Le Olimpiadi del 2012.

Thames Gataway: 2012 l’anno della seconda tappa


Con la XXXedizione Londra batte il record e si appresta ad ospitare per la terza volta i Giochi Olimpici
Precisamente fu di Londra la quarta edizione dei giochi, nel 1908, mentre la sua seconda volta da padrona di casanel 1948, la vide intenta nell’impegno di recuperare questi giochi che durante lo sfacelo della seconda guerra mondiale si stavano perdendo
L’evento oggi è decisamente cambiato da quei tempi, la tecnologia accorcia distanze e la popolarità con il conseguente business che questi giochi si portano come corredo, danno un’aspettativa di circa 5 milioni di visitatori da tutto il mondo.
Per la soddisfazione e il benessere dei Londinesi che per quanto siano tutti ben consci dell’importanza dell’evento _ sia per la loro economia che per sviluppo della città, visto che hanno in ballo una delle più belle e ardite scommesse di ricostruzione socio-ambientale mai viste in Europa _ non possono non essere preoccupati sulle capacità di “reggere” un cosi grande afflusso di persone da parte delle infrastrutture urbane.

Reali ondate umane che percorreranno strade, faranno file alle attrazioni e soprattutto …. useranno i mezzi di trasporto!!

La scommessa di cui parlo è stata la carta vincente per conquistare l’appalto dei giochi, essa è interamente basata sullo sviluppo urbano e umanistico di un’ampia zona, e quello che ai miei occhi rende fantastico anche il solo pensarci, abituata come sono a storie di Italiana incompletezza ed incuria, è il sapere con ragionevole certezza (sicuramente ci saranno ritardi, disattese sulle funzionalità, aumenti di budget ecc) che lo sviluppo ci sarà e questa zona cambierà veramente il suo aspetto e la sua anima.
Vi spiego:  
Il concepimento del Parco Olimpico è avvenuto con il solo intento di inglobarlo in un progetto di recupero di un’area, la Lower Lea Valley, che da tempo vive in un degrado fisico e sociale molto pronunciato, un  poco come l’immaginario collettivo vedeva  sino a poco tempo fa l’adiacente zona del porto, le Docklands.
Non nell’immaginario, ma nei concreti e reali progetti di Londra esiste da tempo un’espansione ad Est, verso l’estuario del Tamigi e su entrambe le sue sponde. 
Il noto e dibattuto progetto Thames Gateway al quale si sta lavorando già da molto tempo.
E’ un disegno di rigenerazione, il più grande che l’Europa abbia mai immaginato, che vuole ampliare la città, sempre in grande crescita anche demografica, dandogli nuove residenze sempre più eco-compatibili e nuovi posti di lavoro recuperando zone in posizioni strategiche, importantissime nel passato per le comunicazioni per gli scambi commerciali e soprattutto per l’industria. 
Ed è ormai noto come da sempre Londra, sulle macerie della sua storia, trovi la fonte infinita della sua energia vitale, passato e presente in quell’equilibrio necessario al rinnovamento e alla vita.

Il progetto è immane ed ha già avuto inizio con la riqualificazione, andata discretamente a buon fine e in continuo accrescimento, di Canary Wharf, della Isle of Dogs e i suoi vicini Wapping, Limehouse e delle Victoria Docks dove oggi sorge l’ultimo nato degli aeroporti cittadini, il City Airport e un nuovissimo centro espositivo ExCel 

Questi siti, a lungo celebrati per il loro torbido paesaggio dovuto all’abbandono delle attività portuali, sono i più prossimi al Parco Olimpico sorto anch’esso dalle macerie di quella che era una volta la zona più industrializzata (e più inquinata) della città, quella che era diventata una enorme discarica a cielo aperto, memoria dell’abbandono delle molte industrie, per lo più chimiche e concerie, che sorgevano qui. 
La testimonianza visibile di come un quartiere possa smarrire la sua dignità umana perdendo la possibilità di dare lavoro ai suoi abitanti per lo più immigrati dalle Indie e da altri paesi sbarcati qui grazie al porto.
Rigenerarlo a nuova vita sarà la seconda tappa vincente di questo progetto.

