Guy Hospital


Un Museo un pò particolare

Quale potrebbe essere il posto che si può visitare liberamente e che contiene un sacco di opere d’arte e cimeli storici? Un museo, direte voi, beh! per un certo verso si potrebbe chiamare anche così, ma non è preciso!

L”area interessata è quella che si trova proprio ai piedi dell’enorme piramide dello Shard, che fa apparire ancora più ‘piccolo’di quanto non sia questo angolo della vecchia Londra.

Il Guy Hospital. 
Si! sto parlando proprio di un’ospedale! molto antico … pare che si trovi su questo suolo dai primi anni del medioevo.

Difatti la zona era proprietà di una comunità religiosa che si chiamava Priory of St Mary Overie della quale oggi resta a testimonianza la bellissima Southwark Cathedral.

Una comunità di Agostiniani creò il predecessore di quello che oggi è il St Thomas Hospital, proprio quello che si trova di fronte al Big Ben, dedicato, come ne dice il nome, a Sir Thomas Becket.
Un ospedale che cresceva ed aveva da subito percorso la strada degli studi e della ricerca, per cui era sempre in bisogno di ammodernarsi ed ampliarsi.

Qui entra in scena Mr. Thomas Guy, un editore che ebbe un grosso successo nella sua libreria della City con la stampa e la vendita di bibbie.
C’è a ricordo una targa, in un punto molto brutto, forse il più brutto posto dove posizionare una targa, ma che poi era il sito originale del primo ospedale, proprio di fronte alla nuova veranda del Borough Market

Egli diede una grossissima mano all’ospedale, volendo fortemente un reparto apposito per i malati terminali e quando ci fu bisogno di ampliare e si rese necessario costruire un nuovo ospedale altrove, questo complesso prese il nome dal suo maggior benefattore ed è tutt’oggi conosciuto come il Guy Hospital, parte del King’s College di londra con facoltà di medicina e Odontoiatria.
Entrando dai cancelli che aprono su St Thomas Street si accede alla piazzetta dove nel centro, cintato da una bassa cancellata che serve da parcheggio bici, c’è la statua del fondatore

Si può trovare un’altra sua scultura all’interno della cappella che si apre sempre in questa piazzetta e che è aperta al pubblico.
Una cappella del 18° secolo che conserva i resti del fondatore con l’immagine marmorea di un Thomas Guy che tiene la mano ad uno dei suoi incurabili … molto bella!

Lo so che entrare in un ospedale e fare i turisti non è proprio un comportamento corretto, ma il vero e proprio ospedale è ormai trasferito in quelle strutture di nuova concezione che sono accanto, compresa la più alta torre ospedaliera di tutta europa che svetta a 143 mt di altezza.
In queste graziose costruzioni settecentesche c’è solo la parte amministrativa composta dagli uffici, mentre all’interno del cortile ci sono le strutture che ospitano gli studenti del college e le aule.
Di conseguenza, senza strafare, si ci può addentrare e prendere visione delle piccole perle che vi sono custodite.
Entrando si è subito in un ampio corridoio, ho adorato il suo pavimento a scacchi e le due fila di colonne che aprono in due piccoli cortili laterali, lo chiamano The Colonnade
Ci sono due lapidi commemorative: una ricorda le vittime dei bombardamenti che l’ospedale subì durante i raid aerei della 2° guerra mondiale, mentre l’altra ricorda la visita della Regina Madre nel 1964 dopo i lavori di restauro.

Il cortile sulla sinistra ha al centro dell’aiuola una grande nicchia in pietra in cui siede il bronzo a grandezza naturale di Keats, il poeta che studiò qui prima di dedicarsi alla sua arte preferita.

La nicchia in pietra di Portland è costata 10 ghinee e faceva parte delle 14 arcate del London Bridge medioevale; ne esiste ancora una nel Victoria Park.
Poco più in là, accanto alle colonne c’è una fonte che ricorda i nomi, su due panelli di bronzo laterali, degli ”Uomini del Guy” morti durante la guerra del Sudafrica

Il cortile di fronte  invece ha un bronzo di un altro benefattore dell’ospedale, il Visconte di Nuffield; questa opera è uno dei rari esempi in cui la statua è stata inaugurata con il soggetto rappresentato ancora in vita.

Ed ecco che si entra nel giardino vero e proprio, sulla destra troviamo la bella Shepherd’s House, dove gli infermieri ancora oggi imparano a prendersi cura dei malati e a prestare cure di primo soccorso.
Ci sono dei bei edifici in questo giardino molto curato, poco prima della Shepherd’s House si entra in una piccola Alley White Hart Yard che appare in un lavoro di Shakespeare prima -Henry VI- e una novella di Dickens

Poco più in là la costruzione del 1902 dedicata a Lady Henriette Raphael. Di fronte l’entrata del complesso moderno dell’ospedale, anche dentro questi atri ci sono dei cortili che hanno sculture rimarchevoli.

Nella parte finale c’è un arco, un bellissimo monumento ai caduti della 2° Guerra Mondiale, tutto questo cortile porta il nome Memorial Park

Una piccola ma molto gradevole oasi all’ombra del bellissimo grattacielo di Piano

Ripartendo dai cancelli d’ingresso, andando verso Borough High Street possiamo vedere un campanile di quella che sembra essere una chiesa.

In effetti una chiesa lo è stata, costruita nel 1703 in quella che era la zona originaria dell’ospedale .
Oggi non più chiesa ma Museo che conserva la più antica sala operatoria d’Europa, una sala circolare con palchi dove gli assistenti e gli studenti potevano assistere alle operazioni alle quali i poveri, non potendo avere diversamente l’operazione che necessitavano, si prestavano.

Nel Old Operating Theatre and Herb Garret Museum si trova anche quello che sicuramente era la farmacia dell’ospedale.

Alla sala operatoria che si trova sotto tetto si accede attraverso una scala a chioccia, questa ala dell’ospedale era il reparto femminile e questa sala veniva usata negli anni 20-40 dell’800 e fu chiusa con un muro in mattoni e dimenticata prima dell’avvento della chirurgia antisettica.
Si ri-scoprì molto più avanti in occasione di rimodernamenti.

Il museo mostra delle facce agghiaccianti della chirurgia, quando non esisteva anestesia se non stordimento, non si usavano camici e gli strumenti erano quasi gli stessi che usavano i macellai, ma per chi ama la materia è molto istruttivo,

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Autore: london4ever

Le belle immagini mi incantano le cose complicate mi intrigano il caos mi stanca. Potessi trasformarmi in un animale sarei talpa, se in una cosa sarei escavatore e invece sono una persona, incompiuta.

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