Le Red Telephon Box

 

Le iconiche, rosse, cabine telefoniche di Londra

E sì, ormai non si parla più di rischio estinzione. E’ un fatto: Londra rimuove le cabine telefoniche perché oggetti che nessuno usa più se non come discariche vandalizzate.
Al lato pratico sono state sostituite dal nuovo servizio di comunicazione della BT che punta a sostituire i telefoni pubblici ancora esistenti nelle principali città del Regno Unito, con l’innovativo InLinkUK.

Questa nuova tecnologia è in grado di offrire Wi-Fi ultraveloce, chiamate telefoniche gratuite nazionali, ricarica dei vari dispositivi, un tablet per l’accesso ai servizi pubblici della città, utilissime mappe e informazioni di vario tipo di facile accesso e utilizzo per tutti.

Ma la vedo dura sulla sua sostituzione, a livello d’immagine, ancora per molto tempo.

Tutto il mondo è affezionato alle Red Telephone Box, simbolo non solo di Londra, ma di tutto il Regno Unito, e la BT lo sa. Inoltre appartengono anche alla sua di storia, come azienda, e come storia dell’evoluzione delle telecomunicazioni.

Il servizio telefonico pubblico arriva nella capitale con la fine della 1° Guerra Mondiale e fu subito un appalto esclusivo del British Post Office che si mise all’opera per attrezzare la Nazione con questa nuova tecnologia. Nacque così l’idea della cabina telefonica, alla quale venne dato il nome identificativo di Telephon Kiosk e i vari modelli, che si susseguiranno nel corso degli anni, saranno identificati in ordine numerico.
In questo sito  potrete avere maggiori e dettagliate informazioni sulla storia dei modelli delle cabine telefoniche del Regno Unito.
Io mi limiterò ad un piccolo riassunto dei modelli dei Kiosks che hanno preceduto e seguito quella, anzi è meglio dire quelle, diventate famose in tutto il mondo.

Incominciamo dal Kiosk 1, del quale ci saranno ben tre versioni a partire dal 1920.
La 1° box era quasi tutta in cemento e non era particolarmente amata dai cittadini che la consideravano brutta ma, essendo più economica, venne installata a livello nazionale escludendo però Londra.
Per la cabina che doveva stare nelle strade della capitale nacquero un po di diatribe, così il Post Office decise d’ indire un concorso a cui parteciparono solo 3, già selezionati, architetti famosi dell’epoca.
In questi  magnifici tre c’era Giles Gilbert Scott (reduce dalla costruzione della Cattedrale di Liverpool e della Battersea Power Station) che vinse nel 1926 con il modello Kiosk 2. Lo styling gli fu ispirato dalla tomba di Sir John Soane che si trova in quel che rimane del cimitero di St. Pancrass DSC_0191_3004
Nel suo progetto il Kiosk2 doveva essere in acciaio, dipinto con un grigio silver esterno e con i colori blu e verde per l’interno. Ma il Post Office lo volle rosso scarlatto (il così detto rosso ribes Inglese, di modo che si potesse notare da lontano, come le buche delle lettere) e il materiale di costruzione doveva essere la ghisa.
Il risultato ottenuto fu un modello pesantissimo e costosissimo; riuscirono a installarne solo 1.700 circa nell’area urbana di Londra che lo accolse molto bene, inserendolo nel suo tessuto urbano molto rapidamente.b70f2-immagine2b351
Di queste cabine del 1926 sono rimasti circa 200 esemplari dichiarati Monumento Classificato di Grado II e, grazie a questo, faranno sempre parte del panorama di Londra, anche senza il telefono incorporato.
Londra conserva ancora il prototipo originale, in legno, della K2.
Lo potete ammirare sulla Piccadilly, la via.  Nella foto si intravede da dietro i cancelli d’ingresso del Royal Academy, sulla sinistra.
Essendo il K2 troppo pesante e costoso, il Post Office commissionò a Scott la creazione di un’altra cabina più pratica, in modo da poter essere installata a livello nazionale. Scott ideò il Kiosk 3 in cemento, color crema, con i contorni dei vetri rossi.
Sulla carta era un buon progetto ma il cemento si deteriorava, già nel mentre dell’installazione, denunciandone l’elevata fragilità. Dato decisamente negativo per un oggetto destinato alla strada e all’uso di migliaia di persone.
Così se ne costruirono ben pochi, 2 dei quali sono ancora visibili. Uno è in Scozia e quello Londinese è visibile allo Zoo, presso il Penguin Beech Exhibition
Stessa sorte per il Kiosk 4. Nonostante avesse degli extra di utilità comune, come la buca delle lettere e la timbratrice di francobolli incorporati, non riuscì a sfondare. I motivi principali erano due: le sue dimensioni (Il K4 è stato battezzato il ‘Vermillion Giant’ dai pedoni e dagli automobilisti piuttosto sconcertati) e la poca resistenza dei macchinari alle intemperie esterne, senza contare le lamentele per l’eccessivo rumore delle timbratrici all’opera, durante le conversazioni telefoniche. Ne sono stati costruiti solo 50 esemplari e sul territorio ne rimangono 4.
Il Kiosk 5 era la copia in prefabbricato del K2. Non se ne hanno esempi pratici se non disegni e schede tecniche, il che fa supporre che non si andò mai oltre il prototipo.
Kiosk 6 è l’ultimo modello di Scott.
Era decisamente simile all’amatissimo modello K2, ma finalmente più piccola e leggera. Ebbe una bella accoglienza da parte del pubblico, che la volle distribuita per tutto il paese, cosa che accadde tra il 1936 e il 1968.
Con questa Telephon Box Scott diede il suo tributo ai 25 anni di di regno di Re Carlo V e la sua impronta definitiva all’iconografia di Londra.
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Come si distinguono le K2 dalle K6:
La K6 è leggermente più piccola della K2: 2,5 contro 2,80 metri di altezza.
Il dettaglio che salta agli occhi più facilmente è quello dei vetri.
La K6 ha dei pannelli con 8 grandi vetri rettangolari centrali e due più piccoli ai lati mentre la K2, più Vittoriana, ha i pannelli con 18 vetri.
La K6 ha la corona in rilievo, mentre quella della K2 è incisa.
I differenti stili delle corone permettono anche la cronologia degli anni di costruzione.
Inoltre la K6 è più lineare nella sua figura, mentre la K2 sfoggia delle modanature.
856fa-lopkjm Da qua in poi il General Post Office decise una svolta nello stile, capiva che era l’ ora di ammodernare e ci provò con il Kiosk 7 ma i tempi non erano ancora maturi. L’ammodernamento forse fu troppo estremo rispetto ai modelli precedenti, non convinse e rimase al solo prototipo
Con il Kiosk 8 del 1968 si tornò alla ghisa, lasciata un attimo per l’alluminio del K7.
La prima di questa serie fu installata a Westminster il 12 Luglio del 68.
Aveva come panelli dei grandi vetri unici e un’insegna luminosa; purtroppo però i vandali decretarono la vulnerabilità di questo modello che si avviò presto all’estinzione.
Credo ne esista un modello nella stazione metro di Amersham
E arriviamo al 1982 data in cui il General Post Office cedette lo scettro della telefonia pubblica alla privatizzata British Telecom che archiviò il colore rosso definitivamente e ricominciò dal Kiosk X100 e K100plus. 
La priorità era stare al passo con i tempi e anticipare le nuove tecnologie.

