Una domenica … Open House


Open House è davvero un bellissimo evento che si pratica ormai in molte città del mondo e offre due occasioni uniche.
La prima è la possibilità di visitare moltissimi posti, dove solitamente si paga, completamente gratis; la seconda, a parer mio la più intrigante, la chance di vedere luoghi che generalmente sono interdetti al pubblico.
Vi racconto la mia Domenica Open House londinese che solitamente si svolge nel mese di settembre.

Ho iniziato dalla Royal Albert Hall a Kensington.
Le porte dell’anfiteatro sono aperte e si entra senza problemi, naturalmente ci sono delle zone interdette, ma sono ben segnalate così come i percorsi da seguire
Ero già stata in questo teatro in occasione di un concerto e devo garantirvi che ha un’acustica eccezionale, in più metteteci la spettacolarità dei suoi spalti, con colori che vanno dal crema all’oro e al rosso fuoco, che si aprono tutt’intorno come in una arena e resterete senza fiato ogni volta.

La prima cosa che si nota sono i dischi appesi al soffitto (sono 60), servono per l’acustica ma sono sapientemente resi scenografici
La seconda è l’organo, mastodontico, il più grande del paese, anche se per qualche tempo, quando fu costruito (1871) fu ritenuto il più grande al mondo. Ad oggi conta ben 9.999 canne!!
Purtroppo stavano allestendo qualche spettacolo e il parterre era praticabile solo dagli operai al lavoro. Il bello di questo teatro è che ha la possibilità di trasformarsi in un’arena dove si esibiscono circhi, pattinatori … ci fanno persino un torneo di tennis; poi si può trasformare in cinema coprendo l’organo oppure un classico palco dove si sono esibiti fior fiore di artisti; tutto questo lo si può vedere nelle tante foto ricordo appese nei corridoi che circondano i palchi.

Naturalmente c’è il palco reale e le stanze dove i reali possono rilassarsi, con tanto di ingresso guardaroba e toilette privata.

Al di fuori non si può non finire con il naso in su, incuriositi dal mosaico che contorna la parte alta e che gira tutto intorno alla costruzione; circa 245mt di disegni costruiti con tante piccole tessere di terracotta che raffigurano le arti e le scienze del mondo e poi c’è quel pilastro poco discosto, il camino della sala caldaie che riscalda il teatro, perfettamente funzionante fin da quando fu inaugurato dalla Regina Victoria.

La regina posò la prima pietra, che era di granito, e se volete cercarla è ancora visibile, con la sua incisione, nascosta sotto un sedile nel settore K della platea, fila11 sedile 87.
Se guardate bene gli intarsi delle finestre noterete come la V campeggi su ognuna, e il nome della Regina Victoria, per intero, sia scolpito all’interno in altro, mentre nei disegni laterali appare una A, la A di Albert, suo amatissimo consorte nonchè ideatore del teatro, ma che purtroppo scomparve prima di vedere la sua idea realizzarsi.

Soddisfatta del mio primo giro ho preso un bus e sono andata a Whitehall, meta la
Banqueting Hall

L’entrata è spalancata e il personale ti sorride invitandoti ad entrare, anche qui niente coda…sono fortunata;)

Questa struttura è l’unica superstite del grande complesso che costituiva il Palazzo Reale di Whitehall; fu la ‘sala banchetti per eccellenza per moltissimi decenni, infatti sin dai tempi di Elisabetta I questa costruzione svolse la funzione di far divertire e di ricevere in pompa magna sovrani e nobiltà varia in visita.
Ricostruita in todo varie volte, questa odierna è la versione di King Charles I (1622) che diede l’incarico ad Indigo Jones, un famoso architetto dell’epoca, per la progettazione del palazzetto che conquistò il primato come costruzione in puro stile rinascimentale di Londra, ricorda molto l’italianissimo stile Palladiano ( stile che il Jones studiò e utilizzo molte volte)

Il palazzo è praticamente di fronte alla House of Guard. L’ingresso è laterale, non è ‘scenico’ come si potrebbe immaginare e può passare innoservato, ospita solo questa enorme sala, situata al primo piano rialzato, mentre sotto, al piano terra, ci sono le cosidette ‘cantine’: le Undercroft, con bellissimi soffitti a volta a formare come dei separé.
Furono pensate per il Re e i suoi amici, una specie di sala ricevimenti meno formale; oggi ospitano i servizi igenici, un bar improvisato e il negozio con una bella mostra di ‘scenografie’: lavori dell’architetto Jones.

