C’era una volta …. Un panino

 

La storia della vedova e di suo figlio perso in mare…..

Quando la zona era solo una brulla landa acquitrinosa. Quando la città era ancora lontana. Quando la campagna apriva le sue porte ai primi pendolari cittadini, nasceva quello che oggi è il quartiere di Bow, decentramento della città di Londra.

Un destino segnato già nel lontanissimo anno mille, quando vi si creò una delle prime strade lastricate, ingegnosamente rialzata, per permettere il passaggio tra i vari fiumi e rii che si incrociavano in questa laguna.

Con lo sviluppo della città queste zone sono state sacrificate per lo più al porto. Infatti, nella parte più a sud, c’è l’immenso reticolo di bacini, gli scali da dove merci e persone si muovevano in andata o in arrivo, da tutte le parti del mondo…..

L’aria del quartiere paludoso era malsana, umida e afflitta da dense nebbie che avvolgevano frequentemente la zona.
La nebbia perlopiù era smog, eruttato dalle numerose ciminiere delle fabbriche. Queste zone del East Side di Londra sono state famose per le Fabbriche di sapone, di cerini e altre merci pronte per il commercio, create appositamente vicine agli sbocchi portuali.
Era piuttosto normale che i lavoratori di queste fabbriche e quelli del porto, abitassero vicini al luogo di lavoro.
Anche chi riempiva le righe dell’esercito del mare spesso si stabiliva qui con la famiglia.

Potevano avvalersi della reciproca condivisione, di gioie e di dolori, dello stesso stile di vita.

Tra queste case, in prossimità di dove oggi c’è la fermata DLR di Devons Rd, abitava una vedova del mare che aveva allevato un figlio, anche lui dedito al mestiere di marinaio, diventando un marinaio del Re.
La donna attendeva sempre il suo giovine marinaio al rientro dei suoi viaggi e aveva cuore di preparargli i piatti cari di casa.
Aspettandolo di rientro da un suo viaggio per le feste della Pasqua, ebbe cura di preparare quei dolci panini che riempiono di profumi le case Inglesi in occasione del Good Friday.

Ma i suoi hot cross buns non ebbero modo di essere consumati quell’anno, il figlio non torno mai più.
Come capitava spesso in quelle epoche, pur sapendolo morto affogato, senza il corpo non c’era certezza alcuna. Fu così che la donna iniziò il rituale,  continuando ad aspettare, preparò dei hot cross buns tutti i Good Friday a venire.

Non si sa se per morte o altre vicissitudini, ma la sua casa venne venduta e al suo posto venne costruito quello che è ancora oggi l’edificio che ospita uno dei più vecchi, quanto anonimi, pub di Londra.

Nel 1848 nacque The Widow’s Son, in onore della povera donna e il proprietario decise di tenere fede a quella che era oramai una consolidata usanza. Tutti gli abitanti del quartiere e dei dintorni la conoscevano, e il pub continuò a preparare dei cross buns ogni Good Friday e a metterne via uno, simbolicamente, per ricordare il giovane marinaio mai tornato.

Siamo passati attraverso un bombardamento pesantissimo, regalo della Luftwaffe, che si può dire, ha distrutto il porto di Londra e la zona antistante.
Poi è venuta la ricostruzione con quella che chiamano arte brutale, ovvero materiali e forme poco costose e orribili nella loro grigia semplicità; ma il pub è ancora là!
Passato di mano in mano, non sempre di bravi professionisti pare, in quanto gli esperti lo reputano un po’ trasandato e al di sotto delle sue potenzialità, ma sempre imperterrito nel suo rito, complice anche una clausola centenaria nel contratto di affitto.

Non da meno la partecipazione della Marina Militare che ogni Pasqua, con una rappresentanza, va a rimpinguare il bottino dei panini conservati in una rete appesa ad una trave.
Un rito per una buona sorte che in mare si ha sempre bisogno.
Un panino per la memoria di un marinaio.
Non ci sono tutti i panini raccolti dal 1800, si dice che la prima, e cospicua parte dei primi anni, sia andata persa in un incendio.
Ma anche se dicono che gli hot cross buns cucinati il venerdì santo non ammuffiscono, è lecito pensare che molti siano divenuti polvere!

E visto che si crede che porti fortuna, si spera che ci possa contare. Ne servirà molta, di fortuna, alla recente querelle a cui sono stati chiamati i nuovi proprietari. 
Purtroppo nella zona sono stati decisi dei piani di ‘sviluppo’ che prevedono nuove costruzioni, pertanto è prevista la vendita dell’immobile.

Un vero peccato che si vada a perdere questa bella usanza durata quasi duecento anni.
Si, sicuramente è di poco rilievo e negli anni ha decisamente perso molto del suo significato iniziale.
Ma racconta, come spesso accade più a Londra che in altre città, la storia attraverso le cose appartenute alle persone che l’hanno vissuta davvero.
Il pub è
Widow’s Son, 75 Devons Road, Bromley e lo potete trovare nel solito posto, pare che la tradizione lo abbia salvato … almeno per ora!
Fa ottimi hamburger e per pane usa l’Hot Cross Bun

http://widowsson.co.uk/

Annunci

Autore: london4ever

Le belle immagini mi incantano le cose complicate mi intrigano il caos mi stanca. Potessi trasformarmi in un animale sarei talpa, se in una cosa sarei escavatore e invece sono una persona, incompiuta.

2 pensieri riguardo “C’era una volta …. Un panino”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...