Ci prendiamo un caffè? …… Cafè Pellicci però!!!!

 

La Belle Epoque di gusto Italiano si trova tra i Cockney

Se vi chiedete quali sono i locali più tipici di Londra allora dovete per forza andare a cercare i Cafe.

Non sono Bar.
Anche se volendo puoi entrare e consumare solo un caffè, o una bibita, o magari prenderti una ciambella mentre leggi il giornale e fai due chiacchiere con il tuo vicino di casa.
Si assomigliano, ma non sono neppure quelle che noi chiamiamo tavola calda o trattoria.
Certo è che non si possono paragonare, al limite possiamo dire che sono un mix delle due cose.

Il Cafe, quello con solo una effe, o il Caff, chiamato confidenzialmente dai frequentatori, è un posto tradizionalmente Inglese, inimitabile.

Quelli VERI, ancora originali, conservano l’impronta, il “carattere” prevalente della via dove risiedono.
Gli viene facile!
Perché stavano già lì, da molti anni prima di quanti possa averne una nonna; per molti dei lettori anche molti di più di una bisnonna. Di sicuro hanno visto la 1° Guerra. Sono locali di rione, frequentati da tutta la famiglia e dove tutte le famiglie intrecciano le proprie vite. Sono quei posti che trasformano un pezzo di Londra in un Paese di provincia.
Un posto così fa sentire parte della comunità anche il passante capitato lì per caso, giusto per il lasso di tempo che serve a una sosta.
Generalmente si affacciano sulle vie principali o di mercato, dove c’è rumore e folla; hanno una finestra-vetrina un po logora, che prende tutta la facciata. Sono quelle ancora con la boiserie, magari colorata e scrostata, e c’è la tenda dove, nella bella stagione, ci puoi trovare un paio di tavolini riparati.
Uno di questi si chiama E Pellicci

Lo troviamo al 332 di Bethnal Green Rd, in un East End ancora oggi molto bistrattato.
Pensate che negli anni in cui lo scoprii (79/80), gli stessi amici, residenti a Londra da anni, mi indicarono l’East End proprio come zona off limit.
Mi fu sconsigliato di oltrepassare quell’invisibile confine che partiva dalla Torre di Londra e seguiva un po il perimetro delle vecchie mura Romane.
Era come un’immaginaria recinzione da non varcare, ”il recinto degli uomini neri”. E lo stesso consiglio valeva per le zone a sud del Tamigi, tranne quelle raggiunte dalla District Line.
Ma l’East End non era altro che una zona periferica in cui operavano parecchie fabbriche, colpevoli di rendere l’area e l’aria inospitale e deprimente. Per questo non attirava residenti facoltosi, tanto meno le imprese, quelle grandi, internazionali. Quelle che potevano portare tanto lavoro ma che avevano bisogno di uffici o vetrine di rappresentanza, belle facciate per farsi conoscere al meglio e per attirare i clienti.
Inoltre c’era il Porto, e chiunque abiti o ha vissuto in una città di mare sa cosa comporta.
Ma il grosso del East End era, ed è ancora, composto da gente onesta. Lavoratori il cui unico difetto è quello di essere dei sottopagati in una città esosa da sempre.

Ma torniamo al mio Cafe … Il Cafe Pellicci.
L’ho ritrovato intatto … e son passati decenni. Il piccolo edificio di soli due piani, che pare schiacciato tra gli altri edifici di poco più alti, esiste ancora. Immortale. Come la maggior parte delle case che si affacciano su Bethnal Green Rd e la cosa mi piace.
Ancor oggi la sua insegna colorata al neon sporge dal muro, sopra alla facciata/vetrina in Art Déco, una Vitrolite color primula … Unica! Perché è un materiale d’epoca che non credo si faccia più.

La famiglia Pellicci è di origini toscane e ha comprato questo negozio e l’appartamento di sopra proprio agli inizi del 900.
Nel 1946 la signora Elide decise di rinnovare l’arredamento e per farlo chiamò uno dei carpentieri più bravi della zona, uno dei tanti suoi clienti: Achille Capocci.
Nessuno dei due poteva immaginare che quel lavoro di restauro avrebbe portato il locale nella storia di Londra … Oltre alle sue patatine fritte naturalmente ^_^
Capocci ideò la facciata con questo materiale sintetico e anche gli interni che, se pur dello stesso colore e stile, furono fatti in legno, con intarsi bellissimi e inserimenti di specchi colorati.
Nel centro di un bancone c’è ancora l’incisione con le iniziali della padrona di casa.
Divenne un vero gioiellino e i lavori effettuati furono menzionati come esempio di artigianato britannico del dopoguerra, in una mostra a tema al V&A Museum.
Così:
– A parte la popolarità acquisita da subito tra i residenti e che ancora oggi ben resiste. Ovvero quella di un cafe che portò nel cuore di questa comunità povera l’Italia. L’Italia ma quella bella! Fatta di sapori succulenti, buone abitudini, educazione e tanta, tanta cordialità.
– A parte la popolarità, non richiesta, dovuta a clienti abituali divenuti tristemente famosi, come furono i fratelli Kray (se pur il signor Nevio -figlio della signora Elide- racconta come fossero due bambini molto beneducati. E li conosceva bene, perché abitavano due strade dietro al negozio).
Ma anche a quella dovuta a tutti gli altri frequentatori assidui, molto più per bene (Robbie Williams, un esempio) che sono conservati in un album fotografico e appesi alle pareti.
– A parte il cibo, rigorosamente cucinato in loco dalle sapienti mani della signora Elide prima e dalla signora Maria poi, che viene servito con abbondanti porzioni sin dalle 07 del mattino ad arrivare alle 16 del pomeriggio di tutti i giorni feriali (sappiate che la signora Maria ha vinto, con le sue chips giganti, rigorosamente pelate e tagliate a mano, l’onorificenza delle migliori di tutta Londra).
– A parte che il locale si tramanda di generazione in generazione, e questo permette di mantenere vive non solo le tradizioni famigliari dei Pellicci, ma anche ben solide le basi della vecchia cucina tradizionale Italiana d’esportazione (ecco il perchè ‘lasagna’ e ‘spaghetti bolones’ sono ormai cittadini ad honorem nei paesi anglosassoni).

A parte tutto questo … e scusate se è poco, furono proprio questi interni originali, che fecero ottenere al Cafe Pellicci, nel 2005,  lo status di edificio storico.
Precisamente un Grade II listing Building, che forse lo salvaguarderà dalla concorrenza agguerrita dei vari Starbucks &C.
E. Pellicci è un vero Cafe d’epoca.
Non perdetevelo se vi trovate da quelle parti, magari in mattinata o dopo le 14, per evitare l’ora di punta.
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