La scalinata per accedere è contornata da dipinti di enorme valore, C’è un Charles I dipinto da Van Dyke (che appartiene alla National Portrait Gallery), e uno del ritrattista Daniel Mytens (di appartenenza alla collezione reale), si racconta che quest’ultimo sia appeso in prossimità della finestra da dove il Re fu impiccato a morte

L’unico piano del palazzo è occupato interamente dalla Sala, contornata, nei due lati più lunghi, da doppia finestratura che da fuori fa pensare ad un secondo piano. C’è la possibilità di seguire la storia del palazzo e alcuni aneddoti grazie ad un video che riparte ad oltranza, così si viene a sapere che il restauro fu attentissimo a riprodurre gli stessi colori del tempo, colori chiari e soffici che fanno risaltare ancor di più il soffitto.
Ci sono delle balaustre all’altezza del finto secondo piano, girano tutte intorno tranne nel lato dove è posizionato un trono tanto antico quanto autentico. Erano le gallerie dove potevano salire gli spettatori che volevano vedere gli eventi che il Re organizzava per i suoi ospiti e per se stesso, ed erano accessibili solo dall’esterno con una scala sul retro che purtroppo non esiste più.
Non si può salire lì sopra, anche se sarebbe stato meraviglioso vedere più da vicino lo spettacolare lavoro di Rubens. Per fortuna ad aiutare ci sono degli specchi ingranditori; guardando di riflesso puoi scorgere i particolari dei dipinti. Non c’è altro intorno, non si nota null’altro … si sta con il naso all’insù fino a farsi dolere la cervicale, ma non si può non farlo!

Il dipinto prende completamente tutta l’area del soffitto, con 9 pannelli ‘incassati’ che raffigurano, con putti alti oltre i 2 mt e mezzo, i benefici di un saggio governo, ma non ci sono indicazioni precise sul tema raffigurato.
Ruben lavorò a questi pannelli nel suo studio ad Anversa ed egli lì spedì a Londra non appena terminati, senza neanche sovraintendere alla messa in posa del suo lavoro, si dice che fu anche pagato in ritardo, ben tre anni dopo.

Di sicuro questo lavoro diede l’aspetto principesco alla sala, proprio come voleva Charles e fu usata per rappresentanza ricevendo lodi da tutto il mondo.
Tutto finì quando il complesso palazzo reale prese fuoco e venne distrutto. Questa costruzione si salvò interamente e fu trasformata in Cappella Reale da Wren, svolgendo il suo servizio religioso anche per la Horse Guard per circa 20 anni. Nel 1890 passò nelle mani dell’Istituto reale che la trasformò in un museo come Residenza Storica.

Dopo tanta bellezza mi prendo una pausa e mangiucchio qualcosa nei giardini di Whitehall sul Embankment.

Nessuno li considera, ma invece sono molto belli e rilassanti con alcune pregevoli opere e, nonostante la strada vicino sia caotica, almeno non si vede grazie alle fronde rigogliose dei suoi alberi e arbusti che gli hanno permesso di vincere un premio designato alle migliorie per la conservazione naturale.
Il palazzo, che si intravede al suo limite nord e che assomiglia ad un castello della Loira, fu costruito nel 1884 ed è oggi la sede di uno degli alberghi più esclusivi di Londra: The Royal Horseguards

Terza tappa
Midle Temple Hall

LeTemple Inn, sono due: le Midle Temple e le Inner Temple, sono insieme in un unico territorio tra Fleet St e il Tamigi e a separarle ed adornarle ci pensano i piccoli giardini e gli spiazzi verdi divisi da archi, vialetti, scalette nascoste, da fontane e piazzette.
Sono luoghi di legge con storia legata ai Cavalieri Templari che creano un’oasi silenziosa e protetta dove affermati studi legali lavorano e fanno scuola.

