Chesham … alla fine della Metropolitan Line

La periferia di Londra

Quanti chilometri saranno dal centro di Londra? non so di preciso, circa una quarantina! 
Con la Metropolitan Lineci si impiega più di un’ora. Un’ora di rollio sempre alla stessa velocità, su treni nuovi di pacca, senza carrozze, uniti come un unico serpentone che si contorce sulle rotaie.
Meno male che alcune fermate le salta, nel tratto che affianca la Jubilee Line, così sembra di andare più veloci.
Chesham si può dire che è quasi una gita fuori porta, nella lontana zona 9.

Non pensate di andare con un bus, ce ne vorrebbero diversi e impieghereste quasi tre ore.
La località è un villaggio di una periferia che tiene controllato lo sviluppo edilizio per non cementificare i confini di una metropoli, la quale già al suo interno possiede migliaia di acri di campagna, di foreste e boschi quasi selvaggi.
Sapevo che andarci in primavera o nella bella stagione mi avrebbe dato veramente molte soddisfazioni.
Invece me la sono beccata in una umida più che fredda mattinata di Dicembre, appena due giorni dopo Natale.
Un grigio in tutte le sue sfumature impediva la visuale, si intrufolava tra gli alberi, ingoiava i pali di recinzione e interi tetti di case.
Prima di partire pensavo “meno male che quasi tutto il tragitto è esterno così mi godo il panorama e non mi annoio”, ho a mala pena individuato l’arco dello Wembley Stadium prima che venisse anch’esso inghiottito.
La stazione si trova sul dorso di una collinetta.
E’ decisamente una vecchia stazione ferroviaria, un vero gioiellino, che non ha nulla a che fare con il serpentone che, con orari scanditi proprio come quelli di un treno, arriva e torna indietro, monotonamente, perdendosi tra le fronde che si agitano pigramente sopra i binari … oggi almeno non tira quel ventaccio gelido!
La pensilina ha intarsi in legno ed è sorretta con pali di ferro colorati in bianco e rosso. 
Si trova di fronte a quella che era la cabina di manovra, una Signal Boxbianca e blu datata 1889. E’ intatta con il suo cartello originale che riporta il nome della stazione.
La torre dell’acqua, in uso con i treni a vapore, ospita oggi un deposito per le bici dei pendolari e c’è anche un piccolo giardinetto, piuttosto spoglio vista la stagione, e la finestrella della biglietteria stile anni 20. 
La costruzione è quello che si dice un Grade II listed building.