Per far si che questo avvenga si useranno le bellezze naturali della Lea Valley, bellezze incolte e nascoste fino ad oggi tra il cemento e i rottami. 
C’è da dire che non tutta la Lea Valley nel territorio urbano è così malconcia. Nella sua parte più alta, al di fuori della cinta della M25, è già da tempo un bellissimo parco protetto da un decreto che lo ha battezzato “polmone verde” e comprende bellissimi specchi d’acqua che il secondo fiume della città, il Lea River, forma nel suo scorrere rigoglioso, non per niente è uno dei principali rifornitori di acqua per Londra.
Le gare di Canoa e Kayak si svolgeranno qui, nella parte più a nord di questa valle, circa 30km dal Parco Olimpico. Il Lee Valley White Water Centre è stato costruito partendo da zero, con l’intenzione di restare un centro di prim’ordine per gli appassionati di questi sport e del Rafting.
La valle che è già nel territorio urbano, scende tra Tottenham Hale e Walthamstow dove ci sono molti laghi e stagni adibiti a riserve naturali e dei parchi che si intervallano tra case e strade. Se state attraversando questa zona, magari seduti comodamente sul Bus non è inusuale percorrere una Main Street di un rione e girato l’angolo trovarvi improvvisamente in mezzo a quella che pare una foresta per poi rientrare in una una via brulicante di luci e negozi.
Nell’approssimarsi al suo incontro con il Tamigi troviamo la zona in fase di bonifica. 
Il Lea River si divide in due rami netti subito a sud di Stratford,  a Bromley-by-Bow, e forma dei reticoli con altri corsi d’acqua e canali. 
Molto bella la zona del Three Mills River dove si vede ancora quello che resta del complesso di mulini a marea più grande del mondo
La parte più ad Est del Lea è più conosciuta come Bow Creek ed entra nel Tamigi praticamente di fronte a dove oggi svetta il Millenium Dome.
Bow Creek vanta una baia sul delta, con uno dei più vecchi fari della marina oggi in disuso e anche un parco
Dove risiedevano stabilimenti siderurgici e depositi di carbone oggi ci sono viali e piste ciclabili che formano oasi tra deserti di cemento.


L’altra parte invece sfocia a Limehouse Basin dove si mischia con  le acque del Regent’s Canal prima di incontrare il Tamigi

Dunque il Parco Olimpico è foggiato intorno all’acqua del fiume Lea e alle sue diramazioni che formano laghetti e stagni naturali, e creano un panorama che in molti trovano simile al territorio su cui sorge Amsterdam. Una zona che propriamente messa in risalto può regalare bellissimi angoli per l’outdoor e per abitare. 
Ci sono progetti per il dopo Olimpiadi che prevedono lo smantellamento di alcune strutture sportive, il ridimensionamento di altre e la nascita di quartieri residenziali sullo stile tutto British del Terraced housing, le lunghe file di palazzoni marmorei che richiamano l’epoca Georgiana tipiche di Bayswater e Victoria tanto per fare due esempi  … e magari in queste ci faranno bagni degni di questo nome.
Tecnologie nuove ed eco-compatibili nell’architettura, come quelle che ci mostra uno dei ponti centrali, il cui piano di calpestio è fatto con vecchie scarpe di gomma riciclate; ad oggi reggerà il passaggio di 600 mila piedi e nel domani subirà il processo di contrazione.
Le strutture sono state concepite in modo da utilizzare il meno possibile le energie artificiali, vetrate e lucernai potranno sopperire al fabbisogno di luce e ventilazione in grosse percentuali e sono stati costruiti condotti per la raccolta dell’acqua piovana e per in ricicli dell’acqua degli stessi impianti.
Sono già attive stazioni per ricaricare le automobili elettriche date in dotazione agli atleti e allo staff e questo permetterà alla città di avere nel 2013 la più grande rete di ricarica del regno Unito con 1300 colonne candidandola a capitale europea del veicolo elettrico.

Tutto è già stato stabilito da prima che partissero i lavori, la ragione d’essere del Parco Olimpico, che prenderà il nome di Queen Elizabeth Olympic Park, è quella di rendere servizio al quartiere principalmente, alla città e ai suoi abitanti.  

Cerchiamo di vedere più da vicino le strutture che danno forma al parco e che resteranno nel paesaggio.
Il Media CentresCosa contiene?
Le più moderne strutture informatiche per inviare notizie in tutto il mondo in un istante; 12.000 mq dedicati al catering; banche, edicole, agenzie di viaggi e un ufficio postale; 29.000 mq di uffici  con quattro piani di lavoro per giornalisti e fotografi durante i Giochi e riconvertiti per le aziende private subito dopo.