La Middle Temple Hall è datata 1320, ma si presenta ai nostri occhi nella costruzione del 1573 di cui conserva sopratutto il magnifico tetto a coppia d’archi di quercia, proveniente dal bosco di Windsor, riccamente intagliato.
Anche qui si rischia di rimanere con il collo incriccato tanto il fascino di queste stalattiti di legno non permettono agli occhi di distogliersi. Nel centro c’è come un lucernario su cui campeggia l’agnello Pasquale, lo stesso che ti dà il benvenuto da sopra il portone.
Tutto il perimetro della sala è rivestito con la boiserie, anch’essa di quercia è intarsiata con centinaia di stemmi araldici; dovrebbero essere in ordine cronologico e riportare i casati di tutti i notabili di questa Inn.

In fondo si nota subito un enorme tavolo di quasi 12 mt; un regalo di Elisabetta I intagliato da un unico tronco di quercia di Windsor e arrivato qui, prima galleggiando sul Tamigi e poi fatto entrare da una delle splendide vetrate colorate che adornano la sala. Ora fa bella mostra di se contornato dai ritratti di Re e Regine appesi sul muro che lo sovrasta

L’altro tavolo della sala è chiamata ”la scrivania di Drake” perché è costruita usando il portellone di copertura della Golde Hinde, la sua nave, e sempre di questa nave è il lampadario che si vede nella sala d’ingresso. Ah già che ci siete date un’occhiata anche alla Toilette! 😉
La sala è ancora il cuore delle attività, il refettorio dove gli studenti e gli avvocati vanno a mangiare. Non è accessibile ai non iscritti se non attraverso una prenotazione. si possono prenotare, infatti, sia tour guidati con possibilità di pranzo o solamente il pranzo stesso che può essere a buffet o servito

Shakespeare è ”di casa” tra queste mura, la primissima rappresentazione della sua ”Dodicesima Notte” avvenne qui alla presenza della Regina Elisabetta e fu il giardino adiacente lo sfondo d’inizio di una delle guerre più cruente d’Inghilterra, quella tra York e Lancaster. Infatti, in Enrico VI, Shakespeare racconta che le due rose scelte, simbolo delle due casate, appartenevano al roseto del piccolo parco adiacente alla Hall. Una menzione la merita anche la fontana nella piazza di fronte, una delle prime ‘fisse’ della città. Accanto ad essa ci sono due gelsi neri, piantati per commemorare il Giubileo della regina Vittoria nel 1887

In questo complesso si trova la Temple Church, anch’essa con le sue porte spalancate per questa occasione, così approfitto per dare un’ altra occhiata.
Gli appassionati di cinema la ricorderanno come comparsa nel film ‘Il codice Da Vinci’.

Io ne rimasi un po delusa la prima volta, la scenografia del film rende questo luogo molto più grande, non voglio dire non che non sia bello e suggestivo … solo che … probabilmente il regista gli sapeva donare quel non so che di tetro e imponente che solo lo stile medioevale sa evocare.
Invece nella realtà bisogna fare i conti con i danni subiti dai raid della seconda guerra mondiale che presero di mira questi luoghi lasciando una scia di danni irreparabili a livello storico

Ci sarebbe ancora parecchio tempo per effettuare altre visite, se non si scelgono siti che sono attrazioni famose, come per esempio il Gherking o la casa del primo ministro, non si trovano code o almeno di poco conto e si riesce a visitare molto, ma per oggi per me è stato sufficiente, sento di aver bisogno di una passeggiata così mi avvio verso Greenwich soddisfatta.

E’ un vero peccato che la Open House avvenga solo una volta l’anno; ricordate che se volete partecipare per Londra il mese è quello di settembre, secondo o terzo WE, e solitamente già a febbraio ci sono le liste delle case più gettonate, quelle in cui si rende necessario prenotare.
http://www.openhouselondon.org.uk/

Se volete vedere la ‘collezione’ di foto completa questo è il mio album su Flickr.

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Autore: london4ever

Le belle immagini mi incantano le cose complicate mi intrigano il caos mi stanca. Potessi trasformarmi in un animale sarei talpa, se in una cosa sarei escavatore e invece sono una persona, incompiuta.

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