Tutti a tavola … oggi si mangia?

Hot Cross Buns

Dolci panini da mangiare caldi, possibilmente spalmati di burro e marmellata, a merenda come a colazione, per ritemprarsi dai sacrifici della quaresima.
Si tratta di un panino caldo fatto con: farina, spezie e uvetta, anche qualche candito se gradito.

La croce incisa nella pasta, o riprodotta con della glassa di zucchero, simboleggia la crocifissione. Ma c’è chi riporta questo dolce ai tempi ancora più antichi, quando i sassoni, popolo pagano, dedicavano questo cibo alla dea Eoste,  dea della primavera, da cui si dice derivi Easter …..

Hot coss buns 
hot cross buns 
one a penny, two a penny
hot cross buns 
if you haven’t daughter give them to your son
one a penny, two a penny
hot cross buns 
hot cross buns

Hot Cross Buns  era il grido dei venditori ambulanti nelle strade della Londra Vittoriana, quando i prodotti da forno erano nuovamente di libera vendita,.
Infatti Elisabetta I emise un editto nel quale si vietava la vendita dei prodotti lievitati e speziati, relegandoli solo a speciali occasioni quali i funerali, Good Friday e Natale.

Nel tempo è diventata una filastrocca per bambini e non c’è niente di più facile che sentire questa canzoncina nelle cucine del regno unito in prossimità del week-end Pasquale.
Si canticchia mentre si cerca di dosare nella giusta quantità le spezie con la farina. Questa parte è molto importante nella produzione del dolce, in quanto la giusta quantità, sia di cannella che di chiodi di garofano e zenzero,è determinante per il gusto del panino, inoltre, la ricetta originale vuole anche della Pimenta dioica … se si trova.
Di mio vi direi che se si usa il pimento meglio non mettere lo zenzero …

Non è difficile farli, la parte più lunga è quella della lievitazione, che deve essere eseguita in due fasi. Volete la ricetta?

Ingredienti per 12 buns:

circa 300 ml di acqua (volendo anche latte, ma non più di 200 ml)
1 bustina da 14 g di lievito di birra secco o 30 g di lievito fresco
500 g di farina,
usando il latte si può anche spezzare con un po di fecola o la Manitoba
3 cucchiai di zucchero, preferibilmente di canna, macinato fino
2 cucchiaini rasi di spezie precedentemente miscelate a piacere
40 g burro ammorbidito a temperatura ambiente
200 g di uva sultanina o di canditi.
Iniziare a sciogliere il lievito in un poco dell’acqua fatta intiepidire e lasciarlo riposare per un poco in modo che diventi spumoso.
Incominciate a mischiare a secco la farina con gli zuccheri e le spezie in modo che si mischino per bene.
Aggiungete il burro bello morbido e lavorate il composto fino a che si frastaglia.
Aggiungete l’uvetta.
Solo allora incorporate piano piano il lievito sciolto nell’acqua impastando per bene e, mano a mano, anche l’altra acqua sempre intiepidita, fino a formare una pasta morbida e compatta, ci vorranno circa 5 minuti di manipolazione.
Infine ponete la palla di pasta dentro una ciotola infarinata e coprite con un panno umido.
Deve stare coperta e al caldo almeno per 30/40 minuti fino a che non raddoppia di volume.
Intanto accendete il forno e portatelo sui 200 gradi.
Ora la palla di pasta deve essere manipolata nuovamente per un altro poco di tempo, fatela divenire di forma cilindrica tagliandola in dodici pezzi uguali ai quali sarà data forma di panetto arrotondato.
Qui ci vuole una grande teglia imburrata e si allineano i panini uno accanto all’altro, si dice che si devono toccare creando l’effetto spezzato al lato ma io preferisco metterli nettamente separati in modo che conservino la forma rotonda.
Prima di infornarli si incidono con un coltello dando sulla sommità la forma della croce e si tengono coperti, sempre con un panno umido/caldo, un altro po, diciamo circa 20 minuti  in modo che finiscano di lievitare completamente.
A questo punto la croce dovrebbe presentare un bel solco dove farete scivolare con una tasca da decorazione un composto precedentemente preparato con farina zucchero bianco e acqua, lavorati fino a creare una pasta densa ma sufficientemente morbida da scivolare dal beccuccio della tasca fino dentro le incisioni.
Ecco creato l’effetto croce!
Ora è venuto il momento di mettere in forno fino alla completa doratura.
Il tocco finale sta nella lucidatura, fatta con una base di polvere di gelatina e zucchero diluiti nell’acqua calda e tenuta sul fuoco fino a che non avrete un composto liscio e trasparente con il quale spennellare i panini ancora caldi.

mmmhhhh!!!!

Storico cibo di semplice esecuzione che si porta dietro un sacco di leggende e superstizioni.
https://londra.live/2018/02/17/cera-una-volta-un-panino/

Si racconta che
Cucinarli il giorno del Venerdì Santo li rende inalterabili alla muffa, perfettamente conservabili fino all’anno dopo.

Averne uno in casa appeso significa ingraziarsi la buona sorte e preservarsi dagli incendi (a Londra era ed è ancora, purtroppo, un fatto molto comune, che si incendi la casa intendo).

Il panino indurito dato da mangiare al malato gli dà la forza per guarire.
Se invece è appena sfornato, condividerlo con l’amico del cuore garantisce un altro anno di solida complicità.
Insomma!!
Ogni scusa è buona per mangiarli e oggi non sono neanche più prevalentemente legati alla Pasqua in quanto nei supermercati si trovano anche durante tutto il corso dell’anno.

Ma sicuramente non hanno le stesse proprietà propiziatorie.

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Autore: london4ever

Le belle immagini mi incantano le cose complicate mi intrigano il caos mi stanca. Potessi trasformarmi in un animale sarei talpa, se in una cosa sarei escavatore e invece sono una persona, incompiuta.

One thought on “Tutti a tavola … oggi si mangia?”

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