionale precisa la potrete avere da Lassco, una società di recupero architettonico che ha qui il magazzino. Quindi se vedete accumuli di termosifoni, vasche e lavabi dell’anteguerra, vecchi lampioni stradali, caminetti e altra “antichità” di arredo urbano e civile sparsi qua e là, vuol dire che siete sulla strada giusta.  
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Quali sono i produttori che rendono speciale questo angolo di Londra? Provo a elencarne qualcuno, ma il mercato è giovane, ancora in consolidamento e i cambiamenti sono all’ordine del giorno.
La Monmouth Coffee Company ha aperto sotto tre archi della ferrovia, un po ‘più a est di Spa Terminus, la sua torrefazione, gli uffici e la degustazione.
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A farle una bella concorrenza creativa è la Coleman Coffee Roasters che vende invece in molti negozi quali Selfridges.
Abbiamo già menzionato la Neal’s Yard Diary, se non volete arrivare fin qui sappiate che il suo negozio è in Soho ed è famosissimo.
Naturalmente troviamo qui anche altre attività simili: La Kase Swiss importa formaggi svizzeri.
Ci sono quelli tedeschi della Boerenkaas la Raclette di Kappacasein … possono mancare quelli francesi? Noo! Quindi la Mons Fromager vende qui i suoi formaggi prodotti in Francia.
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Mucche + latte+uova = Gelateria artigianale che qui ha il laboratorio e vende su larga scala: la The Ice Cream Union.
Ancora uova, farina, carne di animali di fattoria direttamente dal produttore al consumatore con Jacob’s Ladder Farms
Oppure potete usufruire di un piccolo macellaio che si sceglie le bestie, se le va a prendere intere e macella personalmente, The Butchery Ltd. 
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Il fornaio che impasta e cuoce la sua merce è sicuramente il lavoro meno spettacolare e più comune da vedere se non fossero spettacolarmente buoni i suoi prodotti. 
La St JohnBakery ha conquistato il mercato Londinese in poco tempo, sulla scia del suo ristorante noto per essere uno dei pochi che cucina la carne usando i pezzi meno comuni, parliamo di interiora ma anche orecchie, coda, lingua ecc. 
Il suo forno ha avuto altrettanto successo e i suoi Krapfen con la crema sono un must ormai a Londra.
Anche qui c’è una sana concorrenza con una nuova panetteria che presto avrà il suo vero negozio the Little Bread Pedlar.
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Poteva mancare una micro birreria? 
Londra rincomincia a produrre la sua birra e la Kernel Brewery è una piccola realtà che si sta facendo strada. 
Il birrificio è specializzato in Porter, Stout e Imperial Pale Ale. Ha dei tavoli esterni dove potrete sedervi e consumare una bottiglia di questa birra mangiando una mozzarella di bufala ( se proprio sentite il richiamo da casa) del negozio di Ham & Cheese che importa vere prelibatezze, ma produce un’ottima porchetta alle erbe!
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C’è anche il 40 Maltby Street una vinoteca anch’essa con vini biologici dove si possono degustare oltre che il sabato, anche due sere a settimana con l’abbinamento di cibo … da provare anche se non è delle più economiche, se vi annaffiate col vino si arriva sulle 30 sterline!
Quello che rende unico un posto di questo tipo è la possibilità di comunicare, di poter creare un filo conduttore, di riavere quella speciale amicizia che legava il produttore a quella che una volta era la figura della massaia.
Quella figura oggi si ripropone in entrambi i sessi e non è necessariamente “accasata” ma con un semplice bisogno: quello di sfamarsi con gusto.

Chi vuole la qualità in quello che mangia cerca la complicità con il piccolo produttore, fatta della conoscenza del prodotto e della curiosità di sapere da dove nasce, quali sono le sue proprietà, come si possono usare, con che cosa si possono abbinare. Così nascono idee sull’utilizzi, nuove ricette, scambi di esperienze … Con grande soddisfazione di entrambe le parti.  
I tutto è ancora più godibile, tempo permettendo, se ci aggiungete la possibilità di oziare un poco gustandosi, seduti in strada, un prodotto fresco e di qualità.

Autore: london4ever

Le belle immagini mi incantano le cose complicate mi intrigano il caos mi stanca. Potessi trasformarmi in un animale sarei talpa, se in una cosa sarei escavatore e invece sono una persona, incompiuta.

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