Appena si esce si capisce di essere nella parte più antica di questo villaggio, poco più in basso si scorge quella che è la High Street ad uso pedonale, mentre se si punta lo sguardo in avanti si scorgono moderne strutture e capannoni.
Raggiunta la parte pedonale mi trovo subito in una piccola piazzetta posta alla metà circa di questa via lastricata di mattoncini rossi, quello che mi circonda sono piccole costruzioni di vecchie origini e tanti negozietti, molto carini, dentro tipici cottage.
Una bella strattonata alla realtà odierna me la dà Caffè Nero … e beh! in fondo, anche se stona, sono felice di trovarlo anche qua ^_^
Nel mio percorso studiato da casa c’era l’intenzione di percorrere, dal lato destro, questa via che poi è piuttosto corta. Arrampicarmi sull’altura di fronte per raggiungere un Pub che si trova in un punto piuttosto caratteristico, vedere l’antica chiesa, ridiscendere fino all’altro capo della pedonale e fare un po’ della Latimer Road, che arriva ad un’altra perla del limite urbano: Amersham .… una decina di chilometri.
Questa via dovrebbe percorrere un bel tratto lungo il corso del fiume Chess, pare che si siano trovate tracce di una villa Romana con annesso vigneto, tanto per capire che ci troviamo sempre su un’area antica, antichissima oserei dire.
Incomincio a scarpinare guardandomi intorno, il punto di partenza dovrebbe essere il cuore del mercato che si svolge due giorni la settimana: il mercoledì e il sabato.
Questa cittadina ha il permesso per il mercato settimanale sin dall’epoca di Enrico III, 1200 o giù di. Un sacco di secoli di esperienza!
Immagino la scena in una giornata tiepida e soleggiata: le bancarelle piene di prodotti gastronomici, quelle che vendono prodotti per la casa e le colorate stoffe degli abiti che sventolano, il via vai della gente e il mercanteggiare tra queste antiche case.
Gli Inglesi sono peggio dei marocchini sulle nostre spiagge, se vi “brincano” in un momento di disattenzione vi vendono qualsiasi cosa!
E poi gli odori tipici di …sniff… sniff sniff… aspeta un po’! è pur vero che siamo in un’area mooolto aperta e che il periodo festivo, non concede molti negozi aperti con conseguente desertificazione umana, ma non c’è propri traccia di curry nell’aria e, a parte essere l’unica turista guardata “strana”, vedo anche poche facce “straniere”. Sta a vedere che sono capitata in un covo di indigeni “Pure English Stile”.
Anche il mercato sarà su questo stile allora? Mi rammarico di non poterlo vivere.
Allungo il collo in un negozio di antichità che mostra oggettini veramente originali, veramente a buon prezzo, aver tempo e posto in valigia sigh! …. forse è meglio che non ci sia il mercato!
Un vecchio enorme Pub segna la fine della pedonale. Attraverso e incomincio ad arrampicarmi su per una strada dove le villette fanno il loro bel vedere.
Non convinta del tragitto che mi pare mi porti dove non voglio andare, mi butto in un terreno che sembra essere un’area verde cintata, ci sono a spasso tanti cani …
Avete presente quelle classiche immagini in cui puri Setter liver belton mostrano la loro coda sfrangiata in posizione di ferma? Accanto donnine filiformi con un trench beige legato in vita, indossano stivali di gomma e foulard sventolanti, mentre l’uomo solitamente ha un tweed con il basco e i pantaloni dentro gli stivaloni. Ecco! proprio quello … Wow, sono in Gran Bretagna!!
Bella la vista che si gode da qua! sui tetti della cittadina. Mentre i miei piedi sono intenti a tenermi in equilibrio  sul terreno melmoso del parco io posso godermi un classico della campagna Inglese … un suggestivo panorama grigio nebbia.
Potessi sedermi diventerei una coltura per funghetti da tanto che lo rimirerei.
Non si può, ci sono orari da rispettare, quelli del treno/metro. 
Dopo una discesa fatta in precaria posizione eretta arrivo davanti all’entrata sud del parco e scopro che avrei potuto tranquillamente costeggiare, su un comodo sentiero asfaltato, il laghetto con le sue belle papere isolotto incluso, il tutto senza sporcarmi …  eh figurati! non avrei visto il panorama British.
Giro gli occhi e finalmente sono davanti alla vecchia chiesa. 
St Mary Church si presenta in tutta la sua suggestiva presenza con tanto di cimitero intorno.
Io devo decisamente aver vissuto qualcosa di emozionalmente grande nelle mie vite passate, perché vi assicuro che le testimonianze di quest’epoca mi danno sempre una piacevole sensazione di … come dire casa? O forse, più banalmente, è perché la Storia mi intriga.
L’interno è deludente, la mano dell’uomo ha cancellato quasi totalmente l’antichità della chiesa.
Quello che presumo sia il parroco con la sua consorte, o almeno è così che voglio credere, sono intenti nelle pulizie.
Sono stupefatti di veder arrivare una pellegrina infreddolita e sporca di fango quasi fino alle ginocchia, si prodigano in un caloroso benvenuto, sono straordinariamente ospitali, si scusano persino per il cattivo tempo, incredibili!
Si capisce al volo che la chiesa è un punto fondamentale nell’aggregazione sociale per la piccola cittadina.
Ok il tempo stringe e c’è ancora un pò di cose da vedere.
La chiesa sorge in un punto dove sono raggruppate le abitazioni più antiche. Church Street è un’esibizione di vecchi cottage che sembrano star su per miracolo.
Curiosando dentro le finestre affacciate sulla strada si possono scorgere ambienti piccolini e tanto sono esposte che è inevitabile andare a sbattere dentro l’intimità di sconosciuti che lavorano o riposano.
Ops! davvero sembra di entrare in casa.
Che bellezza, queste strutture medioevali, sono davvero uno spettacolo, sembra di essere finiti dentro una scenografia da film.
Ecco il Pub The Queen’s Head, come l’immaginavo! ( bugia, l’avevo visto su street view)  mi sono persa a cercare il corso d’acqua che lo circonda formando un grazioso sentiero e quasi non vedevo, forse era meglio! … Thai Food??? che c’entra con un Pub e in questo contesto?? è un “venduto ai costumi moderni” di casa Fuller, ma magari per i residentii è una buona alternativa, le recensioni su Google sono buone. Vai a capire!!

Inizio a ridiscendere buttandomi su un altrettanto caratteristica Wey Lane, infine mi immetto sulla Germain Street che mi porta ad incrociare l’altro capo della High Street.
Sulla mia destra ci sarebbe il percorso di Latimer, ma sempre il tempo non è amico, in tutti i suoi significati.
Decido di godermi ancora l’accogliente percorso pedonale, compro un dolce nella bakery aperta e me lo gusto fino all’arrivo della metro..
Mi allontano con la classica sensazione di lasciare qualcosa di incompiuto e un forte desiderio di tornare, ma so che il desiderio di collezionare posti capaci di lasciarti queste emozioni sarà il più forte.

Album fotografico

Autore: london4ever

Le belle immagini mi incantano le cose complicate mi intrigano il caos mi stanca. Potessi trasformarmi in un animale sarei talpa, se in una cosa sarei escavatore e invece sono una persona, incompiuta.

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