La storia da qui è andata ad evolversi a ritmi incredibili; secondo me i nati in questa ultima decade sanno a malapena cos’è una cabina telefonica pubblica, per non parlare dei gettoni telefonici. Per questo motivo si sono presi dei seri provvedimenti per permettere ad alcune delle centinaia di scatole rosse, disegnate da Giles Gilbert Scott, di rimanere nelle strade delle loro città. Uno di questi provvedimenti si è basato sul farle entrare nel  patrimonio protetto.

Altre sono state date in ‘affido’ ai Borough o a piccole comunita, sempre non solo a Londra ma in tutto il Regno Unito, che se ne occuperanno personalmente in svariate e originali soluzioni di utilizzo quali: sedi di piccoli uffici da affittare anche a ore, centro di scambio per libri, piccoli pronto soccorso con defribillatori, carica batterie per cellulari & C. e altre varie utilità. Tutto questo grazie alla campagna Adopt a Kiosk

Più di quante se ne immagini sono state vendute a stranieri e privati che le hanno trasformate in attività, per esempio il piccolo Cafè di Hapstead, oppure ci hanno semplicemente arredato i giardini o i parchi.

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Elizabeth Park.

Per fortuna i modelli sono stati raccolti e conservati nella National Telephone Kiosk Collection ad Avoncroft nel Worcestershire, inoltre molte singole cittadine le conservano nel proprio Heritage, ognuna con le proprie peculiarità. Come Kingston upon Hull che, avendo una sua propria compagnia telefonica, distinse le cabine di Scott verniciandole con un color crema.

Londra comunque non ci permetterà di dimenticarci tanto presto di loro. Non credo che ci sia un’altra città al mondo capace di conservare questo cimelio, ormai storico e fuori da un museo, così come lo ha fatto Londra con la sua Red Telephon Box.
Grazie Londra!

 

 

Autore: london4ever

Le belle immagini mi incantano le cose complicate mi intrigano il caos mi stanca. Potessi trasformarmi in un animale sarei talpa, se in una cosa sarei escavatore e invece sono una persona, incompiuta.

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