L’ Energy Centre:
E’ paragonabile alle vecchie e dismesse centrali energetiche quali erano la Power station di Chelsea e di quella che oggi è la Tate Modern. Ma sarà alimentata ad energie di biomasse (spero si dica così ^_^ ) veramente a basso impatto inquinante che resterà attiva anche in futuro garantendo energia agli impianti che rimarranno e ai centri residenziali.

L’Olimpic Stadium: 
Verrà ridimensionato, in quanto la città ha già il suo “stadio ufficiale”, quello di Wembley.
Da 80.000 posti a 25,000 per essere lo stadio del quartiere.


L’Acquatic Centre:
Da 17.500 scenderà a 3.000 posti. La maggior parte dei sedili sono nei padiglioni provvisori laterali che verranno rimossi dopo i Giochi per lasciare spazio solo alla grande ed elegante onda che ospiterà un Fitness Centre e la piscina per la comunità locale, le associazioni e le scuole, ma potrà ospitare eventi anche a livello mondiale.                                          


Il Velopark
E’ la struttura più eco-sostenibile e rappresentativa dei giochi. struttura che subirà il ridimensionamento e rimarrà a disposizione di questa disciplina che a Londra non aveva ancora un suo spazio, compreso lo spazio dedicato alla pista di Mountain-bike adiacente

L’Olympic Hockey Centre:  
E’ uno spazio all’aperto che offre un impatto scenico piuttosto forte con i suoi colori blu e rosa.
Verrà spostato verso il nord del parco, unendosi alle già esistenti strutture sportive permanenti di Eton Manor, ridimensionando a 3.000 posti per attività di training fino a potersi espandere a 15.000 in caso di eventi importanti.

Olympic Village:
Undici blocchi residenziali che comprendono negozi, piazze e giardini, un sistema ecologico di energia e riciclo dei rifiuti.
Alla fine dei giochi rimarranno alla città quasi tremila alloggi di cui il 30% saranno considerati Affordable Housing. 
Ovvero dati alle famiglie più bisognose con il sussidio statale


Basketball Arena:
Questo fabbricato verrà smantellato, lo menziono solo per citare la genialata di aver costruito qualcosa di completamente smontabile con la possibilità di venir affittato da chi e ovunque avrà bisogno di utilizzarlo.
Negli spazi vuoti che gli impianti lasceranno vedranno la luce nuovi edifici e in queste residenze saranno insediati apparati scolastici, un nuovo policlinico e altri servizi sociali.
E stato annunciata l’istituzione di una nuova università internazionale dedicata allo sport, alle scienze digitali e mediatiche ed eco-tecnologiche. Entro il 2015 si dovrebbe costituire una specie di consorzio con alcune Università straniere e Nazionali dando modo di poter usufruire di sussidi statali solo in minor parte.

E poi … tanto, tanto verde!!  Un bellissimo parco che si estende per 246 ettari, tanto quanto Hyde Park e Kensington Gardens per capire, con delle passeggiate che si allungheranno anche verso la foce del fiume lungo le varie diramazioni.
In questo parco c’è già una struttura che lo rappresenta, si chiama Orbit … quotata per essere la nuova attrazione turistica della città si auspicano con lo stesso successo del London Eye.
La chiamano arte, boh! Non posso discutere su questo, sta di fatto che questo mostro che sembra un polipo di acciaio a riposo è alto 115 mt. e sorge nel bel mezzo del parco sicché  permetterà un’ampia visuale sul parco e sull’orizzonte di Londra
La struttura sarà accessibile durante i giochi ma poi chiuderà per l’apertura definitiva solo a fine 1013. 


Ed ecco come un decrepito scenario di povertà storica si mette in gioco, in piena competizione con le più famose e “chiccose” zone del West End londinese. 
Le aspettative sono alte, molti si aspettano di vedere lo stesso sviluppo che coinvolse South Kensington nel 1851 quando la Great Exhibition, voluta fortemente dalla regina Victoria,  formò un tessuto urbano di grande qualità dove grandi musei e attrezzature culturali misero le radici.
Non vedo l’ora che il sipario si alzi e questa storia inizi a prendere forma e compia il suo destino …..
Annunci

Autore: london4ever

Le belle immagini mi incantano le cose complicate mi intrigano il caos mi stanca. Potessi trasformarmi in un animale sarei talpa, se in una cosa sarei escavatore e invece sono una persona, incompiuta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...